Manifesto di Venezia. Inchiesta su stupro e violenze. E sotto indagine finisce la cronista

Giulia giornaliste – Redazione 13 luglio 2020

Sconcerto per la decisione della Procura di Gorizia. Solidarietà a Tiziana Carpinelli da GiULiA e dalle Cpo Fnsi e Usigrai: perquisite la redazione e l’abitazione, di prima mattina, anche i cassetti personali.

Un caso di molestie, due, tre, una violenza sessuale, una giornalista che segue passo passo la cronaca, che racconta sempre “dalla parte di lei”. Il caso diventa un’inchiesta. E la procura apre un fascicolo, contro la giornalista.

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“LECCO, RACCONTO TOSSICO. L’ODG INTERVENGA”

Stampa Romana 29 giugno 2020

“Il dramma dei papà separati”.

A causare la tragedia la difficile separazione tra il padre e la madre

Padre uccide i due figli, era sconvolto dalla separazione”.

Questi titoli danno un chiaro quadro di cosa significhi rivittimizzare mediaticamente una donna che ha perso due figli, colpevolizzandola di un duplice omicidio agito da un padre che per vendetta ha attuato un piano violento nei suoi confronti infierendo sui due bambini: una prassi sempre più frequente che rientra nel femmincidio, che può anche “culminare con l’uccisione o il tentativo di uccisione della donna stessa, o in altre forme di morte violenta di donne e bambini” (Marcela Lagarde).

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Lui l’amava l’amava l’amava… e così l’ha ammazzata

GIULIA giornaliste 8 settembre 2019 

Quasi tutti i media raccontando il femminicidio di Piacenza hanno dato sfogo a una informazione superficiale, zeppa di stereotipi. Eppure in tanti – anche direttori – hanno firmato il Manifesto di Venezia  

“L’amava, ma lei l’aveva respinto”. “Un gigante buono incapace di fare del male”. “Voleva tornare con lei, ma la donna aveva deciso di chiudere il rapporto”. “Un raptus per troppo amore”.

L’elenco delle parole sbagliate per raccontare la violenza sulle donne si arricchisce, ad ogni femminicidio, di nuove giustificazioni per il colpevole e di nuove coltellate alla vittima.Che scompare, non solo fisicamente: è una figura marginale nella ricostruzione, verso di lei non c’è rispetto, al massimo attenzione morbosa.

L’ultimo caso, a Piacenza, nei titoli e nei contenuti, sui giornali, ma anche in televisione, in radio e sul web, inorridisce, per la superficialità, il racconto concentrato sull’uomo, e sui complici, quasi si cercasse una spiegazione per riabilitarli.

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Manifesto di Venezia per il rispetto e la parità di genere

Laura Onofri

Sarà presentato a Venezia nella giornata del 25 novembre il “Manifesto delle giornaliste e dei giornalisti per il rispetto e la parità di genere nell’Informazione” e  per una  corretta informazione per contrastare la violenza sulle donne, come chiede la Convenzione di Istanbul: la Commissione pari opportunità della Fnsi ha varato, lo scorso 27 settembre, il “Manifesto di Venezia”, frutto di un’elaborazione che ha coinvolto anche la Cpo Usigrai e GiULiA Giornaliste, su proposta del Sindacato Giornalisti Veneto.
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