Brava e coraggiosa Chiara Appendino: registrati all’anagrafe di Torino i figli di tre coppie omogenitoriali: E’ la prima volta in Italia

Laura Onofri

Chiara Appendino, Sindaca di Torino, ha  impresso una svolta epocale per i diritti dei figli e delle figlie  delle famiglie arcobaleno.

In assenza di una normativa al riguardo infatti, si è assunta l’onere di firmare il provvedimento  di trascrizione all’ufficio Stato civile dell’anagrafe degli atti di nascita dei bambini figli di tre coppie omogenitoriali, uno dei quali nato in Italia da  due mamme, Chiara Foglietta e Micaela Ghisleni che avevano sollevato il caso e si erano rifiutate di dichiarare il falso e cioè che Niccolo’ (questo il nome del piccolo) fosse figlio di ragazza madre. che avrà invece un primato quello di essere il primo bambino nato in Italia da due mamme a poter risultare fin dalla nascita come figlio di due madri.

Sino ad oggi i riconoscimenti di bambini nati da coppie omogenitoriali erano stati registrati all’anagrafe su disposizioni dei Tribunali per nascite di bambini all’estero.

Leggi il resto »

Doveva essere un giorno di gioia…

di Michela Marzano 19 settembre 2013

Doveva essere un giorno di gioia. Si sarebbe dovuto festeggiare ed essere felici e fieri e orgogliosi del nostro paese perché anche in Italia, finalmente, si sarebbe potuto avere una legge contro l’omofobia e la transfobia. E invece no… Niente… Perché anche se questa sera è stata approvata alla Camera la legge Scalfarotto, è stata approvata con degli emendamenti che la svuotano di senso…

Ancora una volta hanno prevalso i pregiudizi e l’intolleranza. Quegli stessi pregiudizi che hanno fatto sì che, nonostante le grandi dichiarazioni di principio, i cittadini abbiano continuato di fatto ad essere distinti in due categorie: da un lato quelli di serie A, ossia gli eterosessuali che, in quanto conformi alle norme vigenti, venivano considerati e trattati come “normali”, “adeguati” e “degni”; dall’altro lato quelli di serie B, ossia gli omosessuali e i trans che, proprio perché non-conformi alle norme, venivano considerati e trattati come “anormali”, “devianti”, “indegni”. Un popolo di “quasi adatti”, per utilizzare le parole dello scrittore Peter Hoeg, che avrebbero dovuto smetterla di domandare gli stessi diritti di tutti gli altri. Leggi il resto »

Blitz alla Camera, salta la legge anti-omofobia

Pdl, Lega eUdc bocciano il testo in commissione. Il Pd: “Vergogna, il governo faccia un decreto”

di Elsa Vinci da La Repubblica, 8 novembre 2012

ROMA – Bocciata la legge contro l’omofobia. Se la Francia da ieri riconosce i matrimoni tra omosessuali, in Italia omofobi e transfobici possono continuare a girare indisturbati. Le norme che prevedono pesanti sanzioni penali per chi non rispetta una sessualità diversa finiscono in soffitta: a Montecitorio la commissione Giustizia ha approvato un emendamento della Lega Nord che ha cancellato l’intera legge. Il testo in discussione estendeva i contenuti della legge Mancino del 1993: un anno di carcere per chi istiga non solo all’odio razziale, etnico o religioso ma anche a quello contro le persone omosessuali. «Italietta bigotta», riecheggia la sinistra. «Medioevo dei diritti», accusa Ingazio Marino, senatore dei democratici. «Il centro-destra condanna il Paese all’oscurantismo», reagisce Nichi Vendola, leader di Sel. Il Parlamento è diviso ma c’è chi non si arrende.

Paola Concia del Pd, totem della comunità gay, da sempre impegnata nell’approvazione della legge, promette che la battaglia riprenderà in aula, dove però rischia di riformarsi il “fronte del no” organizzato da Pdl, Lega Nord e Udc. Donatella Ferrante, capogruppo del Pd in commissione Giustizia, chiede al ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, di intervenire direttamente con un decreto legge. «Le aggressioni sono all’ordine del giorno — ricorda — e solo il cinismo di Alfano, Casini e Maroni può perseverare in questa ipocrisia imbarazzante». Giulia Bongiorno (Fli), presidente della commissione Giustizia, parla di «ennesima occasione gettata al vento». Anche lei auspica l’intervento dell’esecutivo: «Rivolgo un appello a questo governo, così attento alle istanze europee, affinché riconosca l’urgenza di un intervento legislativo». Sul testo bocciato, prima firma Di Pietro-Palomba, giura di non arrendersi pure l’Idv. «Ancora una volta — afferma Federico Palomba — la lobby omofoba è intervenuta per bloccare una norma giusta e opportuna».

Una sola eccezione nel centro destra: la pdiellina Mara Carfagna, ex ministro per le Pari opportunità, al momento della votazione si è astenuta. «L’iter della norma anti omofobia — dice — deve andare avanti per trovare in aula soluzioni condivise ed equilibrate come quelle già attuate in molti Stati moderni». Lo stop alla legge ha provocato l’ennesimo strappo nella maggioranza che sostiene il governo Monti, e soprattutto ha allontanato ancora di più Pd e Udc. Ma al di là del dato politico, l’Italia sembra non riuscire a dotarsi di uno strumento giuridico che punisca i reati contro la discriminazione sessuale. La legge è stata affossata proprio nel giorno in cui tre Stati americani hanno approvato le nozze tra persone dello stesso sesso, mentre la Corte Costituzionale spagnola difende la legittimità della legge sul matrimonio omosex, e il governo francese sdogana i matrimoni gay. L’Italia, controcorrente, è l’unico Paese fondatore dell’Unione europea a non avere leggi di tutela per gli omosessuali. È recentissima, tra l’altro, l’ennesima aggressione omofobica di due ragazzi a Firenze che si tenevano per la mano. Il sindaco Matteo Renzi invita «a guardare soprattutto ai diritti». Il Pd ha scritto al ministro dell’Interno: se il Parlamento non è in grado di legiferare vi sono tutte le ragioni di necessità e urgenza per valutare la presentazione di un decreto governativo.