L’onda d’urto femminile

La Repubblica 18 giugno 2020 – Livia Turco

Nel costruire un nuovo modello di sviluppo le donne devono essere determinanti. E soprattutto unite. Andare in ordine sparso, impegnarsi ciascuna nella propria associazione, è segno di generosità. Ma rischia di rimanere una testimonianza

Care donne, dobbiamo cambiare passo. Lo dico da cittadina che ha una storia politica e che sente oggi la passione e il dovere di fare la sua parte per costruire un mondo nuovo, una società umana. Dobbiamo avere l’ambizione di costruire una nuova stagione di protagonismo femminile. Dobbiamo costruire un’onda d’urto che invada la società e le istituzioni della politica. Un’onda d’urto che decida l’agenda politica e di governo del nostro Paese. Dobbiamo farlo oggi. Non domani.

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L’indice di Colonia

Internazionale 8 gennaio 2016 – Ida Dominijanni

Un branco di maschi è un branco di maschi. A qualunque latitudine e di qualunque colore (anzi: “colore presunto”) essi siano. Con rara onestà intellettuale e morale, l’ha ricordato ieri su Repubblica Gabriele Romagnoli, a partire dalla sua propria esperienza di studente universitario bolognese, nonché di “maschio sessualmente arretrato”, che quarant’anni fa partecipava, o assisteva, ai riti goliardici di carnevale che ogni anno contemplavano caccia, molestie e palpeggiamento delle ragazze. E lo si potrebbe ricordare con svariati altri esempi presi dal mondo occidentale, bianco e libero, dove stupri di gruppo, molestie di varia natura, femminicidi di varia efferatezza non smettono di accadere. Oppure con altri esempi tratti dal circuito militare, occidentale e orientale, settentrionale e meridionale, dato che sempre nelle guerre, e in qualunque guerra, le donne continuano a essere la preda succulenta che gli eserciti di maschi si contendono, o il marchio etnico che cercano di conquistare, o la presunta altrui proprietà che cercano di rapinare. Leggi il resto »

Fatti di Colonia: la civiltà passa per la libertà delle donne

Che Libertà -Il coraggio di essere donne – 8 gennaio 2016 Serena Sapegno

La dimensione di massa e organizzata fa compiere a questi fatti un salto di qualità e li colloca inquietantemente su un piano simbolico e pienamente politico.

“Sulla testa delle donne si combatte” afferma giustamente Barbara Stefanelli sul Corriere. È sempre più chiaro che intorno al corpo delle donne si gioca una partita di civiltà non scontata, nella quale la violenza esplicita è solo una delle forme del potere.
Non c’è nessuna donna che leggendo dei fatti di Colonia (e, purtroppo, anche di altre città) non abbia sentito alla gola la morsa della paura, l’angoscia di sentirsi braccata, la rabbia dell’impotenza. Leggi il resto »

A chi appartengono i miei capelli? Al vento, al sole, solo a me

Corriere della sera – La 27 ora 8 gennaio 2016 – Barbara Stefanelli

Tutte a Colonia, il 4 febbraio. È la chiamata di queste ore: corre lungo i fili digitali e unisce donne anche distanti ma ugualmente accese dalla volontà di non cedere neppure un palmo di terreno libero conquistato. A Colonia, a Colonia. Quello renano sarà un Carnevale speciale, festeggeremo il diritto di uscire la sera, di uscire senza pensare (a come sei vestita, a chi ti accompagnerà a casa), di uscire fuori: fuori dai codici scritti per noi prima di noi, fuori dalle previsioni su dove andrai mai nella vita, fuori da qualunque destino non sia quello che — impastando fatica e desideri — hai scelto di costruire con i tuoi mattoni di bambina, di adolescente, di adulta. Leggi il resto »

Colonia: che sia occasione per riaffermare i diritti violati delle donne

Repubblica.it blog 8 gennaio 2016 – Carlotta Sami
l’autrice è la portavoce per il Sud Europa dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR)

I fatti di Colonia sono scioccanti e la prima reazione che dovrebbero provocare è di vicinanza e simpatia per le vittime.

Non di odio e stigma verso i rifugiati.

E’ gravissimo e spaventoso che tali atti di aggressione e violenza siano stati commessi in modo seriale e di massa.

Ma la violenza contro le donne è presente ovunque e, anzi, i diritti delle donne non sono mai stati così nuovamente minacciati come negli ultimi anni. Leggi il resto »