La regina nera dell’altra America

La Repubblica 7 agosto 2019 di Roberto Saviano

Resistere o cadere la lezione a un mondo tornato razzista

Toni Morrisonè in pace. Se ne va da un mondo caduto nuovamente nella trappola razzista. Lascia un’America inebetita, stanca, sporca di sangue, se ne va proprio quando la sua voce diventava ossigeno necessario. Era stata educata da una tragedia, proprio così. A due anni i suoi genitori non riuscivano a pagare l’affitto di casa e il proprietario diede fuoco all’appartamento. Ma non fu la tragedia a educarla né a segnarla, tutt’altro. La reazione dei genitori a quelle fiamme: scoppiarono a ridere. Non perdevano nessun bene prezioso, avevano avuto salva la vita, e in più mostravano alla figlia quanta idiozia c’è nella pervicacia dei crudeli, nella crudeltà delle persone. La vita prima di tutto e poi proteggere la propria dignità, questo Toni Morrison ricordava di quelle risate.La sua scrittura traccia una morale imperativa e immanente, nessuna trascendenza o speranza ultraterrena: non puoi aspettare che il mondo diventi giusto per trovare una dimensione di felicità e giustizia. Per essere più chiari, i tribunali continueranno a condannare innocenti ma tu puoi scegliere di credere alle vittime, i governi trufferanno ma tu puoi decidere di non essere sommato al grande numero degli elettori truffati, puoi scegliere di provare a vivere per quel che puoi già con regole diverse dallo schifo di mondo in cui vivi. I protagonisti dei suoi libri resistono. Non aspettano aiuto, scelgono. O reagisci o soccombi, non c’è altra strada. Questo sarebbe il titolo che potrebbe abbracciare tutti i suoi romanzi. La schiavitù non ti rende un’anima buona, il pregiudizio non ti aiuta a vivere con saggezza.

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La lezione la dà la mamma di Pamela

Left  5 febbraio 2018                Giulio Cavalli

Avviso a tutti quelli che dicono che la morte di Pamela Mastropietro giustifichi la violenza del povero ebete fascista e razzista di Macerata. Le parole qui sotto sono di Alessandra Verni, madre di Pamela. Leggetele bene, tenetele a mente, ripetetele a voce alta ad ogni piccolo razzista vi capiti di incrociare. Ditegli che il “vendicatore” disgusta anche le vittime: è un capolavoro di idiozia.

Dice la madre di Pamela: «Chiediamo solamente giustizia. Pene esemplari per chi ha ucciso e fatto a pezzi nostra figlia. Ma condanniamo fermamente l’attacco di ieri, non siamo razzisti e anche Pamela se fosse ancora viva sarebbe inorridita per questo atto di odio» Leggi il resto »

Contro sessismo,razzismo e fascismo scendiamo in piazza!

Il clima di odio che sta accompagnando questa campagna elettorale ha raggiunto livelli insopportabili ed inquietanti

Il raid razzista a Macerata e il fotomontaggio shock, pubblicato su Facebook in cui c’è l’immagine di Laura Boldrini sgozzata, sono solo i due ultimi episodi, chiari atti terroristici di stampo fascista e razzista, che testimoniano quanto la tenuta democratica del nostro Paese sia a rischio.

Esiste un mandante morale preciso: chi da anni incita all’odio, chi sdogana il fascismo, chi strumentalizza la morte di una ragazza definendola “l’ennesima tragedia causata da una ‘risorsa’ boldriniana”, chi continua a lanciare attacchi feroci a chi pensa che l’inclusione e la solidarietà siano le risposte al dramma dell’immigrazione.

Per dire no a questo clima di odio, ai rigurgiti fascisti dilaganti, alla xenofobia e al razzismo ormai sdoganato anche da una parte della nostra classe politica, e a tutti gli atti violenti :

scendiamo in piazza, nelle nostre città senza simboli nè bandiere di partito, senza slogan, nè parole d’odio, in silenzio.

Dobbiamo essere in tanti e in tante per respingere con fermezza qualsiasi attacco alla Democrazia del nostro Paese.

#Adessoledonne

“Contro il razzismo e contro il sessismo, ancora” di Giorgia Serughetti

Femministerie  4 febbraio 2018      Giorgia Serughetti

Macerata un uomo italiano di 28 anni, Luca Traini, ha compiuto un atto di terrorismo di matrice fascista e razzista, sparando e colpendo sei persone, tutte straniere, tutte di pelle nera. Il suo gesto, si dice, sarebbe una ritorsione per la morte di Pamela Mastropietro, di cui è accusato un cittadino nigeriano, Innocent Oseghale.

Nello stesso giorno, circola sui social l’immagine della testa decapitata di Laura Boldrini, accompagnata dalla scritta: “Sgozzata da un nigeriano inferocito. Questa è la fine che deve fare così per apprezzare le usanze dei suoi amici”. Macerata è la città della Presidente della Camera, ma il fatto avrebbe potuto accadere ovunque, perché Boldrini è da tempo diventata il simbolo dell’apertura ai migranti, dunque il bersaglio preferito di razzisti e sovranisti.

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Let’s talk about race

In.Genere   19 maggio 2017

In un salone di bellezza cinque donne asiatiche chiacchierano e ridono sedute mentre si lasciano fare la pedicure da un gruppo di altrettante donne bianche. Una ragazzina bionda se ne sta in piedi davanti agli scaffali di un negozio di giocattoli dove sono impilate scatole di bambole tutte dalla pelle scura. Una ragazza latina parla a telefono seduta su una poltrona di lusso mentre una cameriera bianca di cui neanche sembra accorgersi le versa il te. Non è un film di fantascienza, ma una serie di scatti intitolata Let’s talk about race realizzata dal fotografo Chris Buck e comparsa sull’edizione di maggio del mensile americano O, The Ophra Magazine, che ha dedicato uno speciale al discorso sulla razza.

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