Almeno il 40% di donne nelle giunte comunali

22-01-2013 14:27:58

SNOQ

Almeno il 40% di donne nelle giunte comunali: è il principio espressamente affermato per la prima volta dal Tar Lazio con la sentenza n.633 del 21 gennaio 2013, pronunciata sul ricorso Ande Roma contro gli atti di nomina di Giunta del Comune di Civitavecchia.
La Giunta era composta da 1 assessore donna  e  6 assessori  uomini.
Un numero inadeguato, per Ande Roma.
“Si tratta di una sentenza storica destinata a fare chiarezza sull’equilibrata presenza di genere negli organi di governo”. Così commenta Antonella Anselmo, già avvocato di Ande Roma.
Il Tar Lazio, accogliendo il ricorso, chiarisce che la democrazia paritaria deve essere intesa in senso sostanziale e non solo formale, come si evince da molteplici disposizioni interne, confortate da Convenzioni internazionali e atti dell’Unione Europea.
Il Trattato di Amsterdam ha definito una dimensione sociale sovranazionale, fondata sulla pienezza dei diritti, sul riconoscimento della cittadinanza europea e sul divieto di discriminazioni fondate sul sesso.
I criteri di proporzionalità ed adeguatezza, discendenti dai Trattati internazionali e dal diritto comunitario, impongono dunque che l’effettività della parità sia assicurata da una quota minima, sia pur indicativa, del 40% del sesso sottorappresentato.
Il principio dovrà pertanto indirizzare i futuri atti di nomina e mutare le sorti sulle modalità di composizione degli organi di governo.

www.senonoraquando.eu/?p=12906

Quote rosa, sì della Camera per Regioni ed enti locali

Pari opportunità nei consigli e nelle giunte, oltreché nelle commissioni di concorsi pubblici. Il testo era già stato approvato al Senato

Martedì 13 novembre 2012

La Repubblica

LA LEGGE

ROMA – Via libera alle quote rosa. Con 349 voti a favore, 25 contrari e 66 astensione, la Camera ha approvato definitivamente il testo della legge, già approvata in Senato, che assicura il riequilibrio per una pari opportunità di genere in consigli e giunte degli enti locali, nei consigli regionali e nelle commissioni di concorsi pubblici.

Il testo prevede, tra l’altro, per i comuni sopra i 15mila abitanti, la decadenza delle liste che non rispettano le quote rosa oltre che la ‘par condicio rosa’ per le presenze in tv in campagna elettorale.

Soddisfatto della legge, il capogruppo del Pd a Montecitorio, Dario Franceschini: “In tutti i comuni in cui si voterà nel 2013 – spiega -, compresa Roma, si voterà con la doppia preferenza e le giunte dovranno essere costituite con le nuove norme paritarie”. “Oggi è una giornata importante per la nostra democrazia -ha detto Sesa Amici (Pd), relatrice della proposta di legge – . Grazie al meccanismo della doppia preferenza di genere e al limite dei 2/3 per la presenza di uno dei due generi si aiuta fortemente il percorso verso la rappresentanza paritaria nelle istituzioni. La presenza delle donne non sarà più un eccezione né una gentile concessione, diventerà la normalità”.

Link articolo: www.repubblica.it/politica/2012/11/13/news/quote_rosa_enti_locali-46575451/

“TRE PREFERENZE? NO GRAZIE”

da Giulia.globalist.it  lunedì 12 novembre 2012

Un colpo di mano: la battaglia delle donne per la doppia preferenza boicottata al Senato. Conferenza stampa delle associazioni dell’Accordo mercoledì alla Camera (ore 13)

ACCORDO di AZIONE COMUNE per la DEMOCRAZIA PARITARIA

CONFERENZA STAMPA
mercoledì 14 novembre dalle 13.00 alle 14.00
presso la SALA STAMPA della Camera dei Deputati ( Via della Missione 4)

“TRE PREFERENZE? NO GRAZIE”

Le associazioni aderenti all’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria e donne parlamentari di tutte le forze politiche presenti in Parlamento incontrano la stampa per denunciare il tentativo attualmente in corso al Senato di boicottaggio dei principi della democrazia paritaria Nel testo della riforma elettorale in discussione nella prima Commissione del Senato è stata introdotta, con un emendamento, la tripla preferenza cassando la precedente stesura che prevedeva la doppia preferenza di genere (sul modello delle elezioni amministrative, già votata dal Senato). Lo scopo evidente è quello di contenere e ridurre la possibilità di elezione di un numero consistente di donne oltre che di mettere in discussione il principio della parità. Siamo determinate ad impedire che questo tentativo abbia successo.

