L’economia mondiale perde 140 trilioni di euro perché le donne non partecipano al mercato del lavoro

La 27 ora – Corriere della sera 27 giugno 2019

Perfino nella civile e ricca Islanda, che nel 2018 il World Economic Forum ha classificato al primo posto nel suo Indice internazionale dell’uguaglianza di genere, c’è ancora un 15% di differenza media fra i salari dei maschi e quelli delle donne. A parità di mansioni, e a vantaggio degli uomini, naturalmente (a sorpresa, invece, Paesi africani come il Ruanda o la Namibia si classificano rispettivamente al sesto e al decimo posto). Nel resto del globo, nonostante i progressi fatti in tante aree negli ultimi decenni, la disuaglianza è quasi sempre pesante, marcata, a volte scandalosa: «in tutto il mondo –sottolinea il Fondo monetario internazionale- donne e uomini non hanno le stesse opportunità di partecipare all’attività economica, e le donne non ricevono gli stessi riconoscimenti, salari, o benefici rispetto agli uomini…al tasso corrente di progresso ci vorranno 217 anni per chiudere il divario globale di genere per le uguali opportunità e la partecipazione della forza lavoro femminile»

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