SALUTE RIPRODUTTIVA, CONTRACCEZIONE E DIRITTI/1

Continuiamo con la nostra rubrica dedicata alla SALUTE RIPRODUTTIVA, alla CONTRACCEZIONE e ai DIRITTI con una rassegna stampa di articoli internazionali su queste tematiche, curata da Enrica Guglielmotti

12 settembre 2019 -Opendemocracy I conservatori cristiani del Regno Unito si uniscono contro una disposizione che rende obbligatoria l’educazione sessuale

In questo articolo viene descritto un evento che i gruppi conservatori cristiani hanno organizzato contro una disposizione del Dipartimento dell’Educazione del Regno Unito che ha reso obbligatoria in tutte le scuole primarie l’Educazione alle relazioni, ed in tutte le scuole secondarie l’Educazione sessuale ed alle relazioni. Questo provvedimento era stato adottato a seguito di un vasta consultazione che ha coinvolto genitori, giovani ed esperti.

qui l’articolo integrale

23 settembre 2019- The Guardian Una Lettera inviata dagli Stati Uniti agli Stati membri dell’ONU per opporsi all’aborto

Si ritiene che gli Stati Uniti abbiano scritto agli Stati membri delle Nazioni Unite per esortarli a unirsi a una “coalizione in crescita” di paesi che si battono contro l’aborto, in quello che sembra essere l’ultimo tentativo dell’amministrazione Trump di far arretrare i diritti delle donne.

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Brava e coraggiosa Chiara Appendino: registrati all’anagrafe di Torino i figli di tre coppie omogenitoriali: E’ la prima volta in Italia

Laura Onofri

Chiara Appendino, Sindaca di Torino, ha  impresso una svolta epocale per i diritti dei figli e delle figlie  delle famiglie arcobaleno.

In assenza di una normativa al riguardo infatti, si è assunta l’onere di firmare il provvedimento  di trascrizione all’ufficio Stato civile dell’anagrafe degli atti di nascita dei bambini figli di tre coppie omogenitoriali, uno dei quali nato in Italia da  due mamme, Chiara Foglietta e Micaela Ghisleni che avevano sollevato il caso e si erano rifiutate di dichiarare il falso e cioè che Niccolo’ (questo il nome del piccolo) fosse figlio di ragazza madre. che avrà invece un primato quello di essere il primo bambino nato in Italia da due mamme a poter risultare fin dalla nascita come figlio di due madri.

Sino ad oggi i riconoscimenti di bambini nati da coppie omogenitoriali erano stati registrati all’anagrafe su disposizioni dei Tribunali per nascite di bambini all’estero.

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I nuovi diritti che rischiano di cadere nel vuoto

HuffPost    11 settembre 2017      –    Luca Francescangeli Country Director Italy

La legislatura è ormai agli sgoccioli e l’agenda dei diritti è sempre più messa in un angolo.

Il 12 settembre il Parlamento tornerà finalmente in attività, dopo aver goduto dell’ultimo e più lungo periodo di ferie di questo mandato. Il calendario dei lavori è già zeppo di scadenze ineludibili, prima tra tutte le legge di stabilità, che avrà una corsia preferenziale. Poi c’è la nuova legge elettorale: un’incognita nei contenuti, una certezza per il polverone che solleverà tra i vari schieramenti. D’altronde entro sei mesi, o poco più, andremo a votare, siamo ufficialmente in campagna elettorale (o forse non ne siamo mai usciti da febbraio 2013…)

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Gli scrittori al sindaco anti «libri gender»: adesso ci metta tutti al bando

Corriere della sera – La 27 ora   13 luglio – Elena Tebano

Solo poche righe dirette al primo cittadino di Venezia Luigi Brugnaro: «Signor sindaco, cortesemente bandisca anche i nostri libri. Non vogliamo stare in una città dove vengono banditi quelli di altri». E poi le firme di 236 autori, tra i quali Michela Murgia, Massimo Carlotto, Altan, Piergiorgio Odifreddi, Loredana Lipperini e molti scrittori di libri per bambini (come i promotori Andrea Valente e Matteo Corradini).

