Istat: “Dopo il Covid un paese sotto shock. Crescono le disuguaglianze. E nonostante il desiderio di maternità si fanno sempre meno figli”Istat: “Dopo il Covid un paese sotto shock. Crescono le disuguaglianze. E nonostante il desiderio di maternità si fanno sempre meno figli”

La Repubblica 3 luglio 2020 – Maria Novella De Luca

Il rapporto annuale fotografa un Paese impoverito, sempre meno equo, dove si è fermato l’ascensore sociale. Drammatiche le previsioni sulla natalità: in due anni potrebbero nascere 30mila bambini in meno. Ma reggono la famiglia e la coesione sociale

Un paese incerto, impoverito, segnato da profonde diseguaglianze. Reso ancor più fragile dalla pandemia e dalla crisi economica che ne è seguita e ne seguirà. Dove resiste però, oggi come ieri, il saldo rifugio del nucleo familiare. E nel quale, a sorpresa, nei giorni più duri del lockdown, è emersa una forte coesione sociale, “manifestata nell’alta fiducia che i cittadini hanno espresso nei confronti delle istituzioni impegnate nel contenimento dell’epidemia, e in un elevato senso civico verso le indicazioni sui comportamenti da adottare”.

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Donne e uomini, stessa paga ma redditi ancora lontani In Italia differenza del 43,7%

La Repubblica 30 ottobre 2018   –   Luisa Grion

La Commissione Ue: le posizioni più alte restano appannaggio dei maschi Boldrini presenta una proposta di legge a favore dell’occupazione femminile

Non facciamo passi avanti sull’eguaglianza di genere, anzi, rischiamo di farne qualcuno indietro. Partiamo dai guadagni: niente da dire sulle leggi, visto che la parità di compenso a parità di ruolo è sancita per legge, ma se si passa dal confronto sulla paga oraria a quello sul reddito annuo ecco che la posizione dell’Italia cambia radicalmente. Dall’ultimo rapporto sul gender gap salariale che la Commissione Europea pubblicherà il 3 novembre ( giornata dedicata al tema perché nella media Ue, da quella data, rispetto ai colleghi uomini, le donne lavorano ” gratis”) risulta infatti che il differenziale uomo- donna sulla paga oraria lorda in Italia è fra i più bassi dell’Unione: il 5,3% contro una media dell’Europa a 28 del 16,2%. Peccato che passando invece ad un indice più generale sui redditi annui medi, ecco che il gap di genere vola al 43,7 % contro una media Ue del 39,6% . Leggi il resto »

7 minuti

Vi invitiamo   Venerdì 5 MAGGIO alle ore 20.15

alla CASA DEL QUARTIERE SAN DONATO-PIÙ SPAZIO 4 VIA SACCARELLI 18, TORINO

alla proiezione di     “7 MINUTI”  un film di Michele Placido, con Ottavia Piccolo, Ambra Angiolini, Fiorella Mannoia, Cristiana Capotondi, Violante Placido

L’INGRESSO È GRATUITO

LA PROIEZIONE SARÀ PRECEDUTA DA UNA BREVE PRESENTAZIONE:

IL LAVORO DELLE DONNE FRA INCERTEZZA DEL FUTURO E PRECARIETÀ

CONTINUEREMO A PARLARNE AL TERMINE DEL FILM CON:

ALESSANDRA GALLO, sociologa

STEFANIA GRAZIANI, sociologa

FRANCESCA ROMANA GUARNIERI, avvocata

Modera: ENRICA GUGLIELMOTTI, presidente Senonoraquando?-Torino

Maternità-paternità Jobs Act, un’occasione mancata

In.Genere – 17 marzo 2015 – Donata Gottardi

I contenuti del decreto sulla conciliazione e sulla tutela della maternità previsto dal Jobs Act tranquillizzano e inquietano allo stesso tempo. Ecco perché

Il 20 febbraio, nello stesso Consiglio dei Ministri in cui sono stati definitivamente adottati i primi due decreti legislativi di attuazione del cosidetto Jobs Act, sono state presentate due bozze di ulteriori decreti, uno dei quali riguarda misure volte a tutelare la maternità e le forme di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Il testo non è ancora arrivato alle Commissioni parlamentari competenti, ma è stato diffuso dal Governo e impone una analisi attenta, dato che i suoi contenuti tranquillizzano e inquietano al tempo stesso[1]. Leggi il resto »

Gender pay gap, a che cosa è dovuto?

In.genere – 17 giugno 2014 Valentina Andreozzi

Malgrado la maggiore attenzione al fenomeno, gli uomini continuano a guadagnare in media più delle donne. Come risolvere questo problema? Un’economista di Harvard suggerisce maggiore flessibilità e di premiare il lavoro alla luce dei risultati ottenuti. Ma vi sono altre variabili da prendere in considerazione. Solo un profondo cambiamento culturale, con una reale intercambiabilità dei ruoli tra uomo e donna, permetterà di raggiungere la parità delle retribuzioni.

La differenza di retribuzioni tra uomini e donne è sempre più al centro delle indagini e degli studi sulla parità di genere. Il 28 febbraio la Commissione Europea ha lanciato il quarto European Equal Pay Day, che segna la data corrispondente ai “giorni extra” che le donne devono lavorare per raggiungere la stessa paga che gli uomini hanno percepito durante il precedente anno finanziario. Leggi il resto »