Anche in Piemonte chiediamo la doppia preferenza!

Il Comitato di Torino di Se Non Ora Quando?
denuncia che ancora una volta in Piemonte si andrà a votare con una legge elettorale che non contiene norme di garanzia che favoriscano la elezione delle donne, nonostante quanto previsto dalla legge 215/2012 , mentre altre Regioni si sono adeguate già da tempo a queste previsioni legislative.
Non è più accettabile questa distanza della politica dalla società e la piena cittadinanza femminile in tutte le Istituzioni è una condizione irrinunciabile per affermare una piena democrazia.
Chiediamo che le forze politiche intervengano per la rapida modifica della legge elettorale regionale perché riteniamo che questo possa questa considerarsi tra i provvedimenti indifferibili e urgenti che il Consiglio Regionale deve trattare in questa fase amministrativa, inserendo nella legge elettorale la doppia preferenza come norma antidiscriminatoria volta ad affermare la parità di genere.

Doppia preferenza: raddoppiano le donne nei consigli comunali

di Federico De Lucia e Giuseppe Martelli  – CISE centro Italiano Studi Elettorali

Uno dei dibattiti più accesi all’interno dello spazio pubblico italiano ha riguardato e riguarda la necessità di un’equa rappresentanza di genere, all’interno delle assemblee elettive. In questa sede è impossibile ripercorrere tutte le proposte e gli esperimenti che, in ambito elettorale, hanno riguardato il potenziamento della rappresentanza femminile nella sfera politica; tuttavia possiamo ricordare che la Campania prevede, già dal 2010, un sistema di doppia preferenza (purché le preferenze espresse siano attribuite a candidati di diverso genere) del tutto simile a quello adottato nelle ultime elezioni comunali.

L’introduzione delle doppia preferenza per le elezioni comunali, avvenuta grazie alla legge n. 215/2012, rappresenta una svolta fondamentale nel complesso mondo delle pari opportunità in politica.

Naturalmente la novità dello strumento e la conseguente assenza di una serie storica impedisce valutazioni di carattere generale, ma i risultati ottenuti in termini di rappresentanza femminile nelle ultime elezioni comunali offrono fondati spunti di riflessione. Leggi il resto »

La Sicilia ha la doppia preferenza. Per legge

Niet dei deputati grillini, ma il presidente Crocetta va avanti. Di Marco: “La Sicilia alla testa del processo di una democrazia rinnovata”.

di Danilia Giardina – Giulia.globalist 8 aprile 2013

Al termine di un tortuoso percorso, all’Assemblea Regionale Siciliana il DDl sulla doppia preferenza di genere è stato approvato. Per la precisione si tratta solo di un articolo dell’intero documento. L’obiettivo è il riequilibrio della rappresentanza di genere nei luoghi decisionali attraverso l’espressione, opzionale, di due preferenze per candidati di sesso diverso, ai consigli comunali e di circoscrizione, della stessa lista. Nei prossimi mesi sarà affrontata poi un’ampia riforma della legge elettorale, che modificherà fra le altre cose anche le soglie di sbarramento.

Il presidente Crocetta, per portare avanti il progetto, ha dovuto fare i conti con una pregiudiziale sollevata poche ore prima del dibattito in aula – una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 2012, che boccia le riforme elettorali varate nell’ultimo anno prima del voto – e con il niet dei deputati grillini, che per la prima volta hanno votato contro un provvedimento messo a punto dal governo regionale. Il disegno di legge è stato promosso a maggioranza, con 52 voti sui 72 deputati presenti in aula e 18 contrari. Di questi, 15 sono quelli dei rappresentanti grillini: inammissibile un provvedimento che a loro giudizio favorisce il voto di scambio ed ‘indignati’ per il clima di inciucio in cui si è svolta seduta. In occasione del voto sulla doppia preferenza di genere si è formato infatti un asse tra opposizione e maggioranza, cioè tra Pd e Pdl. Si è così creato un caso nel Parlamento siciliano, dove fino a ieri il ‘modello Sicilia’ prevedeva lo schema maggioranza e Movimento 5 Stelle, che molti pensano si possa applicare al Parlamento nazionale.

Il precedente è significativo perchè se il modello Sicilia comincia a fare acqua, il ‘modello Renzi’, cioe’ un possibile accordo tra Pd e Pdl, potrebbe forse essere esteso alla composizione del nuovo governo a Roma. Il leader del movimento pentastellato nella Regione, Giancarlo Cancelleri, si è affrettato a precisare che il modello regge “perchè abbiamo sempre detto che noi voteremo i provvedimenti nel merito”. Mentre la deputata più giovane dell’Ars, Gianina Ciancio del M5S, ha comunque lasciato intendere che l’intenzione del gruppo era piuttosto quella di astenersi, dichiarando “l’indifferenza” del movimento rispetto alla norma sulla doppia preferenza di genere.

In realtà “si tratta di una norma antidiscriminatoria, che colloca la Sicilia alla testa del processo di una democrazia rinnovata. – spiega Marika Cirone Di Marco, deputata del Pd e firmataria del DDl, insieme a Concetta Raia (Pd) – Alle prossime elezioni amministrative di giugno gli elettori potranno esprimere, in una scheda unica, due preferenze: una per un uomo, una per una donna.Con il voto dell’Ars si conclude una lunga battaglia che ha visto molte donne siciliane impegnate sin dagli anni ’90.”