Il congedo per vittime di violenza di genere. Le attese indicazioni dell’INPS

@bollettinoADAPT, 28 aprile 2016 – Rosita Zucaro

Le lavoratrici, che abbiano subito violenza di genere, costituiscono una categoria particolarmente vulnerabile all’interno del mercato del lavoro. Infatti la «violenza sulle donne non pregiudica soltanto la loro salute personale, ma può ripercuotersi anche nel contesto lavorativo di riferimento, all’interno del quale la lavoratrice vittima di violenza di genere può avere bisogno di riordinare la propria vita personale e lavorativa al fine di una opportuna conciliazione» (S. F. Sanchez, La violenza di genere nel decreto legislativo n. 80/2015 un primo commento con riferimento ai prece-denti della disciplina spagnola, in ADL, n. 4-5, 2015).

In base a tale assunto, e alle richieste da parte dell’ONU e dell’Unione Europea, per la prima volta tali vittime hanno ricevuto una tutela specifica da parte di una norma lavoristica*. Il riferimento, come ormai noto, è al D. Lgs. n. 80/2015, dedicato alla conciliazione vita-lavoro, che ha previsto per le donne, che abbiano subìto una forma di violenza di genere, un congedo ad hoc. Leggi il resto »

Maternità-paternità Jobs Act, un’occasione mancata

In.Genere – 17 marzo 2015 – Donata Gottardi

I contenuti del decreto sulla conciliazione e sulla tutela della maternità previsto dal Jobs Act tranquillizzano e inquietano allo stesso tempo. Ecco perché

Il 20 febbraio, nello stesso Consiglio dei Ministri in cui sono stati definitivamente adottati i primi due decreti legislativi di attuazione del cosidetto Jobs Act, sono state presentate due bozze di ulteriori decreti, uno dei quali riguarda misure volte a tutelare la maternità e le forme di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Il testo non è ancora arrivato alle Commissioni parlamentari competenti, ma è stato diffuso dal Governo e impone una analisi attenta, dato che i suoi contenuti tranquillizzano e inquietano al tempo stesso[1]. Leggi il resto »

I congedi dei papà

Chi sono i papà italiani che prendono il congedo parentale? Panoramica di un fenomeno in (lenta) crescita

D.repubblica.it di Ilaria Lonigro

In Italia sempre più uomini, quando nasce un figlio, chiedono al capo di stare per un periodo a casa. Se nel 2008 ai maschi è andato solo il 7% dei congedi parentali, nel 2012 la percentuale è salita al 10%. Certo non basta: quasi sempre, cioè in 9 casi su 10, sono le donne a chiedere il congedo, rinunciando così a buona parte del proprio reddito. A dare le cifre è una ricerca di Aldai, l’Associazione Lombarda Dirigenti Aziende Industriali, attenta alle pari opportunità in azienda, al punto da aver lanciato il premio “Merito e Talento” per segnalare modelli manageriali femminili positivi. Leggi il resto »