LA LUNGA MARCIA DELLE DONNE

Linda Laura Sabbadini  – Prolusione al Quirinale  per la Giornata Internazionale della Donna

Sono molto onorata di essere qui, ringrazio il Presidente della Repubblica per l’invito. Hanno una grande forza le parole della Costituzione, quelle dell’art.3, nella loro chiarezza splendente, che centra il problema dell’uguaglianza tra uomini e donne, della pari dignità sociale e chiama la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza. Alla forza delle parole dobbiamo affiancare la forza dei numeri, di quelli veri, rigorosi, ufficiali, che ci permettono di capire quanta strada abbiamo fatto nel perseguimento del sogno dell’uguaglianza di genere da quel lontano 1948.   Leggi il resto »

50 anni dopo il ’68 come sono cambiate le politiche di pari opportunità e di genere

Giovedì 8 marzo 2018     Ore 9.30 – 12.00

Auditorium Città metropolitana di Torino Corso Inghilterra, 7

Saluti istituzionali e introduzione

Sindaca della Città metropolitana di Torino

Consigliera delegata Diritti sociali e parità, welfare interventi

“Donne e potere: le radici della libertà” Laura Cima esperta di parità

“Dalla Riforma del Diritto di Famiglia al reato di stalking” Michela Quagliano consiglierà di parità supplente della Città metropolitana di Torino

“Parità e pari opportunità nel lavoro” Mirella Caffaratti avvocata giuslavorista

Proiezione Video

“Il movimento femminista da 50 anni in marcia” Laura Onofri Movimento Se Non Ora Quando

Modera Elena Di Bella dirigente Servizio Politiche Sociali e di Parità Città metropolitana di Torino

Torino: svolta all’università, congedo parentale allo studente che diventa papà

La Repubblica      16 febbraio 2018                   Jacopo Ricca

Riconosciuta la parità di genere: tasse sospese per un anno

Gli universitari che diventano padri potranno chiedere il congedo come le loro colleghe donne. Svolta nella lotta per la parità di genere all’Università di Torino dove anche gli studenti padri potranno sospendere la loro carriera accademica senza pagare le tasse per un anno. La novità è prevista dal nuovo regolamento votato dall’ateneo di via Verdi che cerca di avere un linguaggio non discriminatorio: “Ci piace sottolineare questa cosa perché, oltre a essere un adeguamento formale, si combina anche con un cambiamento sostanziale – spiega il portavoce di Studenti Indipendenti, Federico Salvatore – Leggi il resto »

Lavoriamo insieme e insieme ci occupiamo dei nostri figli: la rivoluzione di Awra Amba (Etiopia)

Corriere della sera – La 27 ora   7 febbraio 2018      Carlo Marsilli

«Rispettare il diritto all’uguaglianza delle donne». E’ la regola numero uno, il principio cardine che anima i 500 abitanti di Awra Amba. Nessuno di loro sa cosa significhi #metoo, chi siano Asia Argento o Catherine Deneuve. Lontano dai riflettori, da quasi cinquant’anni questa comunità riscrive la storia dell’Etiopia e delle sue donne. Perché qui, tra campi di tef e tradizioni inossidabili, parlare di  significa essere presi per pazzi. O molto peggio. Il primo a farne le spese fu il fondatore della comunità, Zumra Nuru. Di lui rimangono impressi gli occhi tristi e visionari, sormontati da un copricapo verde accesso. Si dice che a sei mesi camminasse, a due anni discutesse di religione, a quattro avesse formulato i principi della sua futura comunità. Di certo c’è che nel ’72 diede vita a un esperimento sociale che negli anni è diventato l’Utopia africana.

Una comunità sorta sull’altopiano etiope, a tre ore di macchina dalle sorgenti del Nilo azzurro, a metà tra una sorta di romanticismo gandhiano e la più pratica ideologia dei kibbutz. Le sue fondamenta sono l’uguaglianza sostanziale tra uomini e donne, il rispetto dei diritti del fanciullo, l’aiuto ai più deboli e la fratellanza universale. Idee che, nei primi anni di vita di Awra Amba, scatenarono l’ostilità della popolazione locale, le delazioni sotto la feroce dittatura socialista di Menghistu, l’isolamento durante le carestie che ciclicamente colpivano il Paese. Eppure oggi, tra queste poche case abbarbicate su una collina boscosa, circondate da campi di ortaggi e pascoli, quei principi continuano a vivere e moltiplicarsi.

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“L’Italia contemporanea. Questioni di storia dell’ultimo trentennio” Attente sono questioni da uomini!

Laura Onofri

Siamo sicure che le donne  non siano esseri invisibili? Oppure dobbiamo pensare che a Torino non esistano economiste, storiche, sociologhe, antropologhe, esperte in cultura, lavoro, ecc. ecc.

E’ la prima cosa a cui ho pensato leggendo il programma del convegno:

“L’Italia contemporanea. Questioni di storia dell’ultimo trentennio” – organizzato dall’Istituto Nazionale Ferruccio Parri  al Polo del 900.

Nelle tre sessioni del convegno ben 15 relatori  e solo 2  relatrici si alterneranno ai tavoli di discussione,  nessuna di  loro  nelle prime due sessioni  Politica e società  ed Economia e Lavoro, che saranno quindi saldamente in mano agli uomini. Volete proprio sapere di cosa parleranno le due relatrici? Provate ad indovinare…. Linda Laura Sabbadini  di  “Trasformazioni sociali e disuguaglianze di genere”, Loredana Sciolla de “Il paradosso dei giovani: autonomia culturale e dipendenza sociale”

Sembra proprio che alle donne non si possa richiedere altro: continuate a occuparvi delle vostre tematiche….parità, violenza, pari opportunità, ma sì dai…anche i giovani  che in fondo  fanno parte sempre del lavoro di cura…. visto che oggi si sganciano dalla famiglia sempre più tardi…

Io credo che questo sia umiliante, ma non per le donne, bensì per coloro che si definiscono o vengono definiti “l’intellighenzia” e per gli organizzatori di questi convegni che ancora non riescono a capire che donne brave e competenti esistono in tutti i campi, e non bisogna andare a cercarle con il lanternino.

Finchè  continueremo a sprecare questa ricchezza non faremo solo un torto alle donne, ma a tutta la società.