Sport: dal Governo fondo 1 milione per atlete in maternità 1.000 euro per 10 mesi

Una notizia appena rilanciata dall’ANSA – ROMA, 23 OTT –

Un fondo di un milione di euro per il sostegno alla maternità delle atlete.

La nuova misura finanziatadall’Ufficio per lo sport del governo è stata presentata stamane presso la sala monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri di Roma.

Nel corso della conferenza stampa sono state illustrate le opportunità offerte in tema di sostegno alla maternità delle sportive e le modalità di accesso ai contributi previsti per le future mamme che siano in gravidanza durante la propria attività agonistica.   

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Non sono una mamma che fa torte ma la scuola non mi condanni

Corriere della sera –  La 27 ora    12 gennaio 2019           – Anna S.

Quest’anno il Natale mi ha portato una fetta di stress del tutto inaspettata. A due settimane dalla tradizionale festa natalizia con recita della scuola materna del mio bambino, l’orario viene anticipato di circa due ore, alle 14. Faccio presente che mi sarà impossibile partecipare a causa dei miei impegni professionali (come me, del resto, non pochi altri genitori) ed un’insegnante mi risponde che «ognuno ha le sue priorità».
Ho dovuto lottare giorni per metabolizzare quella piccola frase infelice (che al singolo ho già perdonato, ben sapendo che gli incidenti di percorso capitano a tutti), ma non è stato facile, ingigantita com’era dalla frustrazione di sapere quale delusione avrebbe provato mio figlio per l’assenza della mamma. Di più: per me è stata come un ferro caldo posato su una ferita aperta; un dolore acuito dalla consapevolezza della sua ingiustizia e dall’amarezza per la sua provenienza: la scuola pubblica, in cui tanto ho creduto e voglio continuare a credere. Leggi il resto »

La sconfitta di una mamma che lavora

La Repubblica 6 luglio 2018   – Invece Concita  di Concita De Gregorio

Ancora grazie a Silvia Teofilo

Ricordate la mamma di cui avevo scritto l’8 marzo, “Madri al lavoro: belle parole, cattive pratiche”? “Sono Silvia – diceva la lettera – ho 37 anni e sono mamma di Lorenzo, un meraviglioso bimbo di 2 anni. Faccio parte della folta schiera di mamme-lavoratrici che ogni giorno affrontano un numero indefinito di difficoltà per conciliare famiglia e lavoro. Vivo in una grande città del nord e non abbiamo i nonni vicini. Dobbiamo districarci tra nido, baby sitter, campi scuola. Lavoro nella più importante compagnia assicurativa italiana, dove ogni giorno si parla di semplificazione del lavoro, dello smart working, del welfare aziendale. Bellissime parole, peccato che siano solo e sempre parole. Due anni fa, dopo della nascita di Lorenzo ho richiesto alla mia azienda di concedermi il part time. Qui è iniziata la mia odissea”. Una causa in tribunale, perché l’azienda aveva negato il part time. Silvia mi ha scritto ancora. Leggi il resto »

“sostegno alle mamme”???

COMUNICATO di SENONORAQUANDO? Genova
Genova, 30 – 06 – 2018

Senonoraquando Genova contesta il messaggio pubblicitario della Regione Liguria relativo alla domanda di contributo per le rette dell’asilo nido, che travisa l’obiettivo della misura di finanziamento europeo – la
promozione dell’uguaglianza di accesso all’istruzione prescolare – e lo trasforma in un “sostegno alle
mamme”, snaturandone il significato e nello stesso tempo strumentalizzando la maternità: ponendo l’accento
sulla MAMMA E LAVORATRICE anziché sul bambino, vero destinatario della misura, si vuole infatti
far passare l’idea che la cura dei figli sia appannaggio delle sole madri, nonostante si stia da tempo discutendo,anche in Italia, di ampliamento del congedo parentale per i padri.

Denunciamo quindi l’uso mistificante di questa pubblicità che, oltre a dissimulare la strategia educativa e socioculturale alla base del programma europeo POR FSE 2014- 2020, contribuisce a perpetuare gli stereotipi sui ruoli di genere, che sono alla base di tutti gli squilibri nel rapporto tra donne e uomini.

Sono incinta: posso tenere il bimbo anche se il mio fidanzato non vuole?

La 27 ora 9 agosto 2017    –  di Greta Sclaunich

«Ho 38 anni e sono rimasta incinta senza volerlo. Il mio boyfriend non vuole figli: vorrebbe abortissi. Ma, sebbene io ora sia fertile, il tempo passa e le possibilità di restare incinta diminuiscono, mentre i costi del congelamento degli ovuli sono altissimi. Per queste ragioni, io sto invece pensando di tenere il bambino. E il mio boyfriend è arrabbiato perché dice che lo avrei “contro il suo volere” ». La questione è apparsa qualche giorno fa sulla pagina delle lettere del magazine del New York Times, nella sezione dedicata ai temi etici.

Una questione legale o etica?

Arriviamo subito al punto: non c’è una risposta. Kwame Anthony Appiah, l’editorialista che si occupa della rubrica, conclude il suo intervento consigliando alla donna di rivolgersi, più che a un legale, a un esperto in crisi di coppia. Ad essere interessante, più che il suggerimento (che sembra banale ma non lo è, visto che rimanda ad un più generale problema di comunicazione tra i due che li ha portati in questa situazione di stallo), è la premessa del ragionamento: «E’ imprudente, per una coppia eterosessuale fertile, avere rapporti sessuali senza aver discusso la questione della contraccezione».

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