Lazio. L’aborto farmacologico al Consultorio. Dall’estate via alla sperimentazione con la Ru486

Quotidiano Sanità.it  – 5 aprile 2017

Dopo il concorso per soli medici non obiettori, la Regione Lazio torna al centro delle polemiche sul tema dell’aborto: per la prima volta in Italia, infatti, nel Lazio sarà ora possibile accedere alla pillola abortiva al di fuori dell’ospedale. La sperimentazione partirà la prossima estate e si svolgerà sulla base di linee guida che un apposito gruppo di lavoro sta definendo in questi giorni. La Regione: “Al centro del nostro lavoro c’è la donna e la sua salute”.

Si è parlato di una determinazione della Direzione Salute e Politiche Sociali, ma la Regione Lazio precisa che “al momento  non ci sono atti formali”. Una cosa, però, è certa: la Regione sta lavorando a un progetto per facilitare l’accesso all’aborto farmacologico con la pillola Ru486 attraverso i Consultori familiari. E proprio in questi giorni un tavolo tecnico sta predisponendo  un documento per la sperimentare, che avverrà solo in alcune Asl. “A conclusione di questa attività di studio e di lavoro – spiegano dall’ufficio stampa della Regione – si adotteranno le misure ritenute più efficaci e proprie”. Leggi il resto »

Piemonte. Dieci anni di RU486 al Sant’Anna di Torino. Sino a oggi ne hanno usufruito 7.311 donne

quotidianosanità.it 9 settembre 2015 –

L’ospedale piemontese fu il primo in Italia ad avviare, tra molte polemiche, la sperimentazione del farmaco abortivo poi regolarmente autorizzato nel 2010. Nel giugno scorso, su richiesta dei medici dell’ospedale Sant’Anna ha fatto formale richiesta all’Aifa di adeguare i protocolli italiani a quelli europei dell’Ema. Obiettivo: estendere da 7 a 9 settimane il limite per l’aborto medico e rimuovere la previsione di ricovero per 3 giorni.

Dieci anni fa, il 9 settembre 2005, l’ospedale Sant’Anna annunciava di avere attivato lo Studio Sperimentale Clinico “IVG con mifepristone (RU486) e misoprostolo”. La prima donna aveva assunto il mifepristone (RU486) il 6 setembre ed il ciclo di trattamento si era concluso l’8 settembre. Subito il ministro Francesco Storace dichiarò che avrebbe inviato gli ispettori e bloccato tutto. La sperimentazione fu fermata dopo 26 casi, ma fu poi ripresa a novembre, e fu definitivamente interrotta nel luglio del 2006 dopo 362 casi. Leggi il resto »

C’è ancora bisogno di scendere in piazza!

di Laura Onofri

L’8 marzo non dobbiamo scendere in piazza solo in appoggio alle donne spagnole e per contrastare un ‘Europa che arretra sui diritti delle donne e sull’autodeterminazione bocciando la risoluzione Estrela , un testo che avrebbe impegnato gli stati membri alla tutela dei diritti riproduttivi e dell’autonomia delle donne su questioni come la contraccezione, l’accesso all’interruzione di gravidanza, la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili e l’educazione sessuale.
No, l’8 marzo dobbiamo scendere in piazza perché anche a casa nostra, nella nostra Regione, nella nostra città, continuamente vengono messi in atto tentativi di attacco all’autodeterminazione delle donne! Leggi il resto »

A 35 anni dalla legge gli aborti sono più che dimezzati

di Mariella Gramaglia su La Stampa 13 novembre 2013

Ha trentacinque anni. Quasi metà di una vita. Odiata, amata, combattuta, difesa, la legge 194 per l’interruzione di gravidanza, nella forma, è rimasta uguale a se stessa, ma nella sostanza? Dall’anno del rapimento di Aldo Moro e dell’elezione di Sandro Pertini al Quirinale a quello di Beppe Grillo e delle larghe intese, che tipo di acqua è passata sotto i ponti?

Le donne italiane studiano di più, hanno una vita sociale e lavorativa più intensa e meno falsi pudori: da ragazze è facile che chiedano consiglio alla madre, da adulte al medico o all’amica più saggia. Un dato per tutti per dire quanto l’istruzione sia importante per usare bene la contraccezione e prevenire una gravidanza indesiderata: il tasso di abortività fra le laureate è del 6 per mille, fra le donne che hanno solo la licenza elementare del 20 per mille. Leggi il resto »