Aborto, mozione per “la vita” dal consiglio regionale della Liguria

Ecco un altro tassello di un disegno ormai chiaro: smantellare con mozioni, o.d.g. proposte di legge quella che è la legge  più emblematica dell’autodeterminazione delle donne: la Legge 194

La Repubblica  5 febbraio 2019

Votata dal centrodestra, contrario il Pd, si astengono i 5 Stelle

A maggioranza il consiglio regionale della Liguria stamani a Genova ha approvato una mozione che impegna la Giunta Toti a “attuare la parte a tutela della maternità della legge 194 per salvaguardare la vita”. Sono stati 17 i voti favorevoli (centrodestra), 6 i contrari (Pd) e 5 gli astenuti (M5S e Rete a Sinistra-LiberaMente Liguria) alla proposta del capogruppo FdI Matteo Rosso mirata a far sì che “vengano attuate tutte le azioni riportate dalla legge 194/78”.
“La legge 194 è conosciuta e considerata come la legge sull’aborto ma ciò che molto spesso viene disatteso è che la legge è a tutela della maternità e delle donne”, ha detto il capogruppo di FdI Matteo Rosso, che ha proposto la mozione pro vita. “La legge va applicata in toto – hanno replicato le opposizioni -, la mozione dimentica il principio di autodeterminazione delle donne e non rafforza la rete dei consultori pubblici”.

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Legge 194. Relazione nuova, approccio vecchio

Quotidiano.sanità.it   21 gennaio 2019

Gentile Direttore,
qualche giorno fa è stata presentata la relazione al Parlamento sullo stato di applicazione della legge 194, che conferma la tendenza alla riduzione dei tassi di abortività e del numero delle IVG/anno; nel 2017 sono state 80.733. In particolare, la relazione ministeriale evidenzia la peculiarità tutta italiana dell’andamento dei tassi di abortività (1): quasi ovunque dopo la legalizzazione si ha una diminuzione progressiva, seguita da un plateau che si mantiene negli anni; in Italia, al contrario, dal 2005, i tassi di abortività diminuiscono significativamente di anno in anno.

Nella relazione si attribuisce tale riduzione ad una serie di fattori, primi fra tutti l’eliminazione dell’obbligo di prescrizione medica dei contraccettivi di emergenza per le maggiorenni, nonché l’aumento dell’uso di contraccettivi e l’“uso estensivo del profilattico” per le minorenni.
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Calvino: una risposta a Magris sull’aborto. Ancora oggi attuale!

Ci pare importante pubblicare, in questo momento, la lettera che Italo Calvino, inviò a Claudio Magris nel 1975 in risposta ad un articolo”Gli sbagliati” pubblicato sul Corriere.

Si trattava di un articolo aspro, forte, giudicante e soprattutto: antiabortista. Magris, in tono anche sprezzante, illustrava la sua tesi di contrarietà all’aborto in modo moralistico, ironizzando sulle misure igieniche e lasciando trasparire una non troppo celata misoginia, rinvenibile anche in altri suoi scritti. Leggi il resto »

ALLARME 194

ALLARME 194 – GINECOLOGHE: ALLA MINISTRA GRILLO: LEGGE INAPPLICABILE, SANZIONARE OSPEDALI.
LA PETIZIONE CRESCE. FIRMANO BOLDRINI, CAMUSSO, FEDELI E LE LEADER DEI MOVIMENTI FEMMINISTI IN IRLANDA, POLONIA E ARGENTINA.
La petizione lanciata da quattro ginecologhe non obiettrici, raccoglie sempre più firme e anche adesioni importanti. Ai sedicimila firmatari, si sono unite il Segretario CGIL Susanna Camusso, l’on. Laura Boldrini, le ex ministre  Valeria Fedeli e Josefa Idem e tre leader del movimento delle donne  per “aborto legale e sicuro”, Ailbhe Smith  protagonista del referendum in IrlandaGisella Carino attivista e influencer argentina e Justyna Frydrych attivista polacca, una delle organizzatrici delle manifestazione a Varsavia contro il divieto di abortire.
Le quattro ginecologhe non obiettrici si rivolgono nella petizione direttamente alla Ministra Grillo con un appello importante ed accorato, perché venga garantita l’applicazione della 194 e vengano sanzionati i tanti Enti ospedalieri che, contrariamente agli obblighi di legge, non forniscono il servizio di interruzione volontaria di gravidanza. Le dottoresse chiedono anche di istituire una preziosa “helpline” per le donne che necessitano di informazioni e supporto. Leggi il resto »

Aborto. Dopo mozione a Verona, ne arrivano altre a Ferrara e Roma.

QuotidianoSanità.it   20 ottobre 2018   Giovanni Rodriguez

Aborto. Dopo mozione a Verona, ne arrivano altre a Ferrara e Roma. Non una di meno: “Giù le mani dai nostri corpi”

Il 22 ottobre il Consiglio comunale capitolino discuterà una mozione presentata sempre dal Gruppo di Fratelli d’Italia, analoga a quella già approvata a Verona presentata dalla Lega e a quella di Ferrara anch’essa proposta da Fratelli d’Italia. Nel testo romano viene messo in discussione quanto “inapplicato” dalla legge 194 e si dichiara la capitale “città a favore della vita”. Torna la protesta di Non una di Meno per “impedire che la mozione passi”. “I nostri corpi, i nostri desideri non sono negoziabili”.

Prima Verona, poi Ferrara e il prossimo lunedì toccherà a Roma. Il diritto all’aborto viene messo in discussione, a livello comunale, con una serie di mozioni molto simili tra loro presentate da Lega e Fratelli d’Italia.

Tutto è iniziato lo scorso 4 ottobre con l’approvazione a Verona di una mozione a firma del consigliere della Lega nord Alberto Zelger. In occasione del 40° anniversario dell’entrata in vigore della legge 194 del 1978, questa impegnava il sindaco e la giunta a sostenere iniziative per la prevenzione dell’aborto con “l’inserimento nel prossimo assestamento di bilancio di un congruo finanziamento ad associazioni e progetti che operano nel territorio del Comune di Verona; la promozione del progetto regionale ‘culla segreta’, stampando e diffondendo i suoi manifesti pubblicitari nelle Circoscrizioni e in tutti gli spazi comunali; a proclamare ufficialmente Verona ‘città a favore della vita’”. Leggi il resto »