Dopo la petizione sottoscritta da trentamila persone e le prese di posizione di Amnesty Internationale degli editori italiani, è il mondo degli autori a intervenire contro Brugnaro, che tra i primi atti dopo l’elezione aveva annunciato di aver «fatto togliere tutti i libri “gender” dalle scuole». Leggi il resto »

Blitz alla Camera, salta la legge anti-omofobia

Pdl, Lega eUdc bocciano il testo in commissione. Il Pd: “Vergogna, il governo faccia un decreto”

di Elsa Vinci da La Repubblica, 8 novembre 2012

ROMA – Bocciata la legge contro l’omofobia. Se la Francia da ieri riconosce i matrimoni tra omosessuali, in Italia omofobi e transfobici possono continuare a girare indisturbati. Le norme che prevedono pesanti sanzioni penali per chi non rispetta una sessualità diversa finiscono in soffitta: a Montecitorio la commissione Giustizia ha approvato un emendamento della Lega Nord che ha cancellato l’intera legge. Il testo in discussione estendeva i contenuti della legge Mancino del 1993: un anno di carcere per chi istiga non solo all’odio razziale, etnico o religioso ma anche a quello contro le persone omosessuali. «Italietta bigotta», riecheggia la sinistra. «Medioevo dei diritti», accusa Ingazio Marino, senatore dei democratici. «Il centro-destra condanna il Paese all’oscurantismo», reagisce Nichi Vendola, leader di Sel. Il Parlamento è diviso ma c’è chi non si arrende.

Paola Concia del Pd, totem della comunità gay, da sempre impegnata nell’approvazione della legge, promette che la battaglia riprenderà in aula, dove però rischia di riformarsi il “fronte del no” organizzato da Pdl, Lega Nord e Udc. Donatella Ferrante, capogruppo del Pd in commissione Giustizia, chiede al ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, di intervenire direttamente con un decreto legge. «Le aggressioni sono all’ordine del giorno — ricorda — e solo il cinismo di Alfano, Casini e Maroni può perseverare in questa ipocrisia imbarazzante». Giulia Bongiorno (Fli), presidente della commissione Giustizia, parla di «ennesima occasione gettata al vento». Anche lei auspica l’intervento dell’esecutivo: «Rivolgo un appello a questo governo, così attento alle istanze europee, affinché riconosca l’urgenza di un intervento legislativo». Sul testo bocciato, prima firma Di Pietro-Palomba, giura di non arrendersi pure l’Idv. «Ancora una volta — afferma Federico Palomba — la lobby omofoba è intervenuta per bloccare una norma giusta e opportuna».

Una sola eccezione nel centro destra: la pdiellina Mara Carfagna, ex ministro per le Pari opportunità, al momento della votazione si è astenuta. «L’iter della norma anti omofobia — dice — deve andare avanti per trovare in aula soluzioni condivise ed equilibrate come quelle già attuate in molti Stati moderni». Lo stop alla legge ha provocato l’ennesimo strappo nella maggioranza che sostiene il governo Monti, e soprattutto ha allontanato ancora di più Pd e Udc. Ma al di là del dato politico, l’Italia sembra non riuscire a dotarsi di uno strumento giuridico che punisca i reati contro la discriminazione sessuale. La legge è stata affossata proprio nel giorno in cui tre Stati americani hanno approvato le nozze tra persone dello stesso sesso, mentre la Corte Costituzionale spagnola difende la legittimità della legge sul matrimonio omosex, e il governo francese sdogana i matrimoni gay. L’Italia, controcorrente, è l’unico Paese fondatore dell’Unione europea a non avere leggi di tutela per gli omosessuali. È recentissima, tra l’altro, l’ennesima aggressione omofobica di due ragazzi a Firenze che si tenevano per la mano. Il sindaco Matteo Renzi invita «a guardare soprattutto ai diritti». Il Pd ha scritto al ministro dell’Interno: se il Parlamento non è in grado di legiferare vi sono tutte le ragioni di necessità e urgenza per valutare la presentazione di un decreto governativo.