Una Presidente della Repubblica…se non ora quando?

Laura Onofri

Iniziano le grandi manovre per l’elezione del Presidente della Repubblica, ed ancora una volta ci si chiede: a quando una Presidente? Non sarebbe il momento giusto?
Una donna capo dello Stato in questo momento non sarebbe utile per dare un forte afflato a un Paese che deve rinascere e che lo deve fare con uno sguardo rivolto a tutta la società civile?
Certo le condizioni ci sono: si pensi solo che per la prima volta nella storia della Repubblica le votazioni per l’elezione del Capo dello Stato saranno dirette da donne.
Per una serie di coincidenze il 29 gennaio, quando si riunirà il Parlamento in seduta comune, a dirigere le operazioni di voto di deputati, senatori e dei 58 rappresentanti delle Regioni, ci saranno la Presidente supplente del Senato Valeria Fedeli,(poichè il Presidente Pietro Grasso, nel periodo vacante, sostituisce il Presidente della Repubblica) e la Presidente della Camera Laura Boldrini. Leggi il resto »

Il momento è ora!

Laura Onofri  – 23 aprile 2013

Qualche considerazione, in una prospettiva di genere,  su questi ultimi giorni  e sulla vicenda dell’elezione del Capo dello Stato che ha portato a rieleggere Giorgio Napolitano.

Abbiamo assistito ad un vero e proprio  scontro  i cui protagonisti, coloro che hanno mosso i fili, davanti o dietro le quinte  sono stati uomini, che hanno agito con  logiche maschili.

Le donne non ci sono proprio state: fuggevolmente qualche nome è comparso, Emma Bonino, Rosanna Cancellieri, Anna Finocchiaro ma è subito stato ricacciato indietro spesso con fastidio, a volte con insofferenza.

Ma l’assenza delle donne e il loro silenzio è stato assordante nei veri luoghi decisionali, nei caminetti, nelle segreterie dei partiti, fra i gruppi parlamentari dove non si è riuscite a fare massa critica in questo Parlamento che per la prima volta vede una presenza alta e significativa di donne;  ed hanno ancora una volta prevalso le logiche di partito,  di corrente.

Eppure sono convinta che se le deputate e le senatrici elette fossero scese in campo con  forza e determinazione ed avessero opposto a queste logiche e a queste regole un modo nuovo, un’idea nuova di fare politica che  ponga in primo piano la cura e l’attenzione di cui l’Italia ha una necessità impellente in questo momento, forse lo scenario sarebbe stato diverso.

Non si può smantellare la casa del padrone con gli attrezzi del padrone” è una frase della femminista e poeta afroamericana Audre Lorde, e come dice Monica Lanfranco “Indica una strada, offre una suggestione che è anche traccia precisa per costruire una visione: non si dismette un sistema se lo si imita, adoperando i suoi strumenti, seppur sostenendo che è a fin di bene e che i nostri fini sono nobili e alternativi.”

Dobbiamo attrezzarci con strumenti nuovi per cercare di spezzare sistemi, apparati e organismi e occupare gli spazi decisionali. Il Paese non può più aspettare e noi neppure. Il momento è ora!

LETTERA APERTA PER L’ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

 

 Alla cortese attenzione

 del Presidente del Senato

onorevole Pietro Grasso

della  Presidente della Camera dei Deputati

onorevole Laura Boldrini

                                                           dei Gruppi Parlamentari

della Camera dei Deputati

del Senato della Repubblica

 

Martedì, 16 aprile 2013.

 

Nei prossimi giorni le Onorevoli e gli Onorevoli Parlamentari, insieme alle delegate e ai delegati designati dai Consigli Regionali, procederanno alle votazioni per la elezione di una persona alla Presidenza della Repubblica Italiana.

Le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio hanno prodotto un cambiamento nella rappresentanza che ha aumentato la presenza delle donne nelle nostre istituzioni; una presenza, purtroppo, ancora largamente insufficiente secondo la nostra valutazione.

Inoltre, la designazione dei rappresentanti delle Regioni ha accentuato ulteriormente questa esclusione: abbiamo visto la nomina di solo cinque  donne su 58 rappresentanti regionali.

L’esclusione delle donne dalla vita politica rappresenta un elemento di debolezza e di criticità. La nostra Costituzione, nata nel segno della giustizia e della libertà, indica chiaramente che la parità tra uomini e donne è un obiettivo da perseguire per il bene comune.

Rivolgiamo pertanto un invito a coloro che hanno la responsabilità di partecipare a questo passaggio, così importante per al vita della Repubblica: l’invito a tenere conto del punto di vista di entrambi i generi nella nomina della più alta carica istituzionale dello Stato.

Non intendiamo prendere parte al gioco delle nomine: non mancano certo, nel nostro paese, donne competenti e capaci, di grande esperienza e prestigio.

La persona che avrà la responsabilità di guidare il paese in questa difficile fase deve farsi garante della Costituzione e indicare al paese la necessità di lasciare spazio alla forza e alla energia delle donne: senza le donne, non si governa!

Ci auguriamo vogliate tenere conto delle nostre considerazioni: noi osserveremo le vostre scelte e le valuteremo con attenzione.

Fiduciose in un cortese riscontro, vi auguriamo buon lavoro.

 

Se Non Ora, Quando?  – Comitato di Torino