Un altro attacco sessista: a denunciarlo un servizio di Piazza Pulita

Laura Onofri per SeNonOraQuando? Torino

L’ennesimo attacco sessista: questa volta a farne le spese è la Consigliera regionale Nadia Conticelli  per aver “osato” attaccare con un post Matteo Salvini sul caso Diciotti.  Ne hanno parlato l’altra sera in un  servizio andato in onda su La 7 a Piazza Pulita.

Il giornalista è andato a cercare alcuni di questi “leoni da tastiera” che avevano ripetutamente insultato e  offeso la Consigliera sino ad augurare lo stupro a lei e alle sue figlie ma che di fronte alle telecamere sono sembrati più conigli che leoni, arrivando addirittura a negare quello che avevano scritto.

Il cronista nel corso della sua inchiesta intervistava anche il Vice Sindaco di Nichelino che non solo non stigmatizzava  in modo netto e deciso il vergognoso comportamento sessista di Carmelo Mendolia,  (ex consigliere comunale di Nichelino) che su un social media, augurava lo stupro alla Consigliera, ma  anzi con un sorriso malizioso e divertito,  minimizzava uno degli atti più orrendi che possa essere augurato ad una donna: lo stupro.

Questo è il servizio di #PIAZZAPULITA di ieri sera, su #LA7, sugli #insulti, pesantissimi, che ho ricevuto su #facebook dopo aver condannato le azioni di #Salvini sul caso #Diciotti. 😕Gli #haters nei commenti auguravano a me alle mie figlie #stupro e violenza. I cronisti di Piazzapulita sono andati a cercare questi #leonidatastiera e li hanno intervistati. Fa male constatare che #odio e #violenza sessisti siano ancora accolti con un risolino beffardo di superficialità….#immigrazione #violenzadigenere #cyberviolenza

Publiée par Nadia Conticelli sur Vendredi 17 mai 2019

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Condannato il sindaco che offese con insulti sessisti Boldrini

Si è’ concluso oggi il processo che vedeva imputato il sindaco leghista Matteo Camiciottoli e parte offesa l’onorevole Laura Boldrini; il sindaco di Pontrinvea è stato ritenuto responsabile del reato di diffamazione per aver pubblicato su Facebook  un post in cui si augurava che i responsabili dello stupro avvenuto in spiaggia a Rimini nell’estate del 2017 fossero mandati ai domiciliari a casa di Laura Boldrini così le avrebbero fatto ritornare il sorriso.

Il Giudice di Savona ha condannato il Sindaco alla pena della multa di euro 20.000, nonché al risarcimento del danno subito dalla parte offesa e dalle cinque Associazioni, tra cui SeNonOraQuando? Torino, che si occupano dei diritti delle donne, già ammesse quali parti civili, oltre alla re fusione delle spese legali; la sospensione condizionale della pena è stata subordinata al risarcimento dei danni. Leggi il resto »

Care donne M5S è tempo di disobbedire… di Sara Ventroni

l’Unità 3 febbraio 2014

«Care donne Cinque Stelle, è tempo di disobbedire, di spegnere il Megafono. Siate libere. Anche voi sapete che dalla goliardia non si ricava indotto democratico. Offendere le donne è il ripiego di chi non ha altri argomenti, eccetto il gesto linguistico primordiale.

Eppure, oggi – solleticando le corde basse dei commentatori da social-bar – siamo risospinti indietro, a una democrazia che nelle sue forme regredisce a rantolo. Una politica che rifiuta ogni dialogo, ma non si sottrae alla consuetudine, più-che-consumata, del rifugio trasversale nel divertimento machista, come affermazione di impotenza politica, su scala nazionale. Un trastullo che inganna il tempo, ma non noi. Una pratica ben collaudata, occorre dirlo. Per questo la novità degli insulti mediatici non ci stupisce.

L’offesa sessista alle donne – offesa istituzionale o extraparlamentare – è praticata da chi, in mancanza d’altro, tenta di sottrarre valore alla battaglia politica, pensando di ricavarne facile complicità, ammiccando a non si sa quale senso comune. E avendo in mente chissà quale Paese. Per questo, offendendo le donne, in fondo si offende la dignità e l’intelligenza di tutti. Giocando al ribasso.

Ma oggi, per fortuna, il maschilismo non si porta bene. È retroguardia. Un riflesso condizionato che stona con le promesse di rinascita di una cittadinanza basata sulle relazioni. E dunque, nell’Italia digitale, ammettiamolo, lo spirito battutaro del maschio non solo non fa più ridere nessuno, ma ci intristisce molto.

Siamo oltre la commedia all’italiana. Oltre, perfino, le analogie col fascismo. Perché il Mussolini – capopopolo antiparlamentare e, dal 1925, interlocutore unico della borghesia terrorizzata dal popolo – almeno si assumeva personalmente, al cospetto del Parlamento, la responsabilità del delitto politico della democrazia. Erano altri tempi. E la storia non si ripete. Oggi, però, siamo ancora molto goliardici. E si cerca la complicità anonima. Da lurker. Oggi non si risponde in aula: si lascia il muro bianco, alla mercé della rabbia frustrata, rancorosa, dei luoghi comuni dei cittadini non eletti.

Oggi la sfida politica corrisponde alla massa di scritte sui muri anonimi dei blog, usati come bagni pubblici, dove la massa del network è libera di esprimersi, in forma di insulti, per partecipare a qualcosa di diverso dalla propria solitudine. Poi ci sarà sempre il questurino di turno, il bidello pavido a giustificare l’oltraggio: di notte non controlliamo i commenti. Peggio di Ponzio Pilato.

È vero: non siamo nel fascismo. Siamo, sulla pelle delle donne, a qualcosa di più primordiale. A un’era avanti Cristo. Siamo al fascino discreto della lapidazione. Perché la macchina del fango serve ai giornali, ma non si diverte nessuno. Nella lapidazione, invece, si scagliano pietre virtuali, e ci si diverte un mucchio, soprattutto contro le donne.

Care elette Cinque Stelle, se non volete essere complici, dovete prendere parola. E dirlo a chiare lettere: noi ci dissociamo. E non vi sentirete certamente meglio indicando il maschilismo in casa altrui. Perché altrove, in altri partiti o movimenti, le donne prendono le distanze. E parola. Anche fuori dal coro. A partire dalla legge elettorale: dove siete, voi, nel 50 e 50? Cosa ne pensate della doppia preferenza di genere? Quanto è accaduto nei giorni scorsi, con le offese alle parlamentari del Pd e le provocazioni rivolte alla presidente della Camera Laura Boldrini, è specchio di una strategia di cui non potete essere complici.

Non si può lanciare il sasso e nascondere la mano. Meglio: non si può più lanciare il sasso. Un tempo si diceva che è il pollice opponibile che ci distingue dalle bestie. La nostra specie, in fondo, è fatta per costruire. Per distruggere non c’è bisogno di evoluzione.