Amsterdam Chips: lo IAP ingiunge di desistere!

Laura Onofri

Grazie alla segnalazione della campagna pubblicitaria ‘Amsterdam Chips – Mordi la patata’, “Oggi ve la diamo gratis. Mordi la patata”, rilevata su striscioni e volantini nella città di Rivoli nel mese di settembre 2015 attivata da Elena Rosa, l.Officina, e da SeNonOraQuando?Torino

il Comitato di Controllo dello IAP Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, esaminato il messaggio pubblicitario in oggetto, ha deliberato di emettere ingiunzione di desistenza per violazione degli artt. 1 – Lealtà della comunicazione commerciale – , 9 – Violenza, volgarità, indecenza – e 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Lo strumento della denuncia delle pubblicità sessiste ed offensive a questa importante istituzione di autodisciplina pubblicitaria funziona!
Siamo consapevoli che non sia l’unica strada da percorrere, la vera battaglia sarà vinta quando non ci sarà più bisogno di ricorrere alla denuncia perchè non ci saranno più messaggi pubbblicitari offensivi.
Vorrà dire che la nostra società avrà finalmente fatto un passo avanti anche nel contrasto alla violenza contro le donne perchè con l’insulto, con l’offesa, specialmente sessista ogni forma di dialogo diviene impossibile e, come dice il professor Massimo Recalcati “…L’insulto è l’irruzione di uno stop, di una violenza che rende la parola stessa una sorta di oggetto contundente…”

Ci auguriamo che iniziative come quelle contro la campagna promozionale di Amsterdam Chips, che hanno visto molte donne di Istituzioni, Partiti ed Associazioni unirsi per esprimere lo sdegno e la riprovazione contro quel tipo di comunicazione, possano aiutare a contrastare stereotipi e modelli culturali offensivi della dignità delle donne.

Guastini: “La pubblicità italiana è sessista”

www.lauraboldrini  21 novembre 2014   – di Massimo Guastini

 

La pubblicità italiana è sessista non tanto e non solo per come rappresenta il corpo della donna, ma anche per come tratta la testa delle donne. È sessista perché non racconta donne e uomini in modo paritario.

Le argomentazioni che mi portano a fare queste affermazioni le trovate nella ricerca “come la pubblicità racconta le donne e gli uomini in Italia”.

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Torino Football Club: un’altra pubblicità poco intelligente

Laura Onofri

…e ci risiamo con i sottintesi e le pubblicità con doppi sensi che vorrebbero essere “ironici”, ma che di fatto usano linguaggi stereotipati e poco rispettosi delle persone tutte!
Ci chiediamo perchè i pubblicitari non si sforzino di creare spot o campagne allegri e spiritosi
senza ricorrere a questi “mezzucci”

La pubblicità per la campagna abbonamenti della squadra del Torino calcio, non sarà forse così scorretta e sessista, come altre pubblicità di cui ci saimo più volte occupate con denunce allo
IAP – Istituto dell’ Autodisciplina Pubblicitaria, ma ugualmente la riteniamo una campagna poco intelligente e che continua a proporre stereotipi nella comunicazione che vorremmo veramente fossero superati. Leggi il resto »

Pubblicità sessiste. Una battaglia per la dignità: delle donne, ma anche dei creativi

Dopo la campagna dell’ADCI contro la pubblicità sessista, anche un disegno di legge ad hoc. Troppo rigore per nulla? Crociata bigotta o battaglia per la dignità? Certo alzare il livello non farebbe male. Al pubblico ma anche alle agenzie, un po’ a corto di idee

di Gabriele Di Donato, Helga Marsala da Artribune 28 luglio 2013

Donne che sanno solo stirare, lavare i piatti, fare shopping, con poco cervello e cento altri stereotipi cuciti addosso. Per dire basta all’immagine femminile, che spesso e volentieri la pubblicità ci propina ogni giorno, lo scorso maggio l’Art Directors Club Italiano ha lanciato una campagna contro gli stereotipi della donna nei commercial, nei manifesti e in tutte le altre forme di comunicazione pubblicitaria.
Attraverso quella dose di ironia che in pubblicità non guasta mai, la campagna ci mostra tre grandi donne, distintesi per le loro capacità intellettuali, creative e diplomatiche, alle prese con faccende quotidiane, le stesse in cui vediamo impegnate la maggior parte delle protagoniste sui canali comunicativi di casa nostra. Ecco allora il premio Nobel Rita Levi Montalcini che impasta una torta, Hillary Clinton che lava i vetri di una finestra, Margaret Thatcher che passa la scopa e Frida Kahlo che lavora la maglia. Ad accompagnare ogni ritratto, un testo che recita: “La pubblicità sessista ha idee chiare sull’occupazione femminile”. Leggi il resto »