In Puglia e Liguria si voterà con la doppia preferenza

Comunicato di NOI RETE DONNE

Apprendiamo da Adnkronos che in Puglia e in Liguria, alle prossime elezioni regionali, che si terranno a settembre, si voterà con la doppia preferenza, per garantire l’equilibrio di genere nei rispettivi Consigli regionali e nel rispetto della Legge 20 del 2016 a cui le due Regioni non si erano ancora adeguate.

Lo avrebbe deciso il Consiglio dei Ministri accogliendo l’appello di ‘Noi rete donne’ e di un nutrito gruppo di costituzionaliste che da decenni lavorano sul tema della democrazia paritaria, sottolineando la relazione tra qualità del governo e della democrazia e maggiore presenza delle donne nei luoghi istituzionali.

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Democrazia paritaria in Italia e in Europa: il convegno del 15 gennaio

Mercoledì 15 Gennaio a Roma un convegno per fare il punto sulle leggi elettorali, sulla doppia preferenza, sulla presenza femminile nei luoghi decisionali

Noi Rete Donne organizza il convegno dal titolo “Democrazia paritaria in Italia e in Europa”.

 L’obiettivo è fare il punto sulla riforma costituzionale, sulle leggi elettorali, sulla doppia preferenza, sulla presenza femminile nei luoghi decisionali. Appuntamento nella sede del Parlamento Europeo – Sala delle Bandiere – Via IV Novembre,149 – Roma mercoledì 15 Gennaio 2020 (h 14,30 – 17,30).

Come sta funzionando la doppia preferenza di genere? Quali iniziative si impongono per introdurla nelle Regioni che non la hanno ancora prevista e, dove adottata, quali azioni occorrono per gestirla al meglio? Sono sufficienti le norme vigenti nelle leggi elettorali? Quali sono gli ulteriori obiettivi non rinviabili? Per i Consigli di Amministrazione e per i Collegi Sindacali è sufficiente prorogare la legge Golfo- Mosca? Quali strategie attivare per garantire la parità tra i generi per le nomine monocratiche?
Sono alcuni dei quesiti tecnici intorno ai quali si svolge l’incontro organizzato da Noi Rete Donne mercoledì 15 gennaio allo scopo sollecitare una riflessione attraverso il contributo di esperte che, arrivando da varie regioni, mettono a disposizione specifiche competenze e differenti punti di vista.
Sullo sfondo ci sono alcuni “nodi politici sui quali occorre confrontarsi senza remore – spiega Daniela Carlà, fondatrice e animatrice della rete insieme a Marisa Rodano – interrogandoci se con la loro presenza nelle istituzioni e nei luoghi decisionali le donne sono riuscite sempre ad essere veicolo di cambiamento, di buona pratiche, di trasparenza, a garantire la legalità. O se, invece, logiche di conservazione del potere hanno condizionato la scelta favorendo spesso la cooptazione di donne propense a mantenere lo status quo. Lo stesso Papa Francesco di recente ha sostenuto la necessità di associare le donne nei processi decisionali per i valori di cui sono portatrici, ma ci chiediamo se è sempre vero e come far sì che la loro presenza modifichi in positivo i meccanismi di selezione della classe dirigente. Noi Rete Donne, che ha coordinato per molti anni l’Accordo per la Democrazia Paritaria riunendo oltre 60 associazioni e sostenendo il lavoro trasversale delle parlamentari per gli importanti traguardi già raggiunti, ritiene ora necessario fare il punto, valutare le misure adottate, costruire un laboratorio per definire strategie più articolate”. Sulla stessa lunghezza d’onda Marilisa D’Amico, che osserva: “Negli ultimi anni sono stati numerosi gli interventi normativi nelle leggi elettorali sia statali che regionali che hanno introdotto meccanismi per promuovere l’equilibrio di genere nelle istituzioni rappresentative. In particolare, la doppia preferenza di genere, prevista da alcune leggi regionali, é stata positivamente valutata anche in una importante decisione della Corte costituzionale (sent. n. 4 del 2010). Occorre però ragionare sull’efficacia di tali strumenti, che in molti casi sono stati aggirati nell’applicazione concreta, non garantendo i risultati sperati. Infine occorre anche riflettere sulla ‘qualità’ delle rappresentanti: non sempre a un maggior numero di donne é corrisposto un effettivo cambiamento dei contenuti della politica, tale da incidere in modo generale sulla vita di tutte”.
Questo l’ordine dei lavori.
Daniela Carlà e Marisa Rodano coordinano gli interventi, a partire dall’introduzione di Marilisa D’Amico (Ordinaria di Diritto Costituzionale e Prorettrice Università statale Milano) cui seguiranno i contributi di Agnese Canevari (Noi Rete Donne), Patrizia del Giudice (Presidente Commissione P.O. Puglia), Francesca Fantato (Associazione Noi Donne2005 Sardegna), Laura Onofri (Commissione P.O. Piemonte), Lorena Saracino (Giornalista e Presidente CoReCom Puglia), Flora Sculco (Consigliera Regionale Calabria), Magda Terrevoli (Presidente CUG Regione Puglia), Alessandra Volpe (Avvocata Consigliera Ordine Avvocati di Genova). È prevista la partecipazione di Massimo Rubechi (Università Urbino) in qualità di Coordinatore del settore legislativo del Gabinetto Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia. Nel corso del convegno sarà presentata la ricerca di Maria Lippiello “Le donne e la politica. Il caso degli Statuti regionali e locali e la doppia preferenza di genere”.

