Nel 2018 calo record degli aborti in Italia: poco più di 76mila.

Nei primi anni della 194 si era arrivati a quasi 235mila IVG. Merito anche della pillola del giorno dopo. Ma l’obiezione resta molto alta e riguarda il 69% dei ginecologi

Quotidiano.sanità.it 19 giugno 2020 – Luciano Fassari

Presentata la Relazione al Parlamento. Un terzo delle IVG a carico di donne straniere. L’aborto farmacologico praticato nel 20,8% dei casi. Speranza: “Sebbene l’analisi dei carichi di lavoro per ciascun ginecologo non obiettore non sembri evidenziare particolari criticità nei servizi di IVG, le Regioni devono assicurare che l’organizzazione dei servizi e le figure professionali garantiscano alle donne la possibilità di accedere all’interruzione volontaria di gravidanza, garantendo il libero esercizio dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne e assicurando l’accesso ai servizi IVG” IL TESTO

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Aborto sicuro e contraccezione gratuita per tutt*!

Aborto sicuro e contraccezione gratuita per tutt*!

2 luglio 2020, ore 11.00 Presidio al Ministero della salute, Piazza Castellani (Lungotevere Ripa), ROMA

Dopo il caso Umbria, Pro-choice RICA (Rete italiana contraccezione e aborto) promuove un presidio a Roma per sollecitare le istituzioni competenti a prendere immediati provvedimenti per tutelare e garantire i diritti sessuali e riproduttivi delle donne. In particolare, le promotrici chiedono di sostenere le donne nell’accesso ai servizi medici che garantiscono l’aborto farmacologico e di reintrodurre i contraccettivi in Fascia A, ovvero nei farmaci essenziali e gratuiti

Il presidio si svolgerà presso il Ministero della salute, a sottolineare l’importanza del parere chiesto dal Ministro Speranza al Consiglio superiore di sanità “per favorire, ove possibile, il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico, in regime di day hospital e in regime ambulatoriale, come in uso nella gran parte degli altri Paesi europei” – così nella richiesta del Ministro – e di “prevedere l’aggiornamento delle Linee di indirizzo sull’IVG”, interruzione volontaria di gravidanza, con l’uso di Mifepristone (RU486) e prostaglandine, “tenendo anche in considerazione la possibilità di monitoraggio da remoto attraverso dispositivi tecnologici di telemedicina”.

Durante il presidio verranno consegnate ad Aifa (Agenzia italiana del farmaco) e Ministero della salute le 80.000 firme raccolte dalla petizione per la contraccezione gratuita e responsabile. Saranno anche consegnate le sottoscrizioni ricevute dal mondo della politica, dell’associazionismo, della cultura e delle professioni mediche all’appello sull’aborto farmacologico promosso da Pro-choice RICA durante l’emergenza Coronavirus. Saranno presenti le associazioni che hanno sottoscritto l’appello, a partire da quelle che aderiscono a Pro-choice RICA, con l’accompagnamento musicale della cantautrice Lucilla Galeazzi.

Iniziativa Pro-choice

L’aborto è un atto medico. Quando lo si comprenderà anche in Italia?

Quotidiano.sanità.it 28 aprile 2020 Anna Pompili e Mirella Parachini
Ginecologhe AMICA (Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto)

Gentile Direttore,
Il 22 aprile 2020 si è svolta la V Giornata Nazionale per la Salute della Donna, un appuntamento promosso e sostenuto dal Ministero della Salute, che nella pagina dedicata ad essa, ci informa, con una videoregistrazione della sottosegretaria Zampa, dell’istituzione di una pagina specifica dedicata alla “salute della donna ai tempi del CoViD-19”.
 
In questa pagina gli esperti informano le donne italiane sull’infezione da Coronavirus e sui meccanismi per i quali, grazie all’importante ruolo degli estrogeni, esse sono maggiormente protette dall’infezione e dalle sue complicazioni rispetto agli uomini.

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Giù le mani dall’aborto: non strumentalizzate il Covid-19: una petizione per l’ Ivg farmacologica

La 27 ora 2 aprile 2020 Laura Onofri

In questi giorni c’è un’altra emergenza nell’emergenza, è infatti emerso, che in molte province italiane, soprattutto nelle regioni del Nord Italia più colpite dall’epidemia di Covid-19, ci sono difficoltà nell’ effettuare l’Interruzione volontaria di gravidanza in sicurezza e rispettando i tempi previsti dalla L.194/78
Molti reparti ospedalieri sono stati dedicati alla cura dei pazienti Covid 19, e gli accessi in ospedale sono stati ridotti e limitati alle sole urgenze anche per ridurre le possibilità di contagio. In questa situazione si rischia che le donne non possano esercitare con serenità e sicurezza il loro diritto ad interrompere volontariamente la gravidanza.

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Firma la petizione per richiedere misure urgenti per l’Interruzione volontaria di gravidanza al tempo del coronavirus

Un gruppo di associazioni, ginecologhe, politiche e donne del movimento hanno lanciato una petizione rivolta al Ministro della Salute Roberto Speranza per richiedere misure urgenti per l’Interruzione volontaria di gravidanza al tempo del coronavirus

Questo il link per firmare la petizione

In questi giorni di emergenza sanitaria, è emerso, in molte province italiane, soprattutto nelle regioni del Nord Italia più colpite dall’epidemia di Covid-19,  un grave problema rispetto al diritto di effettuare l’Interruzione volontaria di gravidanza in sicurezza e rispettando i tempi previsti dalla L.194/78

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