Legge 194: c’è una gerarchia di diritti, rispettiamola

di Michela Murgia  – Femministerie  –  24 febbraio 2017

La decisione della Regione Lazio di indire un bando di concorso apposito per reclutare medici non obiettori al San Camillo è un atto politico di grande portata, benché di nessuna efficacia. Il risultato pratico non può che essere nullo perché nessuna regione ha il potere di revocare in forma permanente il diritto di obiezione dei medici: con la legge attuale infatti niente impedirebbe loro di dichiararsi obiettori dopo l’assunzione e questo alla Regione Lazio lo sanno benissimo. Leggi il resto »

Aborto, il Lazio assume ginecologi non obiettori: “Rischio licenziamento se dovessero rifiutarsi

Repubblica.it  22 febbraio 2017   – Maria Novella De Luca

Faranno parte dell’équipe di interruzione volontaria del San Camillo di Roma: “Garantire il rispetto della legge 194”

Assunti perché non obiettori. Con un concorso riservato unicamente a ginecologi dedicati alla legge 194. Per contrastare l’enorme ricorso all’obiezione di coscienza che in molte regioni d’Italia rende sempre più difficile accedere all’aborto. Alla fine Roma ce l’ha fatta. Vincendo resistenze e ricorsi al Tar. E nelle prossime settimane due dirigenti-medici entreranno nell’équipe di interruzione volontaria di gravidanza dell’ospedale San Camillo-Forlanini, uno dei più grandi della Capitale, ma soprattutto punto di approdo (spesso ultimo) per migliaia di donne che arrivano da tutta la Regione.

194, il diritto negato: donne e non obiettori, l’altra faccia dell’aborto

http://video.repubblica.it/cronaca/194-il-diritto-negato-donne-e-non-obiettori-l-altra-faccia-dell-aborto/238519/238379

Un concorso fortemente voluto dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti, per garantire appunto il rispetto della legge 194, ma diventato oggi, anche, un modello già rilanciato in Parlamento. Per due elementi di novità contenuti nel bando lanciato la primavera scorsa ed oggi concluso. Il concorso è stato finalizzato, ed è la prima volta, unicamente al servizio di interruzione volontaria di gravidanza, e quindi i vincitori, si legge all’articolo 12 del bando “verranno assegnati al settore del Day Hospital e Day Surgery per l’applicazione della legge 194”. La seconda novità è che i due medici selezionati difficilmente potranno fare obiezione di coscienza.

Si sa infatti che sempre più spesso medici assunti come non obiettori, proprio per evitare la desertificazione dei reparti della 194, si sono appellati quasi subito all’articolo 9 della legge per abbandonare il servizio. In questo caso invece, come spiega Fabrizio d’Alba, direttore generale del San Camillo-Forlanini, “se chi ha vinto il concorso farà obiezione nei primi sei mesi dopo l’assunzione, potrebbe rischiare il licenziamento, perché sarebbe inadempiente rispetto al compito specifico per cui è stato chiamato”. E dopo, invece, passato il periodo di prova, il rifiuto di fare interruzioni volontarie di gravidanza potrebbe portare “alla mobilità o addirittura alla messa in esubero”.
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Nel 2015 aborti in calo del 9,3% e per la prima volta sotto i 90mila. Anche merito pillola dei 5 giorni dopo. Relazione al Parlamento sulla 194

Questa relazione al Parlamento sul tema della Legge 194 non mi convince appieno. La lettura non comprende molte altre variabili rispetto al fatto che si pratichino meno IVG in strutture pubbliche.
I dati vanno letti anche tenendo conto di chi va in altri paesi ad abortire o in strutture private perchè impossibilitata a farlo nelle strutture pubbliche…sembra assurdo nel 2016 eppure succede…non in tutte le regioni, ma succede.

