Lettera aperta a direttori, direttrici, giornalisti e giornaliste

Lo scorso 25 novembre per la prima volta Montecitorio e le sue sale hanno ospitato su invito della Presidente della Camera Laura Boldrini 1300 donne provenienti da tutta Italia che con ruoli ed esperienze differenti  hanno condiviso un segnale forte in un momento in cui è in corso una nuova “offensiva” contro le donne che hanno di nuovo cominciato a fare sentire la loro voce sempre più alta.

 Il 25 novembre è stata una giornata epocale, uno dei luoghi simbolo del potere italiano pieno di donne, diretta Rai2 e 3 per 2 ore, anche questo mai accaduto prima, ma la carta stampata ha sottovalutato il valore simbolico dell’iniziativa alla Camera, non dando lo spazio e il rilievo che meritava. Leggi il resto »

VIOLENZA DI GENERE, FEMMINICIDI, DISCRIMINAZIONI. INFORMARE IN MODO CORRETTO

Lunedì, 4 dicembre, dalle 9 alle 13, si svolgerà al Circolo della Stampa, in corso Stati Uniti 27 a Torino,

un corso di deontologia (6 crediti) sul tema

VIOLENZA DI GENERE, FEMMINICIDI, DISCRIMINAZIONI. INFORMARE IN MODO CORRETTO
V i partecipano 

Anna Ronfani, avvocata vice presidente di Telefono Rosa in Piemonte,

Assunta Confente, avvocata  già Consigliera dell’Ordine e responsabile della. Commissione famiglia e minori dell’Ordine degli Avvocati di Torino

Laura Onofri, Commissione Pari Opportunità della Regione Piemonte tra le fondatrici di SeNonOraQuando? e referente locale del Movimento.

Modera:  Stefanella Campana, giornalista, del Direttivo nazionale dell’associazione GiULiA, rappresentante CPO dell’Associazione Stampa Subalpina.


Sarà l’occasione per approfondire anche la “Carta di Venezia” per il rispetto e la parità di genere nell’informazione, contro ogni forma di violenza e discriminazione attraverso parole e immagini.

Iscrizioni entro il 30 novembre su piattaforma Sigef.

Riunione di SeNonOraQuando? Torino su: Femminicidio – Informazione sui media

Il  27 giugno alle ore 21

in  via Cernaia 30, (scala destra 4 piano – suonare Libertà e Giustizia)  saranno  nostre ospiti: la professoressa Marinella Belluatti,  Professora Associata   di Sociologia e Media  presso il Dipartimento di Culture Politica e Società dell’Università di Torino e la professoressa Simona Tirocchi Ricercatrice del Dipartimento di  Filosofia e Scienze dell’Educazione della stessa Università; entrambe si occupano della  sociologia dei processi culturali e comunicativi

Ci racconteranno di un progetto ed una ricerca che l’Università  vuole sviluppare sul tema dell’informazione  sui  media  quando si tratta  del   femminicidio.

 

BODY POLITICS

REPRESENTING MASCULINITY IN MEDIA AND IN PERFORMING ARTS

Conferenza Internazionale
Cavallerizza Reale di Torino, June 6-7, 2017

La conferenza ha l’obiettivo di discutere e studiare la rappresentazione della mascolinità nei linguaggi dei media e delle arti performative. Gli interventi sono stati selezionati per includere sia il punto di vista storico sia le prospettive teoriche all’interno dei vari campi di ricerca e discipline di studio.

Le aree incluse nella conferenza sono le seguenti:

Coreografia / Messa in scena / Regia
Narratività / Generi
Recitazione / Performance
Sguardo / Immagine
Spettatori / Pubblico / Consumo
Produzione

Evento a cura di: Giaime Alonge, Giulia Carluccio, Federica Mazzocchi, Mariapaola Pierini, Antonio Pizzo, Alessandro Pontremoli.

Con il patrocinio del CIRSDe.

 

Per informazioni, programma e registrazione: http://www.conferencemasculinity.unito.it

Guerra e sessismo: la combattente curda uccisa diventa Angelina Jolie

Globalist syndication 8 settembre 2016 – Claudia Sarritzu

“Siria, uccisa in battaglia l’Angelina Jolie del Kurdistan”.

Ma che orrore!

Questo è il titolo con cui dà la notizia della morte di Asia Ramazan Antar (conosciuta anche come Viyan Qamışlo e dal 2014 combattente contro l’Isis con il gruppo curdo Ypj), Il Messaggero.

Ma è solo un esempio, tantissimi altri quotidiani, anche Repubblica, anche giornali stranieri autorevoli, The Independent per primo, hanno fatto riferimento nei titoli e nei testi a questa somiglianza, come se fosse indispensabile.

Il sessismo, questa ne è una prova, è in metastasi, più si denuncia l’incompetenza di certi titolisti, più ci si scaglia contro l’insensibilità di cronisti e aimè di croniste, più il cancro si diffonde.

Visto che il mio lavoro è trascorrere molte ore della giornata al desk, dovendomi misurare anche con la scelta dei titolo che spesso mi vengono corretti ma, né a me né a uno dei miei colleghi, è mai saltato in mente di fare uno scivolone di tale portata. Semplicemente perché abbiamo rispetto per l’essere umano.

Perché è morta una donna, una vita, una combattente, una ragazza coraggiosa o forse semplicemente costretta dagli eventi e da una storia che non le ha risparmiato nulla, di dover imbracciare le armi per difendere se stessa e il suo popolo da uno spietato invasore. E’ morta una delle tante martiri di questa guerra per la libertà che ormai dura da troppi anni.

Per i giornalisti (di quasi tutte le testate) che hanno cancellato l’identità di questa giovane, e anche per tutti i lettori che non si sono indignati, è invece morta una bella ragazza che guarda caso assomiglia (secondo loro) ad Angelina Jolie.

Ma come vi siete permessi di farne la sosia di un’attrice?(senza togliere nulla all’attrice). Voi con il culo al caldo che non rischiate neppure un mignolo, che di curdi sapete solo quello che rilanciate con le agenzie, come avete osato farne una bambolina, un’icona di bellezza? Viyan è stata molto di più di una donna bella che assomigliava a un’attrice! Come avete potuto inserire nella notizia della sua morte non il suo sacro santo nome ma quello di un’altra. Come avete potuto concentrarvi sui lineamenti del viso invece che su questi 2 anni di forza fisica e psicologica, di orgoglio, dignità, onore e paura. Chi sa quanta paura ha provato Viyan, chi sa quante lacrime ha versato ed ha asciugato agli altri. Perché nei vostri archivi chi la cercherà dovrà trovare questo paragone tra una guerriera e un attrice. Un confronto da giornaletto di gossip al capolinea.

Perché per voi una donna è solo una femmina con tette e vagina, che se è strafiga va ricordata se no sarà l’ennesima “cicciottella” da denigrare in pubblico? Perché fomentate il bullismo mediatico?

Avete offeso tutte le donne oggi, anche oggi come nei secoli dei secoli siamo state l’ennesimo oggetto sessuale per uomini arrappati. Aveva 22 anni è una vita breve ma intensa che meritava ben altra “epigrafe”. Viyan era una partigiana!

Scrivo con rabbia, con profondo rammarico e frustrazione, perché so che non sarà l’ultima volta.

Globalist diede la notizia il 3 settembre con una certa sensibilità e senza privarla della sua identità. Ecco il link dell’articolo Kurdistan: addio Viyan Qamışlo, morta in battaglia combattendo l’Isis