Istat: “Dopo il Covid un paese sotto shock. Crescono le disuguaglianze. E nonostante il desiderio di maternità si fanno sempre meno figli”Istat: “Dopo il Covid un paese sotto shock. Crescono le disuguaglianze. E nonostante il desiderio di maternità si fanno sempre meno figli”

La Repubblica 3 luglio 2020 – Maria Novella De Luca

Il rapporto annuale fotografa un Paese impoverito, sempre meno equo, dove si è fermato l’ascensore sociale. Drammatiche le previsioni sulla natalità: in due anni potrebbero nascere 30mila bambini in meno. Ma reggono la famiglia e la coesione sociale

Un paese incerto, impoverito, segnato da profonde diseguaglianze. Reso ancor più fragile dalla pandemia e dalla crisi economica che ne è seguita e ne seguirà. Dove resiste però, oggi come ieri, il saldo rifugio del nucleo familiare. E nel quale, a sorpresa, nei giorni più duri del lockdown, è emersa una forte coesione sociale, “manifestata nell’alta fiducia che i cittadini hanno espresso nei confronti delle istituzioni impegnate nel contenimento dell’epidemia, e in un elevato senso civico verso le indicazioni sui comportamenti da adottare”.

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Gli effetti del Covid sull’occupazione femminile

In.Genere 4 giugno 2020 – Paola Villa Francesca Bettio

La recessione innescata dalle misure di contenimento della pandemia sta avendo un impatto specifico sulla partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Il commento a partire dagli ultimi dati su occupati e disoccupati in Italia

I dati pubblicati il 3 giugno dall’Istat su occupati e disoccupati in aprile confermano i pesantissimi effetti dell’emergenza Covid-19 sul mercato del lavoro in generale, e sulle donne in particolare.

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IL COMPITO DELLO STATO

Questo è il compito dello stato: scortare una bambina perché vada a scuola sicura.

QUATTRO uomini scortano UNA bambina.

(foto di copertina The Problem We All Live With, Norman Rockwell, 1964)

Questo è il dispiegamento di forze che lo stato deve attuare perché i bambini vadano a scuola sicuri. Perché tutti i bambini hanno il diritto e il dovere di tornare a scuola sicuri, perché la scuola è il compito di bambini e giovani in uno stato civile.

Lo stato deve garantire che tutti i bambini compiano il proprio dovere perché siano da adulti dei buoni cittadini. Non possono esserci altri intendimenti, se lo stato non fa questo non può aspettarsi nulla dai propri futuri cittadini.

Tornare a scuola nella fase 2 deve essere una priorità dello stato, come aprire le fabbriche in sicurezza. Non può essere rimandato di due mesi, perché questo vuol dire che la scuola non è importante, che non ha il valore educativo, formativo e sociale che invece ha.

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Quando la casa non è un rifugio sicuro: la violenza contro le donne nel Decreto «Cura Italia»

Lunedì 18 Maggio 2020 Ore 16.30-18.30 Laboratorio didattico: «Ripensare l’emergenza. Crisi, pandemia, scenari futuri»

Intervengono:

Valeria Valente – Presidente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Femminicidio

Laura Onofri – Responsabile Regionale di Se Non Ora Quando (SNOQ)

Modera: Marinella Belluati – Università di Torino

Modulo – La violenza maschile contro le donne: Ripensare le strategie di intervento in periodi di emergenza

Per accedere all’evento come partecipante: https://unito.webex.com/unito/onstage/g.php?MTID=ecd06164a5a518b2c654892d7b27d66a4

Iniziativa dell’Università degli Studi di Torino

Un futuro passato remoto

In.Genere – Redazione –

In Italia la fase due nella gestione dell’emergenza innescata dalla pandemia è stata pensata senza le donne. Eppure bastava poco, le esperte non solo esistono, ma sono necessarie per progettare un futuro più giusto

Non dare risposte è una risposta, e le risposte del governo italiano stanno tutte nei silenzi del primo ministro.

Nelle scorse settimane sono circolati appelli e interventi ragionati da parte della società civile, proposte autorevoli e qualificate (sostenute da numeri) che hanno messo al centro l’infanziale donne, il lavoro di cura, le categorie di lavoratrici e lavoratori rimaste fuori dalle misure per attutire gli effetti della crisi.

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