Diritti delle donne, la posizione del PE in vista della Commissione delle Nazioni Unite

Help Consumatori 13 febbraio 2020 – Elena Leoparco

I deputati deplorano che molte delle sfide identificate 25 anni fa in materia di diritti delle donne siano ancora attuali

Il Parlamento ha definito oggi le sue priorità per la 64° Commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne, che si terrà a New York a marzo.

Nella risoluzione adottata con 463 voti favorevoli, 108 contrari e 50 astensioni, i deputati deplorano che molte delle sfide identificate 25 anni fa dalla Dichiarazione e dalla Piattaforma d’azione di Pechino siano ancora attuali.

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L’Onu al governo: ddl Pillon è una grave regressione

Il Sole 24 ore  26 ottobre 2018   – Al. Trip.

Il disegno di legge Pillon sulla riforma dell’affido condiviso suscita allarme alle Nazioni Unite. Secondo quanto affermano in una lettera inviata al governo le relatrici speciali dell’Onu Dubravka Šimonović e Ivana Radačić, datata 22 ottobre e pubblicata dall’Huffington Post, il testo «introdurrebbe disposizioni che potrebbero comportare una grave regressione, alimentando la disuguaglianza e la discriminazione basate sul genere, e privando le vittime di violenza domestica di importanti protezioni». Le relatrici auspicano una «risposta entro 60 giorni», che sarà inclusa in un rapporto al Consiglio per i diritti umani «per le sue considerazioni».

“No comment” da parte del senatore leghista Simone Pillon, che al Senato ha presentato il ddl che prevede cancellazione dell’assegno di mantenimento com’è ora, centralità della figura del mediatore familiare in caso di separazione con minori, affido “realmente condiviso” tra mamma e papà secondo il criterio della bigenitorialità perfetta. Leggi il resto »

Violenza donne: Empire e Onu illuminati di arancio

ANSA 24 novembre 2014 Alessandra Baldini

Il colore simbolo di futuro senza violenza. Un Women,”agire ora”

NEW YORK – Per la prima volta al tramonto del 24 novembre Empire State Building e palazzo dell’Onu si illumineranno dello stesso colore: arancione, il colore simbolo di un futuro senza violenza per le donne.

Una donna su tre ha subito violenze fisiche o sessuali, nella maggioranza dei casi da parte del suo partner o di una persona di casa. 120 milioni di bambine o ragazze minorenni sono state costrette ad atti sessuali a un certo punto della vita. 133 milioni di donne e ragazze sono vittime della mutilazione genitale femminile. “Il momento di agire e’ ora”, ha detto la direttrice esecutiva di UN Women Phumzile Mlambo-Ngcuka, ex vice-presidente del Sudafrica, secondo sui la violenza contro le donne puo’ e deve finire affrontandone le cause di fondo: l’ineguaglianza di genere. Leggi il resto »

SE CONDIVIDI FIRMA LA PETIZIONE

da AVAAZ.org

90 secondi: in un minuto e mezzo un’enorme fabbrica in Bangladesh è collassata seppellendo vivi 1134 operai. Per salvarsi alcuni si sono dovuti strappare da soli un braccio o una gamba. Una tragedia che ha scosso il mondo e ha spinto l’ONU a creare un piano per impedire alle multinazionali responsabili di girarsi dall’altra parte.
Un piano che starebbe funzionando se non fosse per una grande azienda italiana.
Ma oggi possiamo costringerla a pagare.
L’italiana Benetton è famosa in tutto il mondo, vale miliardi di euro, ma si rifiuta di risarcire uomini e donne morti cucendo i suoi vestiti. È l’unica grande marca sicuramente coinvolta nel crollo a non voler pagare. E la farà franca finché questa storia non metterà seriamente a rischio la sua immagine. E qui tocca a noi.

Benetton si sta preparando alla Settimana della Moda di Milano, l’evento più importante per il settore in Italia. È la nostra occasione. Clicca per chiedere a Benetton di salvare questo piano rivoluzionario. Arrivati a 1 milione di firme li metteremo in imbarazzo di fronte a tutto il mondo con una azione che non potranno ignorare. Firma ora:

https://secure.avaaz.org/it/benetton_pay_up_loc/?bjtHIab&v=53191 Leggi il resto »

L’Onu: “A rischio di infibulazione 4 milioni di donne in Siria e Iraq”

La Repubblica 25 luglio 2014  –  Alessandra Baduel

 

Non basta dover fuggire perché sei cristiana, né dover pagare o convertirti per restare, o essere costretta a dare “conforto” sessuale ai combattenti: ora ogni donna, musulmana o di altra fede che sia, rischia una mutilazione finora poco diffusa in Iraq e Siria, se non in certe aree. Infibulazione per le bambine e le adulte fra gli undici e i 46 anni: questo ordina un editto dell’Isis per tutto il territorio fra Iraq e Siria in mano ai jihadisti. Leggi il resto »