“LA CONTRACCEZIONE D’EMERGENZA”

Onda, come Osservatorio dedicato alla tutela e alla promozione della salute femminile, tra le diverse tematiche di interesse si pone l’obiettivo di sensibilizzare le donne sull’importanza di una corretta contraccezione per la propria salute sessuale e riproduttiva.

È stato realizzato un breve questionario online, rivolto a donne tra i 13 e i 45 anni, per esplorare la conoscenza e la consapevolezza della popolazione femminile sul tema della contraccezione, con focus sulla contraccezione d’emergenza.

Se desideri partecipare all’indagine clicca qui (la durata del questionario è di 5 minuti circa). Leggi il resto »

Addio pillola gratuita: ora la contraccezione la pagano solo le donne

L’Espresso 27 settembre 2016             Paola Emilia Cicerone
Da due mesi gli ultimi anticoncezionali orali che ancora erano a carico del Servizio Sanitario nazionale sono stati riclassificati in fascia C. Una decisione che rischia di danneggiare la fascia più debole della popolazione. Le ginecologhe di No grazie pago io: «l’unica ‘pratica anticoncezionale’ rimborsata dal servizio sanitario nazionale è l’aborto»

Lo Stato che promuove le campagne del Fertility Day non paga la contraccezione. Forse è una coincidenza casuale, ma sono stati in molti a pensarlo, scoprendo che da due mesi le ultime pillole anticoncezionali che si trovavano in fascia A – e quindi a carico del Servizio Sanitario nazionale – sono state riclassificate in fascia C e quindi a carico del cittadino. Col risultato che oggi le donne che vogliono fare uso di un contraccettivo orale – così come di qualunque altra forma di contraccettivo – devono pagarlo di tasca propria.
Sono stati i medici di No grazie pago io , un’associazione che si batte per l’indipendenza della professione medica  dall’industria farmaceutica, a scovare  sulla Gazzetta Ufficiale del 27 luglio scorso l’elenco delle pillole passate in fascia C: Triminulet, Planum, Ginodem, Milvane, Etinilestradiolo e Gestodene Mylan Generics,   Practil, Kipling,  Gestodiol, Antela, Desogestrel Etinilestradiolo Aurobindo,  Estmar, Minulet , Brilleve. Leggi il resto »

Riclassificazione pillole contraccettive….di pari passo con il Fertility Day!

Laura Onofri

Complice l’estate, o forse la campagna del Fertility Day…”Donne fate figli a tutti i costi”, è passata sotto silenzio la notizia che molte pillole anti-concezionali sono state spostate dalla classe A (mutuabili) alla classe C (a pagamento).
Si tratta di una scelta grave a carico delle donne più disagiate che facilmente ricoreranno ad altri mezzi di contraccezione, magari meno efficaci e meno sicuri!

Quello che noi continuiamo a dire è che il Piano Nazionale sulla Fertilità deve farsi carico di tutti i problemi sessuali e riproduttivi, senza preclusioni e senza ideologie.

La riclassificazione di alcune pillole contraccettive è una scelta che viene fatta pagare sulla pelle delle donne!

Ecco di seguito la determina del 6 luglio 2016
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La pillola dei 5 giorni dopo: breve cronistoria e considerazioni

di Enrica Guglielmotti

(Questo testo utilizza ampi stralci presi da due articoli di cui si forniscono i link; sono comparsi , uno sul quotidiano on line “Quotidiano sanita” il 19 marzo 2015, il secondo sul portale della salute rivolto a cittadini dell’Istituto Mario Negri nell’ambito di un progetto per una sanità partecipata)

Sul controverso tema della necessità della prescrizione medica per la pillola anticoncezionale d’emergenza ElleOne (ulipristal) o pillola dei cinque giorni dopo, l’AIFA ha preso la decisione di non rendere obbligatoria la prescrizione medica, salvo che per le minorenni. In questa maniera è stato rispettato solo parzialmente il parere del Consiglio Superiore di Sanità che raccomandava il mantenimento dell’obbligo di ricetta per tutte. Scompare inoltre l’obbligo del test di gravidanza che era stato introdotto in Italia al momento della messa in commercio del farmaco nel 2012 (unico paese europeo ad averlo previsto). Leggi il resto »

In Italia la pillola più sicura non è la più economica

da Giulia.globalist.it 29 luglio 2013
Tutto quello che dovremmo sapere sulle pillole contraccettive e che nessuno ci dice. Di [Eleonora Cirant, giornalista, e Pietro Puzzi, ginecologo]

Le pillole contraccettive di terza e quarta generazione sono sotto indagine dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) per rischio di trombosi venosa e arteriosa.

Eppure, in Italia, un silenzio di pece è calato sull’argomento da quando, a febbraio, l’EMA ha avviato l’indagine in seguito al caso di Marion Larat. La giovane donna francese ha infatti fatto causa alla Bayer dopo essere stata colpita da un attacco celebrale che l’ha portata in coma e che l’ha lasciata con handicap gravi.

Nuove indagini confermano il doppio di rischio di trombo-embolia, legato all’uso delle pillole più recenti.

E mentre in Francia le donne ritornano alle più sicure pillole di seconda generazione o passano all’uso della spirale al rame (+ 45% in un anno), in Italia le pillole di 3° generazione, nate negli anni ’90, sono le uniche che si possano ottenere gratuitamente in quanto inserite dall’Agenzia italiana del farmaco tra i cosiddetti farmaci di “fascia A”, cioè rimborsati interamente dal sistema sanitario nazionale. Leggi il resto »