Donne e stereotipi di genere: una ricerca svela cosa pensano le italiane. E non è quello che credete

D.it     15 marzo 2018    –         Greta  Di Maria

L’uomo deve mantenere la famiglia; la maternità è l’unica esperienza di autorealizzazione di una donna; il successo è più importante per l’uomo… Secondo i dati della ricerca “Gli italiani e la violenza assistita” pubblicata dall’Istituto Ipsos, resistono ancora gli stereotipi di genere. Con una sorpresa: anche le donne li sostengono

Anche le donne contribuiscono ad alimentare gli stereotipi di genere sul mondo femminile. Un risultato che fa riflettere, quello raggiunto dall’Istituto Ipsos per conto di WeWorld Onlus che, nella ricerca “Gli italiani e la violenza assistita” condotta su un campione di 500 uomini e 500 donne intervistati sull’argomento, mette a fuoco la persistenza in Italia sia degli stereotipi di genere sia di chi li sostiene, donne comprese. Leggi il resto »

LA LUNGA MARCIA DELLE DONNE

Linda Laura Sabbadini  – Prolusione al Quirinale  per la Giornata Internazionale della Donna

Sono molto onorata di essere qui, ringrazio il Presidente della Repubblica per l’invito. Hanno una grande forza le parole della Costituzione, quelle dell’art.3, nella loro chiarezza splendente, che centra il problema dell’uguaglianza tra uomini e donne, della pari dignità sociale e chiama la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza. Alla forza delle parole dobbiamo affiancare la forza dei numeri, di quelli veri, rigorosi, ufficiali, che ci permettono di capire quanta strada abbiamo fatto nel perseguimento del sogno dell’uguaglianza di genere da quel lontano 1948.   Leggi il resto »

50 anni dopo il ’68 come sono cambiate le politiche di pari opportunità e di genere

Giovedì 8 marzo 2018     Ore 9.30 – 12.00

Auditorium Città metropolitana di Torino Corso Inghilterra, 7

Saluti istituzionali e introduzione

Sindaca della Città metropolitana di Torino

Consigliera delegata Diritti sociali e parità, welfare interventi

“Donne e potere: le radici della libertà” Laura Cima esperta di parità

“Dalla Riforma del Diritto di Famiglia al reato di stalking” Michela Quagliano consiglierà di parità supplente della Città metropolitana di Torino

“Parità e pari opportunità nel lavoro” Mirella Caffaratti avvocata giuslavorista

Proiezione Video

“Il movimento femminista da 50 anni in marcia” Laura Onofri Movimento Se Non Ora Quando

Modera Elena Di Bella dirigente Servizio Politiche Sociali e di Parità Città metropolitana di Torino

Torino: svolta all’università, congedo parentale allo studente che diventa papà

La Repubblica      16 febbraio 2018                   Jacopo Ricca

Riconosciuta la parità di genere: tasse sospese per un anno

Gli universitari che diventano padri potranno chiedere il congedo come le loro colleghe donne. Svolta nella lotta per la parità di genere all’Università di Torino dove anche gli studenti padri potranno sospendere la loro carriera accademica senza pagare le tasse per un anno. La novità è prevista dal nuovo regolamento votato dall’ateneo di via Verdi che cerca di avere un linguaggio non discriminatorio: “Ci piace sottolineare questa cosa perché, oltre a essere un adeguamento formale, si combina anche con un cambiamento sostanziale – spiega il portavoce di Studenti Indipendenti, Federico Salvatore – Leggi il resto »

Lavoriamo insieme e insieme ci occupiamo dei nostri figli: la rivoluzione di Awra Amba (Etiopia)

Corriere della sera – La 27 ora   7 febbraio 2018      Carlo Marsilli

«Rispettare il diritto all’uguaglianza delle donne». E’ la regola numero uno, il principio cardine che anima i 500 abitanti di Awra Amba. Nessuno di loro sa cosa significhi #metoo, chi siano Asia Argento o Catherine Deneuve. Lontano dai riflettori, da quasi cinquant’anni questa comunità riscrive la storia dell’Etiopia e delle sue donne. Perché qui, tra campi di tef e tradizioni inossidabili, parlare di  significa essere presi per pazzi. O molto peggio. Il primo a farne le spese fu il fondatore della comunità, Zumra Nuru. Di lui rimangono impressi gli occhi tristi e visionari, sormontati da un copricapo verde accesso. Si dice che a sei mesi camminasse, a due anni discutesse di religione, a quattro avesse formulato i principi della sua futura comunità. Di certo c’è che nel ’72 diede vita a un esperimento sociale che negli anni è diventato l’Utopia africana.

Una comunità sorta sull’altopiano etiope, a tre ore di macchina dalle sorgenti del Nilo azzurro, a metà tra una sorta di romanticismo gandhiano e la più pratica ideologia dei kibbutz. Le sue fondamenta sono l’uguaglianza sostanziale tra uomini e donne, il rispetto dei diritti del fanciullo, l’aiuto ai più deboli e la fratellanza universale. Idee che, nei primi anni di vita di Awra Amba, scatenarono l’ostilità della popolazione locale, le delazioni sotto la feroce dittatura socialista di Menghistu, l’isolamento durante le carestie che ciclicamente colpivano il Paese. Eppure oggi, tra queste poche case abbarbicate su una collina boscosa, circondate da campi di ortaggi e pascoli, quei principi continuano a vivere e moltiplicarsi.

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