Il femminismo è uno dei fronti della lotta di classe

Jacobin Italia – Nancy Fraser Rebeca Martinez 2 Settembre 2019

Gente come Hillary Clinton ha macchiato il nome del femminismo, associandolo al neoliberismo. Per Nancy Fraser, femminismo vuol dire rovesciare il potere delle corporation, non dare loro un volto femminile

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla crescita di un movimento femminista working class, dalle proteste globali contro la violenza domestica e le molestie sul luogo di lavoro fino agli scioperi di massa che hanno caratterizzato l’8 marzo in Spagna, Polonia e oltre. Eventi che ci parlano di un femminismo anti-sistemico, capace di andare oltre la variante liberale e individualistica promossa da gente come Hillary Clinton.

Un’espressione di questa nuova ondata è il manifesto Femminismo per il 99% (Laterza, 2019). Le autrici insistono sul fatto che il femminismo non sia un’alternativa alla lotta di classe, ma rappresenti invece un fronte decisivo nella lotta per un mondo libero dal capitalismo e da tutte le forme di oppressione.

Nancy Fraser è co-autrice del manifesto, insieme a Cinzia Arruzza e Tithi Bhattacharya. Rebeca Martínez di Vientosur ha parlato con lei del libro, della sua critica al cosiddetto «liberalismo progressista», e della sua idea di un femminismo che metta la voce delle donne working class e razzializzate al centro della scena.

Cos’è esattamente il Femminismo per il 99%, e perché scrivere oggi un manifesto del genere?

Un manifesto è uno scritto breve che si vorrebbe non accademico, ma popolare e accessibile. L’ho scritto insieme alla femminista italiana Cinzia Arruzza, che vive a New York, e a Tithi Bhattacharya, donna anglo-indiana che insegna negli Stati Uniti.

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La rabbia delle donne

The Post Internazionale – 30 luglio 2015 – Vittoria Vardanega

Un’artista spagnola ha realizzato alcune illustrazioni che raffigurano le protagoniste femminili di diverse proteste in tutto il mondo, dal 2011 a oggi

María Acha-Kutscher è un’artista di origine peruviana che vive e lavora a Madrid. Nel progetto Indignadas – Indignate – l’artista ha realizzato alcune illustrazioni che ritraggono le protagoniste femminili di diverse proteste, dal 2011 a oggi, in tutto il mondo. Dalla protesta di Occupy Wall Street a New York, nel 2012, alla vicenda di Emma Sulkowicz, studentessa della Columbia University che da quando è stata stata stuprata porta sempre con sé il suo materasso – anche alla cerimonia di laurea – in protesta contro l’università, che non ha espulso il suo presunto violentatore. Leggi il resto »

La doppia sfida dei partiti: anti-politica e web

Avanti popoli!
Piazze, tv, web: dove va l’Italia senza partiti

di Alessandro Lanni

Per la collana I libri di Reset – Marsilio

Torino – sabato 5 maggio ore 18.00

Libreria.coop Torino – Piazza Castello 113

Discutono con l’autore:

Jacopo Iacoboni – giornalista de «La Stampa»
Pietro Marcenaro – Senatore, Partito Democratico
Laura Onofri – Se non ora quando

Per infoluisa.rovati@resetdoc.org , Tel. 338 8028112 e 06 94368323