Convegno democrazia paritaria promosso da Noi Rete Donne

Anche in Piemonte chiediamo la doppia preferenza!

Il Comitato di Torino di Se Non Ora Quando?
denuncia che ancora una volta in Piemonte si andrà a votare con una legge elettorale che non contiene norme di garanzia che favoriscano la elezione delle donne, nonostante quanto previsto dalla legge 215/2012 , mentre altre Regioni si sono adeguate già da tempo a queste previsioni legislative.
Non è più accettabile questa distanza della politica dalla società e la piena cittadinanza femminile in tutte le Istituzioni è una condizione irrinunciabile per affermare una piena democrazia.
Chiediamo che le forze politiche intervengano per la rapida modifica della legge elettorale regionale perché riteniamo che questo possa questa considerarsi tra i provvedimenti indifferibili e urgenti che il Consiglio Regionale deve trattare in questa fase amministrativa, inserendo nella legge elettorale la doppia preferenza come norma antidiscriminatoria volta ad affermare la parità di genere.

Doppia preferenza: raddoppiano le donne nei consigli comunali

di Federico De Lucia e Giuseppe Martelli  – CISE centro Italiano Studi Elettorali

Uno dei dibattiti più accesi all’interno dello spazio pubblico italiano ha riguardato e riguarda la necessità di un’equa rappresentanza di genere, all’interno delle assemblee elettive. In questa sede è impossibile ripercorrere tutte le proposte e gli esperimenti che, in ambito elettorale, hanno riguardato il potenziamento della rappresentanza femminile nella sfera politica; tuttavia possiamo ricordare che la Campania prevede, già dal 2010, un sistema di doppia preferenza (purché le preferenze espresse siano attribuite a candidati di diverso genere) del tutto simile a quello adottato nelle ultime elezioni comunali.

L’introduzione delle doppia preferenza per le elezioni comunali, avvenuta grazie alla legge n. 215/2012, rappresenta una svolta fondamentale nel complesso mondo delle pari opportunità in politica.

Naturalmente la novità dello strumento e la conseguente assenza di una serie storica impedisce valutazioni di carattere generale, ma i risultati ottenuti in termini di rappresentanza femminile nelle ultime elezioni comunali offrono fondati spunti di riflessione. Leggi il resto »

La Sicilia ha la doppia preferenza. Per legge

Niet dei deputati grillini, ma il presidente Crocetta va avanti. Di Marco: “La Sicilia alla testa del processo di una democrazia rinnovata”.

di Danilia Giardina – Giulia.globalist 8 aprile 2013

Al termine di un tortuoso percorso, all’Assemblea Regionale Siciliana il DDl sulla doppia preferenza di genere è stato approvato. Per la precisione si tratta solo di un articolo dell’intero documento. L’obiettivo è il riequilibrio della rappresentanza di genere nei luoghi decisionali attraverso l’espressione, opzionale, di due preferenze per candidati di sesso diverso, ai consigli comunali e di circoscrizione, della stessa lista. Nei prossimi mesi sarà affrontata poi un’ampia riforma della legge elettorale, che modificherà fra le altre cose anche le soglie di sbarramento.

Il presidente Crocetta, per portare avanti il progetto, ha dovuto fare i conti con una pregiudiziale sollevata poche ore prima del dibattito in aula – una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 2012, che boccia le riforme elettorali varate nell’ultimo anno prima del voto – e con il niet dei deputati grillini, che per la prima volta hanno votato contro un provvedimento messo a punto dal governo regionale. Il disegno di legge è stato promosso a maggioranza, con 52 voti sui 72 deputati presenti in aula e 18 contrari. Di questi, 15 sono quelli dei rappresentanti grillini: inammissibile un provvedimento che a loro giudizio favorisce il voto di scambio ed ‘indignati’ per il clima di inciucio in cui si è svolta seduta. In occasione del voto sulla doppia preferenza di genere si è formato infatti un asse tra opposizione e maggioranza, cioè tra Pd e Pdl. Si è così creato un caso nel Parlamento siciliano, dove fino a ieri il ‘modello Sicilia’ prevedeva lo schema maggioranza e Movimento 5 Stelle, che molti pensano si possa applicare al Parlamento nazionale.

Il precedente è significativo perchè se il modello Sicilia comincia a fare acqua, il ‘modello Renzi’, cioe’ un possibile accordo tra Pd e Pdl, potrebbe forse essere esteso alla composizione del nuovo governo a Roma. Il leader del movimento pentastellato nella Regione, Giancarlo Cancelleri, si è affrettato a precisare che il modello regge “perchè abbiamo sempre detto che noi voteremo i provvedimenti nel merito”. Mentre la deputata più giovane dell’Ars, Gianina Ciancio del M5S, ha comunque lasciato intendere che l’intenzione del gruppo era piuttosto quella di astenersi, dichiarando “l’indifferenza” del movimento rispetto alla norma sulla doppia preferenza di genere.

In realtà “si tratta di una norma antidiscriminatoria, che colloca la Sicilia alla testa del processo di una democrazia rinnovata. – spiega Marika Cirone Di Marco, deputata del Pd e firmataria del DDl, insieme a Concetta Raia (Pd) – Alle prossime elezioni amministrative di giugno gli elettori potranno esprimere, in una scheda unica, due preferenze: una per un uomo, una per una donna.Con il voto dell’Ars si conclude una lunga battaglia che ha visto molte donne siciliane impegnate sin dagli anni ’90.”