Pari opportunità. Cosa cambia con la legge di stabilità

In.genere  26 gennaio 2017   – Claudia Bruno

Per il secondo anno consecutivo l’intergruppo parlamentare per le donne, i diritti e le pari opportunità, nato dall’impegno di deputate appartenenti a diversi gruppi parlamentari, ha presentato al governo gli emendamenti alla legge di stabilità. Ecco cosa cambierà nel 2017

 

Estensione del congedo per violenza alle lavoratrici autonome, incremento dei fondi al Piano nazionale antiviolenza e finanziamento del Piano di azione in attuazione della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su donne, pace e sicurezza. Sono gli emendamenti di genere approvati tra quelli presentati alla legge di stabilità quest’anno dall’intergruppo parlamentare per le donne, i diritti e le pari opportunità.

Da ora, quindi, anche le lavoratrici autonome che hanno subito violenza avranno diritto all’astensione temporanea dal lavoro, per un massimo di tre mesi, con un’indennità giornaliera pari all’80% del salario minimo giornaliero previsto dalla relativa normativa. “Ogni anno si rivolgono ai centri antiviolenza circa 11.000 donne” spiega l’intergruppo “considerando che il tasso di occupazione femminile è pari al 47% e di queste il 6% è rappresentata da lavoratrici autonome, il numero di casi dovrebbe aggirarsi intorno ai 310 annui, con un onere di circa 10.000 ciascuno”. Leggi il resto »

Belle o brutte son distrutte

Caratteri liberi – 15 marzo 2016 di Loredana Biffo

In merito alle dichiarazioni di Bertolaso sulla ministra Meloni che si candida a sindaca di Roma, e a suo dire inadatta al ruolo perchè futura mamma, possiamo ragionevolmente sostenere che la società italiana è ancora pervasa da un marcato sessismo, che ha proprio la caratteristica di essere così radicato nella quotidianità da diventare invisibile, opaco, difficile quindi da concettualizzare e combattere.

Il quadro che ne esce da questi episodi di violenza verbale, istituzionale e di narrazione delle cronache, è un pericoloso atteggiamento paternalista che continua a collocare l’immagine femminile nel limbo delle creature deboli da difendere, e reitera la figura maschile – violenta anche nel linguaggio – che agisce in virtù della sua supposta “natura predatoria”; anche questo mito del “naturale” contribuisce a sostenere stereotipi vari. Salvo poi attivare il modello speculare della figura femminile malvagia quando si verificano episodi di infanticidio, abbandono ecc, in questi casi si dice che sono “madri snaturate”. Leggi il resto »

«Senza figli per arrivare ai vertici» Rivista fa infuriare le donne in politica

Corriere della sera.it -La 27 ora –    17 luglio 2015    Viviana Mazza

«Gesù, sembra che ci siamo svegliati nel 1985 stamattina», ha scritto Nicola Sturgeon ieri su Twitter. A «disgustare» la Lady di ferro scozzese, che ha 45 anni e non ha figli, è stata l’ultima copertina della rivista di sinistra New Statesman: raffigura lei insieme ad Angela Merkel e ad altre due influenti donne della politica britannica – Liz Kendall, candidata alla leadership laburista, e Theresa May, ministra degli Interni – intorno a una culla vuota in cui riposa un’urna elettorale.

Titolone: «La trappola della maternità». Sottotitolo: «Perché cosi tante donne di successo non hanno figli?». Leggi il resto »

La filosofa entra nel Palazzo della politica. E si ribella

Corriere della Sera – 03 febbraio 2015    Massimo Rebotti

Una filosofa in Parlamento. Il libro di Michela Marzano Non seguire il mondo come va (Utet) è, prima di tutto, lo sguardo di chi entra per la prima volta nel Palazzo e si fa domande senza sconti. Docente a Parigi, autrice di diversi saggi di filosofia morale e politica, viene candidata nelle liste del Partito democratico alle elezioni del 2013 e, a marzo, approda alla Camera come deputato.  Leggi il resto »

Parità di genere nel governo Renzi

Massimo Lizzi Blog – 25 febbraio

Un uomo che fa un’analisi molto corretta e non confonde il piano della composizione del governo con quello della parità perchè sono piani da tenere distinti. Il riconoscimento della parità è pregiudiziale. Poi si è liberi di ctiticare la scelta di ogni singolo ministro od ogni singola ministra o anche di tutto il Governo

La parità di genere nella rappresentanza politica e istituzionale ha un valore importante, che merita di essere riconosciuto e rispettato. Per una elementare questione di giustizia. Donne e uomini sono ciascuno metà del genere umano. 50 e 50. E non esiste una buona ragione perchè una di queste due metà – quella maschile – occupi il 70-80-90-100% delle sedi decisionali, a cominciare dagli esecutivi e dalle assemblee elettive. Leggi il resto »