Maggiori risorse per i Centri Antiviolenza: lo chiede anche il Consiglio Comunale di Torino

La Conferenza Stato-Regioni ha recentemente stabilito il riparto dei fondi stanziati dalla Legge 15 ottobre 2013, n. 119, la cosiddetta “Legge sul femminicidio”: dei diciassette milioni di euro disponibili solo 2.260.000 euro saranno destinati ai Centri Antiviolenza e alle Case Rifugio per il biennio 2013-2014. Ad ogni centro già istituito su tutto il territorio nazionale (352 in totale) andrà quindi un finanziamento per i due anni di circa 6.000 euro , una somma veramente ridicola e che non riuscirà a coprire nemmeno le esigenze minime dei Centri antiviolenza. Leggi il resto »

Femminicidio, condannare le violenze non basta

da Giulia.globalist.it 31 luglio 2013
Cristina, Erika, Rosi: avevano chiesto aiuto e denunciato le violenze. Ma sono state uccise dai loro mariti o ex. Che cosa non funziona in Italia? Di [Nadia Somma]

Dall’inizio dell’anno sono 80 i femicidi (dato della Casa delle donne di Bologna).

Cristina Biagi 38 anni uccisa a Marina di Massa, Erika Ciurlia 43 anni uccisa a Taurisano, poi le donne uccise prima e quelle che lo saranno. E’ triste dirlo, ma ci saranno. Erika e Cristina avevano chiesto aiuto e denunciato le violenze, così avevano fatto Rosi Bonanno ed Erica Patti, la madre di Andrea e Davide Iacovone. I bambini assassinati dal padre per vendetta, dopo la separazione dalla moglie.

Ho ricordato donne che non avevano taciuto le violenze anzi le avevano denunciate. Cosa non ha funzionato nel Paese dove è stata ratificata la Convenzione di Istanbul? Condannare la violenza contro le donne salvando il principio ma tradendolo nella prassi quotidiana, non fermerà il femminicidio, non bloccherà i violenti, non proteggerà le donne dai maltrattamenti e i figli dalle conseguenze della violenza. I centri antiviolenza sono pochi e poco finanziati e questo è uno dei problemi. Poi ne esistono altri che D.i.Re – Donne in rete contro la violenza, chiede di risolvere da anni. Quali?
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