Un altro arretramento: la composizione del CSM

Laura Onofri

Che il tema della parità sostanziale nelle Istituzioni stia perdendo ogni giorno forza e che   l’arretramento  su molti  diritti delle  donne che ci parevano finalmente conquistati, sia così evidente,  lo si deduce da tanti segnali inequivocabili, da tante notizie che ogni giorno lo confermano.

L’ultima di queste è la composizione del  Consiglio superiore della magistratura, dove fra i componenti laici non c’è neanche una donna, mentre l’unica fra i togati è Maria Rosaria Sangiorgio.

Il Consiglio superiore della magistratura è composto da 27 membri e presieduto dal Presidente della Repubblica che insieme al  primo Presidente e al Procuratore generale della Corte di Cassazione vi partecipano di diritto.  Gli altri 24 componenti sono eletti per i 2/3   tra i magistrati ordinari tra gli appartenenti a tutte le componenti della magistratura (membri togati, 16) e per 1/3 sono  nominati dal Parlamento (membri laici, 8)

Il ruolo  del  Consiglio superiore della magistratura  è importantissimo  per garantire  l’indipendenza istituzionale della magistratura rispetto agli altri poteri dello Stato e la sua composizione, mista,  ha proprio questa funzione: dare garanzie di indipendenza, ma al tempo evitare che la magistratura   si trasformi  in una specie di “casta”,  separata da tutti i poteri dello Stato. Leggi il resto »

Islanda, scatta la parità di salari obbligatoria per legge

La Repubblica 9 luglio 2018   – Andrea Tarquini

Entra in vigore la norma che punta ad azzerare entro il 2020 le differenze di stipendi per uomini e donne

E´scattata in Islanda la legge, la piú severa al mondo, che impone a istituzioni pubbliche e private, aziende, banche e a qualsiasi datore di lavoro con piú di 25 dipendenti di assicurare pari retribuzione alle donne a pari qualifica con gli uomini. E Reykjavík, governata da una Grande coalizione a guida verde il cui premier è una donna, Katrin Jakobsdóttir, fa i primi bilanci. Molto resta da fare nei salti di carriera, dicono gli esperti, troppo pesante resta il predominio maschile in economia, ma il salto retributivo è una conquista e vantaggio innegabile.

La legge minaccia multe fino a 50mila corone islandesi (pari a circa 450 euro) per ogni caso personale di violazione dell´obbligo di parità retributiva a pari qualifica. Il governo di Katrin Jakobsdóttir ha concepito un´applicazione graduale della norma. Le piú grandi istituzioni e aziende hanno tempo fino al 2020, quelle piú piccole fino al 2025.

Differenze retributive dunque restano ancora. Ma sono scese da punte del 37 per cento a una nuova media del 10-12 per cento. Va aggiunto che negli ultimi anni, in risposta a proteste e pressing e a grandi manifestazioni di piazza e scioperi degli influenti movimenti femminili del paese nordico, 100 aziende avevano già proceduto a correggere gli squilibri retributivi. Il muro che resta è quello delle carriere alte dove gli uomini appaionio tuttora favoriti

Ripristinare l’ordine naturale: la visione degli estremisti religiosi per mobilitare le società europee contro i diritti umani sulla sessualità e la riproduzione

Cinzia Ballesio, Enrica Gugliemotti – Se Non Ora Quando? Torino

Ci pare importante segnalare all’attenzione di tutte/i la necessità di leggere e diffondere il più possibile il volume recentemente pubblicato sul sito dell’EPF (European Parlamentary Forum for Population and Development) dal titolo Ripristinare l’ordine naturale: la visione degli estremisti religiosi per mobilitare le società europee contro i diritti umani sulla sessualità e la riproduzione scritto da Neil Datta, segretario dell’ EPF.

Cosa è l’ EPF

L’EPF (European Parlamentary Forum for Population and Development) è una rete di parlamentari di tutta Europa impegnati per la tutela dei diritti della salute sessuale e riproduttiva (SRHR – sexual and reproductive health and rights) delle fasce più vulnerabili della popolazione mondiale, sia in patria sia all’estero.

La rappresentante per l’Italia è stata fino ad oggi l’onorevole Pia Locatelli. Leggi il resto »

Donne e stereotipi di genere: una ricerca svela cosa pensano le italiane. E non è quello che credete

D.it     15 marzo 2018    –         Greta  Di Maria

L’uomo deve mantenere la famiglia; la maternità è l’unica esperienza di autorealizzazione di una donna; il successo è più importante per l’uomo… Secondo i dati della ricerca “Gli italiani e la violenza assistita” pubblicata dall’Istituto Ipsos, resistono ancora gli stereotipi di genere. Con una sorpresa: anche le donne li sostengono

Anche le donne contribuiscono ad alimentare gli stereotipi di genere sul mondo femminile. Un risultato che fa riflettere, quello raggiunto dall’Istituto Ipsos per conto di WeWorld Onlus che, nella ricerca “Gli italiani e la violenza assistita” condotta su un campione di 500 uomini e 500 donne intervistati sull’argomento, mette a fuoco la persistenza in Italia sia degli stereotipi di genere sia di chi li sostiene, donne comprese. Leggi il resto »

LA LUNGA MARCIA DELLE DONNE

Linda Laura Sabbadini  – Prolusione al Quirinale  per la Giornata Internazionale della Donna

Sono molto onorata di essere qui, ringrazio il Presidente della Repubblica per l’invito. Hanno una grande forza le parole della Costituzione, quelle dell’art.3, nella loro chiarezza splendente, che centra il problema dell’uguaglianza tra uomini e donne, della pari dignità sociale e chiama la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza. Alla forza delle parole dobbiamo affiancare la forza dei numeri, di quelli veri, rigorosi, ufficiali, che ci permettono di capire quanta strada abbiamo fatto nel perseguimento del sogno dell’uguaglianza di genere da quel lontano 1948.   Leggi il resto »