“Legge elettorale, voto segreto trappolone per le donne” di Pia Locatelli |

10 febbraio 2014   –   Il Fatto quotidiano

Sulla legge elettorale si sta profilando un trappolone per le donne. Infatti, si fanno sempre più consistenti le voci secondo le quali sugli emendamenti della legge elettorale che riguardano la parità di genere verrebbe richiesto il voto a scrutinio segreto. Questo nasconde l’ipocrisia di chi a parole sventola la bandiera della democrazia paritaria, ma in realtà vuole affossarla. E’ chiaro che in questo modo, forti dell’anonimato, alcuni deputati uomini (temiamo siano la maggioranza), voteranno contro: un seggio in più per una donna, infatti, è inevitabilmente un seggio in meno per un uomo. Leggi il resto »

Caso De Rosa, le italiane NON sono brave solo a fare quello

Huufington post 31 gennaio 2014 – Lucina Di Meco

Le italiane, si sa, sono brave solo a fare quello. In varianti diverse magari, ma quello. E’ questo che, secondo quanto riportato nella querela presentata da sette deputate del Partito Democratico, penserebbe Massimo de Rosa, deputato del MoVimento Cinque Stelle. Lo penserebbe e non si vergognerebbe neanche di dirlo, secondo quanto dichiarato dalle sette deputate, in una seduta in parlamento, davanti a testimoni. Leggi il resto »

Italicum, non basta il 50% di donne in lista di Stefanella Campana

La Stampa – BLOG – 24 gennaio 2014
Solo l’alternanza di genere uno a uno nelle liste e la medesima alternanza nei capilista può garantire una democrazia paritaria come sancito dalla Costituzione

“Italicum”, il testo della riforma elettorale voluta da Renzi e sottoscritta da Pd, Forza Italia e dal nuovo centrodestra, che prevede il 50% delle donne in lista, attua finalmente il principio di parità sancito dagli articoli 3 e 51 della Costituzione?

“Deludente, uno specchietto per le allodole”, è il commento di Laura Onofri, di Senonoraquando:

“Stando così le cose, per rendere realmente efficace il principio di pari opportunità nella rappresentanza politica è necessario introdurre un vincolo all’alternanza di genere uno a uno nelle liste e la medesima alternanza nei capilista. Immaginiamo, infatti, che andando a votare con questa legge risulteranno eletti soltanto i primi due nomi in lista, se non addirittura solo il primo. Leggi il resto »