Tra di noi – Il dialogo muto

EkoDanceInternationalProject
Direzione Artistica Pompea Santoro

Ideazione e produzione: Pompea Santoro Coreografia: Birgit Cullberg , Mats Ek Assistente Coreografo: Veli Peltokallio
Musica: J.Massenet, H.Rosemberg, S.Prokofiev, A.Adam, G.Bizet, Flask Kvartetten, C.Saint-Saens, popolari svedesi.
Costumi: Cullberg Ballet
Luci: Durata: 63′
Interpreti: Sara Barbagli, Annalisa Barberio, Giorgia Bonetto, Alice Capello, Manuela Gallingani, Nadine Lobina, Veronica Morello, Andrea De Marzo, Fabrizio Matarrese, Edoardo Cino, Tiziano Pilloni, Andrea Carozzi.

In questa serata Pompea Santoro decide di affrontare le relazioni nella coppia .
Un percorso che si può leggere non solo da un punto di vista universale ma anche una sorta di “eredità” artistica da Birgit Cullberg a Mats Ek in cui i ruoli uomo-donna vengono analizzati dall’origine fino ai giorni nostri : dall’archetipo umano rappresentato dall’uomo scimmia con il suo inconscio al femminile ad Adamo ed Eva, fino ad arrivare alla coppia romantica per eccellenza con Romeo e Giulietta, seguito da Giselle e Carmen….
Un percorso ambizioso per la serata per mostrare come l’amore, la coppia, la società evolvendo conducano necessariamente anche una rivisitazione delle relazioni.

“Giselle” femminista stasera al Teatro Regio di Torino

Per saperne di più sulla “Giselle”, femminista,  in scena  stasera al  Teatro Regio nell’ interpretazione del Ballet de l’ Opéra de Lyon  vi invito a  leggere questo articolo di Claudia Allasia – La Repubblica 28/12/2013

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/11/28/maestri-della-danza-due-capolavori-contemporanei.html

E’ una versione del famoso balletto creata da Mats Ek per fare giustizia (almeno sul palcoscenico) delle povere ragazze di campagna sedotte e abbandonate. Lui è il famoso coreografo svedese, figlio di Birgit Cullberg, e questa “Giselle” l’ ha creata negli anni Ottanta per la sua compagnia maison, il Cullberg Ballet, starring nel ruolo eponimo sua moglie Ana Laguna e la nostra Pompea Santoro.  Anche se i biglietti al Regio sono esauriti, non disperatevi perchè l’ avete già vista al Teatro Vittoria in occasione del Convegno “Per parlare di violenza, la parola alla danza” organizzato da Se non ora quando? – Comitato di Torino. L’ allestimento era proprio della nostra amica Pompea, che ha interpretato il ruolo per sedici aanni in tutto il mondo, tanto che la Svezia l’ ha immortalata su un francobollo dedicato alla Giselle del Cullberg Ballet. Ora che è “in pensione”, Pompea  Santoro insegna danza contemporanea a Torino e rimonta questo balletto per conto di Mats EK,  da Tokyo a New York.
Per farvela conoscere meglio, Claudia Allasia l’ ha intervistata oggi per noi:

Pompea Santoro è una persona semplice, che non si atteggia a diva nonostante abbia molte ragioni per farlo.Tanto per cominciare, la Svezia l’ ha immortalata in volo, su un francobollo postale nel 2000, proprio nel ruolo della Giselle che vedremo questa sera sul palco del Teatro Regio e che Mats Ek aveva creato nel 1982.Poi perché ha ballato con il mostro sacro Rudolf Nureyev, nella Signorina Giulia di Birgit Cullberg. Leggi il resto »

Per parlare di violenza, la parola alla danza

 di Claudia Allasia – Repubblica, 27 maggio 2012

La Giselle di Mats Ek, per generazioni di donne e per Pompea Santoro che la frequenta da quarant’ anni, non è solo un bel ruolo ma un vessillo femminista, una bandiera rosso sangue.

 

Anche la Giselle originale, ideata nell’ Ottocento da Theophile Gautier, era un’ ingenua ragazza di campagna che si innamora senza riserve di un bel tipo sbucato dal nulla.

 

Nella versione di Ek però, il dramma è più esplicito: quando Giselle scopre che il suo bello è promesso a un’ altra, non solo impazzisce per il dolore ma scopre di essere incinta e di dover affrontare l’ evento da sola.

 

Nel secondo atto di Ek, Giselle, anzichè morta d’ infarto, é viva e imbottita di tranquillanti in una casa di cura. Imprigionata nella camicia di forza, insieme ad altre ragazze disperate, arrabbiate e deluse. Le Willi.

 

Oggi, al Teatro Vittoria alle ore 20, 30, la torinese Pompea Santoro, per ventisei anni émigrée in Svezia dov’ è stata effigiata in francobollo proprio nel ruolo di Giselle come étoile del Cullberg Ballet di Stoccolma – dove ha danzato le coreografie di Brigit Cullberg (accanto a Nureyev)  e di suo figlio Mats Ek ma anche di Kylian, Nacho Duato, Ohad Naharin e Carolyn Carlson – manda in scena le sue bravissime allieve nel secondo atto della Giselle di Mats EK. Una scelta di volontariato militante per difendere la libertà di scelta delle donne e protestare, insieme a Laura Onofri  e al gruppo torinese di  “Se non ora quando?”  contro il quotidiano femminicidio.

 

“Una scelta che compio con il plauso dell’ autore”  sottolinea Pompea che lo conosce  da quand’ era una sedicenne piena di sogni e paure, arrivata a Stoccolma grazie all’ ingaggio di Giuseppe Carbone, allora vice della grande Birgit  alla guida della maggiore Compagnia di danza svedese.

 

“Era il 1978 – spiega Pompea – e Mats Ek iniziava allora la sua carriera di coreografo, così originale e ricca di comunicativa. Posso dire di averlo accompagnato nel suo percorso fino ad oggi, prima come interprete dei suoi lavori, poi come sua assistente, insegnante e rimontatrice dei balletti (specie Giselle, Carmen e il Lago) nei teatri di tutto il mondo.

 

Le coreografie di Mats descrivono sempre una situazione concreta e lui chiede ai ballerini di  trasferire nei movimenti le loro emozioni profonde. Il suo lavoro, al contrario della danza classica che esige leggerezza ed eleganza, richiede pesantezza di movimenti, posizioni aperte e radicate nel grounding. Anche la schiena dev’ essere sempre morbida e coinvolta”.

 

Nessuno lo sa meglio di Pompea che. per volontà di Birgit e Mats, è diventata la preziosa ripétiteur dei loro balletti per star come Sylvie Guillem, Roberto Bolle, Tamara Rojo, Manuel Le Gris e Marie Claude Pietragalla. Nonchè insegnante di tante brave ballerine di talento.

 

www.senonoraquando-torino.it; www.pompeasantoro.it)