quotidianosanità.it 15 dicembre 2016

Rispetto al 1983 le interruzioni di gravidanza in Italia sono più che dimezzate. Tra le possibili ultime determinanti l’eliminazione, per le maggiorenni, dell’obbligo di prescrizione medica per la pillola ellaOne. Rimane elevato il ricorso all’IVG da parte delle donne straniere. Ma diminuiscono i tempi d’attesa. Stabile ma sempre alta l’obiezione di coscienza tra gli operatori (il 70,7% tra i ginecologi). Ma per Ministero: “Non emergono criticità nei servizi”. La relazione al parlamento

In totale nel 2015 il numero di Interruzioni volontarie di gravidanza è stato inferiore a 90.000, infatti sono state notificate dalle Regioni 87˙639 IVG, una diminuzione del 9.3% rispetto al dato del 2014, pari a 96˙578 (-6.0% rispetto al 2013, quando erano stati registrati 102˙760 casi). Le IVG cioè si sono più che dimezzate rispetto alle 234˙801 del 1983, anno in cui si è riscontrato il valore più alto in Italia. Numeri contenuti nella Relazione trasmessa al Parlamento dal Ministero della Salute con i dati definitivi relativi agli anni 2014 e 2015 sull’attuazione della L.194/78 che stabilisce norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria della gravidanza (IVG). Leggi il resto »

IL CORPO VIOLATO DELLE DONNE

venerdì 25 novembre ore 10.00 CGIL Camera del lavoro di Alessandria

Via Cavour 27 – Alessandria

INCONTRO IL CORPO VIOLATO DELLE DONNE

Anna Poggio (Responsabile gruppo politiche di genere CGIL CdLT Alessandria) Libertà di scelta, libertà di coscienza: due diritti da coniugare

Dott. Marco Bo (Medico legale — Consulta di Bioetica ) Obiezione di coscienza: privilegio o diritto

Dott. Giacomo Orlando (Medico anestesista —Consulta di Bioetica) Dati a confronto sul Report del Ministero della Salute sull’attuazione della “194” Dott.ssa Giovanna Novara (Ginecologa) La legge 194 e i servizi sul territorio alessandrino

Dott.ssa Laura Onofri (Componente Commissione pari opportunità Reg. Piemonte) L’interruzione di gravidanza situazioni a confronto nei Paesi Europei

 

AL TERMINE SARÀ OFFERTO UN APERITIVO

Cara Lorenzin, modifichiamo la 194. Un primario in ginecologia non può essere obiettore

L’Huffinghton Post  5 luglio 2016   – Giuditta Pini Deputata PD

La discussione che si svolge, ciclicamente nel nostro paese sul tema dell’interruzione volontaria di gravidanza ci dice che il tema è non solo largamente attuale, ma anche in parte irrisolto. L’Italia, dal canto suo, offre spesso occasione di “farsi riconoscere” in negativo anche a livello internazionale.

L’ultimo episodio in ordine di tempo è stata la pronuncia del Consiglio d’Europa il quale, sulla base di un ricorso della CGIL, ha riconosciuto che “Le donne che cercano accesso ai servizi di aborto continuano ad avere di fronte una sostanziale difficoltà nell’ottenere l’accesso a tali servizi nella pratica, nonostante quanto è previsto dalla legge” e ancora “in alcuni casi, considerata l’urgenza delle procedure richieste, le donne che vogliono un aborto possono essere forzate ad andare in altre strutture (rispetto a quelle pubbliche), in Italia o all’estero, o a mettere fine alla loro gravidanza senza il sostegno o il controllo delle competenti autorità sanitarie, oppure possono essere dissuase dall’accedere ai servizi di aborto a cui hanno invece diritto in base alla legge 194/78”. In pratica ci veniva detto che in Italia le donne non sempre hanno diritto all’accesso pubblico all’interruzione volontaria di gravidanza, che la legge 194 non trova applicazione e che esiste un problema grave e urgente di aborti clandestini. Leggi il resto »