“L’Italia contemporanea. Questioni di storia dell’ultimo trentennio” Attente sono questioni da uomini!

Laura Onofri

Siamo sicure che le donne  non siano esseri invisibili? Oppure dobbiamo pensare che a Torino non esistano economiste, storiche, sociologhe, antropologhe, esperte in cultura, lavoro, ecc. ecc.

E’ la prima cosa a cui ho pensato leggendo il programma del convegno:

“L’Italia contemporanea. Questioni di storia dell’ultimo trentennio” – organizzato dall’Istituto Nazionale Ferruccio Parri  al Polo del 900.

Nelle tre sessioni del convegno ben 15 relatori  e solo 2  relatrici si alterneranno ai tavoli di discussione,  nessuna di  loro  nelle prime due sessioni  Politica e società  ed Economia e Lavoro, che saranno quindi saldamente in mano agli uomini. Volete proprio sapere di cosa parleranno le due relatrici? Provate ad indovinare…. Linda Laura Sabbadini  di  “Trasformazioni sociali e disuguaglianze di genere”, Loredana Sciolla de “Il paradosso dei giovani: autonomia culturale e dipendenza sociale”

Sembra proprio che alle donne non si possa richiedere altro: continuate a occuparvi delle vostre tematiche….parità, violenza, pari opportunità, ma sì dai…anche i giovani  che in fondo  fanno parte sempre del lavoro di cura…. visto che oggi si sganciano dalla famiglia sempre più tardi…

Io credo che questo sia umiliante, ma non per le donne, bensì per coloro che si definiscono o vengono definiti “l’intellighenzia” e per gli organizzatori di questi convegni che ancora non riescono a capire che donne brave e competenti esistono in tutti i campi, e non bisogna andare a cercarle con il lanternino.

Finchè  continueremo a sprecare questa ricchezza non faremo solo un torto alle donne, ma a tutta la società.

Il potere politico non è rosa: più donne al vertice ma il comando non è loro

La Repubblica 8 novembre 2017     – Luisa Grion

L’inchiesta. La disparità di genere si allarga anche se la presenza femminile incide di meno portando l’Italia a scendere nella classifica mondiale. Ecco cosa succede al governo e nelle Authority

ROMA – Sono tante e contano poco: difficilmente entrano nella stanza dei bottoni e quando lo fanno, non li pigiano ma si limitano a guardare. In Italia – dicono le classifiche mondiali – le donne stanno tornando indietro: in quella elaborata dal World Economic Forum sul gender gap, le disparità fra l’universo maschile e quello femminile, siamo appena precipitati all’82esimo posto (su 144 Paesi). Davanti c’è chi magari sta peggio economicamente – dalla Mongolia all’Uruguay – ma che fa meno questioni di genere. Tutto comunque parte da lì: dalla stanza dei bottoni. Leggi il resto »

Come battere il divario di genere che ci umilia

La Stampa – 2 novembre 2017    – Linda Laura Sabbadini

La classifica del World Economic Forum fotografa l’abisso di trattamento tra uomo e donna. L’Italia 82esima, dopo il Burundi. I risultati peggiori in due campi: salute e situazione economica

Il divario di genere è un problema serio in gran parte del mondo e lo è anche nel nostro Paese. Lo dice il World Economic Forum nel suo ultimo rapporto sul Global Gender Gap. Ce lo dicono gli indicatori rilevati dalle Agenzie dell’Onu e dalla Commissione Europea, per quanto di natura diversa e spesso non convergenti tra loro. Secondo i dati del Wef ci vorranno 100 anni per suturare il gap di genere se si continua con questo ritmo, e addirittura 217 a livello economico.

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Chiara Saraceno: ‘Il maschilismo ormai è sdoganato’

L’Espresso  16 luglio 2017   – Sabina Minardi

Dagli ombrelli per coprire i politici al sindaco che definisce bambinata lo stupro di gruppo, il sessismo è diventato talmente diffuso da diventare normalità.  «E la battaglia è sempre più difficile perché si nutre della presunzione che in fondo alle donne vada bene così». Parla la sociologa

Chiara Saraceno: 'Il maschilismo ormai è sdoganato'
Chiara Saraceno

Il termine mancava, ora c’è. Già pronto a fare ingresso tra i neologismi dei dizionari: “ombrelline”. Ragazze in piedi con l’ombrello in mano, a proteggere dal sole relatori maschi.
Dopo veline, ragazze immagine, donne-oggetto, si aggiorna col parasole femminile il catalogo dell’ordinario maschilismo. E siccome le parole contano, ci pensa il sindaco di Pimonte, Michele Palummo, a rafforzare lo spirito del tempo: definendo uno stupro di gruppo, dodici ragazzini contro una quindicenne, una bambinata. Birichinata, bricconata: poco più che una marachella.
I social in rivolta. Il sindaco si ravvede. La verità è che la calura estiva fa da spia allo Zeitgeist: il maschilismo è forte e più che vivo che mai.

Donne: bilancio in chiaroscuro su politica e imprese

Corriere della sera – La 27 ora            3 luglio 2017                             Alessia Mosca *

I commenti seguiti alle elezioni amministrative nell’ultima settimana hanno taciuto una prospettiva importante, quella di genere, che racconta la sconfitta più desolante. Le sindache elette sono state 101, su un totale di 836 comuni. Il 12% nel totale dei comuni, che scende al 9% nei comuni capoluogo. Un dato persino in peggioramento rispetto alle elezioni amministrative dello scorso anno. Non solo: dei 2.590 candidati alle amministrative, le donne erano 453, ovvero il 17,5 per cento. Sono numeri evidentemente troppo bassi per poterci permettere di ignorare l’esistenza di un problema sistemico e attribuire il risultato alla differenza tra competenze dei candidati. Leggi il resto »