Nuova categoria: le Ombrelline

Laura Onofri

Questa foto non ha bisogno di commenti….

Raccontiamo solamente il contesto:

Il 30 giugno e l’1 luglio a Sulmona, in provincia dell’Aquila, è stata organizzata l’iniziativa: Fonderia Abruzzo, organizzata dalla regione sul tema del futuro dell’Abruzzo in Europa.

Durante i vari incontri sono state utilizzate alcune donne che reggendo ombrelli riparavano dalla pioggia e dal sole  gli invitati alla discussione…..chiaramente  tutti uomini . Tra questi c’è il presidente della regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, e il ministro alla Coesione territoriale Claudio De Vincenti.

La polemica che sta dilagando sui social è stata giustamente innescata da  Alexandra Coppola, esponente della direzione del Partito democratico abruzzese, che nel post ha parlato di “immagini raccapriccianti”, che mostrano “ragazze in funzione parasole e parapioggia che agevolano il dibattito di uomini beatamente seduti”.

 “Ora voglio capire chi è responsabile di questo messaggio maschilista”, ha scritto. “Non possiamo far passare messaggi che non appartengono al nostro dna. Altro che quote rosa”.

Questa è solo una delle tante manifestazioni  che , al di là dei buoni propositi e delle buone parole, ci fa capire  a quale arretramento sul tema della parità e della rappresentazione della donna stiamo assistendo.

E’ preoccupante che nessuno degli invitati al dibattito non abbia sentito il bisogno di stigmatizzare questo “uso” delle donne e non abbia rifiutato l’ombrello!

 

 

 

 

Miss Università e la “cultura” del Bunga Bunga

Caratteri Liberi 1 giugno – di Loredana Biffo

Il concorso per “Miss Università”, tenutosi a Roma il 6 maggio 2015, con la rappresentanza del Rettore, dimostra quanto l’arretratezza culturale di un paese, è rilevabile nel modo in cui avviene la rappresentazione femminile e maschile nella vita pubblica, privata e nell’immaginario collettivo.

Nel 68 lo slogan era: “il privato è politico” – certo è che la cultura è un concentrato di privato e sociale – la scelta di un Rettore di un’importante università romana di indire un concorso universitario per Miss Università in bikini, altro non è che la rappresentazione del privato di un “maschio” nel sociale. Ma c’è da giurarci che è un fatto non soggettivo, o meglio, soggettivo che ha la sua configurazione nel collettivo. Leggi il resto »

“Meno chirurgia estetica” La donna in tv e la svolta di Anna Maria Tarantola

La presidente Rai sta pensando a «una linea editoriale che ridia forza e significato alla dignità e alla presenza delle donne»

12 Agosto 2012

La 27esima ora – Corriere della Sera

Paolo Conti

Anna Maria Tarantola, neopresidente della Rai, si è portata in vacanza diversi dossier su viale Mazzini, tutti appuntati a mano (cartellini formato quaderno) con la sua minuta e ordinata grafia in corsivo ormai nota a chiunque l’abbia incontrata al Settimo Piano del Potere.

Uno è interamente dedicato all’immagine della donna. Tra i tanti incontri che Tarantola ha già avuto poco prima della pausa estiva, con direttori di rete e testate, alcuni hanno avuto quel tema che le è caro da sempre: la realtà femminile nella società italiana. In questo caso, visto il suo impegno a viale Mazzini, in un servizio pubblico radiotelevisivo che, stando alla lettera del Contratto di servizio Rai-Stato in scadenza a fine 2012, dovrebbe garantire (articolo 2) una programmazione

«rispettosa della figura femminile e della dignità umana, culturale e professionale della donna»

e (articolo 3)

«una più moderna rappresentazione della donna nella società, valorizzandone il ruolo, e rispettando le limitazioni di orario previste a tutela dei minori».

Ma, come ha dimostrato la discussa farfallina sul basso ventre di Belen durante l’ultimo Sanremo, il rispetto di quell’impegno è ancora lontanissimo, nonostante le tante dichiarazioni formali di intenti della precedente direzione generale, i seminari, i documenti. Tarantola, a quanto è trapelato da questi colloqui informali, si sarebbe interrogata sul senso di alcuni contenitori mattutini soprattutto quando dedicano spazio alla chirurgia estetica e quindi solo all’aspetto esteriore delle donne. Stessa analisi per l’intrattenimento serale, dove trionfa una «proposta» della donna tuttora mediata, spesso acriticamente, dalla tv commerciale.