Introducono Daniela Carlà, Francesca Izzo, Agnese Canevari

Hanno alla data odierna assicurato la loro presenza le parlamentari:
Sesa Amici, Cinzia Bonfrisco, Maria Elisabetta Casellati, Giuliana Carlino, Cristina De Luca, Maria Fortuna Incostante, Maria Ida Germontani, Doris Lo Moro, Anna Maria Mancuso, Silvana Mura, Flavia Perina, Barbara Pollastrini

SNOQ contro tripla preferenza: “È un gioco delle tre carte”

“Un gioco delle tre carte”: questo il commento del comitato promotore “Se Non Ora Quando?” alla notizia dell’introduzione, in Commissione Affari Costituzionali del Senato, del meccanismo della tripla preferenza. “Sorprende non poco – si legge in una nota – il fatto che il relatore Malan, protagonista di argomentazioni giuridiche tra le più imbarazzanti, per osteggiare l’introduzione delle doppia preferenza, ora in esame alla Camera, prima introduca nel suo testo base proprio questo meccanismo, mostrando anche una forma di coerenza con quanto a breve diverrà legge per le elezioni degli enti locali, per poi esprimere parere favorevole ad un emendamento, guarda caso del presidente e del vice presidente del suo gruppo, che stravolgendo il testo base introducono la tripla preferenza”.

“Un vero gioco delle tre carte – argomentano le donne di Snoq – per celare quello che si voleva sin dall’inizio: boicottare la doppia preferenza ed impedire la sua adozione nelle elezioni politiche. Il perché è di tutta evidenza: si boccia un meccanismo chiaramente orientato secondo l’impianto del 50 e 50 e quindi favorevole a una presenza paritaria delle donne nelle istituzioni, per uno decisamente più contenitivo (una su tre) e maggiormente rassicurante in termini di garanzia di una presenza massiccia di uomini e quindi della conservazione di spazi  tutt’altro che paritari”.

Quote rosa nei Cda pubblici, sì del Cdm Fornero: “La politica faccia altrettanto”

Le nuove regole consentono alle singole società a controllo pubblico di modificare i propri statuti per assicurare l’equilibrio tra i generi. Fornero: “Passaggio significativo, ancorché obbligato, per consentire l’effettiva partecipazione delle donne a momenti decisionali”

03 Agosto 2012

La Repubblica

Roma

Approvato dal Consiglio dei ministri il regolamento che disciplina l’introduzione delle “quote rosa” negli organi di amministrazione e di controllo delle società pubbliche costituite in Italia”. Le nuove regole consentono alle singole società a controllo pubblico di modificare i propri statuti per assicurare l’equilibrio tra i generi. L’equilibrio si considera raggiunto quando il genere meno rappresentato all’interno dell’organo amministrativo o di controllo ottiene almeno un terzo dei componenti eletti. Ora lo schema di regolamento, spiega una nota di palazzo Chigi, verrà sottoposto al parere del Consiglio di Stato prima dell’approvazione definitiva da parte del Consiglio.

Fornero. “La previsione di quote – spiega il ministro Elsa Fornero – è un passaggio significativo, ancorché obbligato, per consentire l’effettiva partecipazione delle donne a momenti decisionali di così rilevanti attori economici, rimuovendo pregiudizi e conservatorismi anacronistici”. “Auspico che una decisione come quella di oggi – ha concluso il ministro – possa essere anche di esempio per la politica e non si debba, con rammarico, registrare l’assenza di candidature femminili come pare essere il caso delle prossime elezioni in Sicilia”.

Pochi giorni fa il ministro ha fatto un preciso riferimento alla questione della parità uomo-donna 1. Parlando delle critiche ricevute

 

per il suo lavoro ha dichiarato: “Mi chiedo se tutte queste critiche non derivino anche dal fatto di essere un ministro donna”.

I dati. In base ai dati Eurostat del 2012, in Italia l’occupazione delle donne tra i 25 e i 54 anni è pari al 63,9%, circa 12 punti percentuali in meno rispetto alla media dell’Ue a 27. Anche i dati diffusi da Istat e Censis sulla presenza di donne nei consigli di amministrazione – riporta la Presidenza del Consiglio – fotografano una realtà preoccupante: nel 2011 appena il 7% del totale dei componenti dei Consiglio d’amministrazione delle società quotate contava una presenza femminile.

Nel provvedimento è stabilito un obbligo per le società di comunicare alla Presidenza del Consiglio-Ministro delegato per le pari opportunità, la composizione degli organi sociali e le eventuali variazioni in corso di mandato. Inoltre, per garantire un controllo “diffuso”, a chiunque vi abbia interesse è data la possibilità di segnalare situazioni non conformi alle nuove norme. Qualora, a seguito di diffida formale, la società non ripristini tempestivamente l’equità tra i generi, la sanzione è la decadenza della carica.

Link articolo: www.repubblica.it/politica/2012/08/03/news/quote_rosa-40305749/?ref=HRER2-1