La presidente, insomma, avrebbe in mente, tra le tante iniziative dell’autunno, non solo la «Spending review» sui conti Rai ma anche un deciso intervento sulla questione femminile. Probabilmente un nuovo strumento, ovviamente messo a punto col direttore generale Luigi Gubitosi, ancora più vincolante e chiaro di quel codice etico

(«l’immagine della donna non deve rispondere a stereotipi riduttivi o strumentali»)

puntualmente eluso o dimenticato, basta seguire la programmazione quotidiana (mattina, pomeriggio, sera) per averne l’evidentissima dimostrazione .

Per capire quanto sia schietta, e non banalmente moralistica, questa preoccupazione basta rileggersi i suoi tanti interventi da vicedirettore generale della Banca d’Italia sul ruolo della donna.

Il più chiaro risale al 7 marzo 2012 al convegno «Le donne e l’economia italiana»:

«Un aspetto non toccato riguarda proprio il ruolo delle imprese nella promozione delle pari opportunità e nella valorizzazione dei talenti femminili. Un tema rispetto al quale sono molto sensibile».

Più in là, parlando del ruolo delle imprese:

«C’è l’ampio capitolo delle pratiche per la conciliazione tra famiglia e lavoro, pratiche di flessibilizzazione dei tempi e dei luoghi… e di gestione delle interruzioni del lavoro».

Tarantola è favorevole alle «quote rosa» e alla «costituzione di organi di verifica della parità all’interno dell’impresa» nella prospettiva di una «valorizzazione delle risorse femminili». Un universo distante anni luce dall’immagine della donna proposta soprattutto da Raiuno e Raidue (in contrasto con i prodotti più da servizio pubblico, spesso realizzati da donne per Raitre, Rai Educational, La Storia siamo noi, Rai Storia, quasi esistano due Rai).

Così come è stato raccontato nel film-documentario Il corpo delle donne, realizzato nel 2009 da Lorella Zanardo con Marco Malfi Chindemi, atto d’accusa sull’immagine femminile in tv, che ha aperto un lungo e incandescente dibattito all’interno della Rai.

Link articolo: http://27esimaora.corriere.it/articolo/la-donna-in-rai-la-svolta-di-anna-maria-tarantola-serve-piu-rispetto/

VEDIAMOCI A MERANO – SEHEN WIR UNS DANN IN MERAN, 29 e 30 settembre 2012

SNOQ

2 Agosto 2012

“Dallo sguardo SULLE donne, allo sguardo DELLE donne”  è  il filo conduttore dell’evento “VEDIAMOCI A MERANO – SEHEN WIR UNS DANN IN MERAN”, che SeNonOraQuando – Es ist Zeit! – Alto Adige /Südtirol, organizza in collaborazione con il Comitato Promotore SeNonOraQuando, il Museo delle Donne di Merano e la Commissione Provinciale Pari Opportunità di Bolzano.

DOVE?

A Merano presso la Sala Civica in via Ottone Huber Nr.8

QUANDO?

Sabato 29 settembre dalle ore 14.00 alle ore 18.30

Domenica 30 settembre dalle ore 09.30 alle ore 13.00

CONTENUTI

Ci occuperemo della rappresentazione mediatica, in tutte le sue forme, della figura femminile.

Ci saranno alcuni interventi di rilievo da parte di relatrici e relatori che ci daranno spunti di riflessione per le due giornate e anche le/i partecipanti potranno intervenire sul palco, per un tempo massimo di 3 minuti ciascuna/o, attraverso interventi che rispondano alle seguenti due domande:

  1. Cosa ha provocato la nascita e l’affermazione di un punto di vista delle donne, che vedono e non sono più solo guardate?
  2. In che modo lo sguardo delle donne ha prodotto cambiamenti nella società?

Ai primi di settembre pubblicheremo  il programma dettagliato dell’evento.

ISCRIZIONI PARTECIPAZIONE

Per agevolarci nella gestione dei tempi e degli spazi chiediamo a coloro che intendano partecipare di iscriversi singolarmente all’evento ENTRO E NON OLTRE IL 5 SETTEMBRE 2012 compilando il modulo online al seguente link http://goo.gl/bs0aq.

INVIO INTERVENTI

Per poter programmare al meglio la scaletta, chiediamo gentilmente a coloro che vorranno intervenire sul palco di inviare, ENTRO E NON OLTRE IL 5 SETTEMBRE 2012, un riassunto del proprio intervento (max 10 righe) utilizzando il modulo presente al seguente link http://goo.gl/3j4pb, oppure compilando e inviando il modulo allegato all’indirizzo mail merano2012.interventi@gmail.com.

INFORMAZIONI VIAGGIO

Per chi arriverà in treno

Dalla stazione FFSS di Bolzano parte la linea ferroviaria regionale per Merano.

Il sabato c’è un treno ogni mezz’ora al minuto 02 e al minuto 35 fino alle 13.35.

La domenica c’è un treno  ogni ora al minuto 02.

Oltre al treno è presente un collegamento bus extraurbano per Merano. La stazione delle autocorriere è a pochi passi dalla stazione FFSS.

 

Per chi arriverà in auto

Autostrada A22 Modena-Brennero, uscita BOLZANO SUD.

All’uscita del casello seguire le indicazioni per Merano alla vostra sinistra, che vi porteranno alla superstrada SS38 detta “MeBo”. Prendere l’uscita MARLENGO.

INFORMAZIONI ALLOGGIO

E’ possibile prenotare i pernottamenti attraverso il sito dell’Azienda di Soggiorno di Merano, che ci supporta nella logistica http://www.meran.eu/index.php?lang=italiano utilizzando il menù a discesa “Alloggi” in alto a sinistra, oppure inviando una mail all’indirizzo info@meran.eu o telefonando al nr. 0473/272000.

Essendo Merano una località turistica spesso sede di eventi suggeriamo di prenotare con anticipo. Settembre risulta essere di fatto uno dei periodi di massima affluenza.

N.B.: BISOGNA PROVVEDERE PERSONALMENTE ALLA PRENOTAZIONE DEGLI ALBERGHI.

INFORMAZIONI PASTI

Attraverso la compilazione del modulo di iscrizione online, tramite il link sopra riportato, sarà possibile prenotare la cena del sabato e/o il pranzo della domenica da fare insieme a tutte/i coloro che desidereranno cenare e pranzare con noi. L’iscrizione ci permetterà di prenotare con anticipo.

Più saremo più sarà interessante l’incontro e il confronto. 

Per qualsiasi ulteriore informazione, consultate il blog http://senonoraquandobolzano.blogspot.it/2012/08/vediamoci-merano-sehen-wir-uns-dann-in.html?spref=fb o scrivete all’indirizzo mail senonoraquando.ospiti@gmail.com.

Link articolo: www.senonoraquando.eu/?p=11804

Ancora a proposito di “Quello che (non) ho”

di Cinzia Ballesio     Se non ora quando – Torino

Cari, anzi carissimi autori di quello che (non ) ho, complimenti per la trasmissione, ma….

non siete stati neppure sfiorati dal dubbio di aver dato una rappresentazione parziale e incompleta di quella realtà italiana positiva che vorreste rappresentare?

a nessuno di voi è venuto in mente di far parlare non solo uomini ma anche donne? da un banale calcolo su quanto si trova sul web ( Wikipedia) la prima sera ci sono stati 16 interventi di cui 3 di donne, la seconda 23 di cui 4 di donne, l’ultima 12 e nessuna donna, per un totale “calcistico” di 51 a 7.

Per non parlare della dichiarazione di Fazio che parla di Littizzetto e Elisa come elementi per “alleggerire” le serate e l’invito a una rappresentante della Resistenza, deliziosa e fantastica figura di donna, ma guarda caso una staffetta a perpetrare il mito delle donne compartecipi subalterne e non protagoniste (dai dati ANPI: Trentacinquemila le partigiane, inquadrate nelle formazioni combattenti, ventimila le patriote, con funzioni di supporto, settantamila in tutto le donne organizzate nei Gruppi di difesa,  sedici le medaglie d’oro, diciassette quelle d’argento, cinquecentododici le commissarie di guerra, seicentottantatre le donne fucilate o cadute in combattimento, millesettecentocinquanta le donne ferite, quattromilaseicentotretatre le donne arrestate, torturate e condannate dai tribunali fascisti, milleottocentonovanta le deportate in Germania.)

NON è SOLO UNA QUESTIONE DI NUMERI, sarebbe banale, è’ una questione di RAPPRESENTAZIONE della realtà così come è veramente e non come si continua, anche nei contesti apparentemente più liberal, a rappresentare seguendo una consuetudine stereotipata, obsoleta e misogina.

E non stupiamoci/stupitevi se l’Italia è il fanalino di coda in Europa (saremmo piuttosto indietro anche nel continente africano…) per quanto riguarda le pari opportunità in ambito lavorativo, occupazionale…….ma tra i primi per femminicidi!

La realtà non si cambia solo con le dichiarazioni di principio, il sostegno a parole, la firma di  petizioni, gli scritti emotivamente partecipativi come quello di Serra oggi su Repubblica a proposito delle ragazze di Brindisi e molti altri: se non si comincia a rappresentare la società come è veramente, fatta di uomini e donne che ogni giorno lavorano e vivono insieme e non si pensa che sia un diritto/dovere che uomini e donne abbiano la stessa opportunità di parlare ed essere rappresentati, non si va da nessuna parte.

Dunque, una bella trasmissione, ma in cui avete perso l’occasione per dare un segnale forte di come anche l’Italia è un paese non di soli uomini, ma di donne ( e che donne!).