La Russia vuole depenalizzare la violenza domestica

Il Post – 21 gennaio 2017

La camera bassa del parlamento ha approvato un disegno di legge per “declassare” da penali ad amministrativi i reati che riguardano alcuni abusi commessi in famiglia

La camera bassa del parlamento russo (la Duma) ha approvato in prima lettura un disegno di legge per depenalizzare alcune forme di violenza domestica. L’obiettivo è quello di “declassare” da penali ad amministrativi i reati che riguardano le violenze commesse in famiglia e che causano lesioni considerate non gravi: nella logica della legge si tratta di quelle lesioni che non necessitino di cure ospedaliere o che costringano la persona che le ha subite a chiedere un congedo dal lavoro.
Leggi il resto »

Sentenza Pussy Riot, un duro colpo alla libertà d’espressione in Russia

Venerdì 17 Agosto 2012

Le persone e la dignità – Corriere della Sera e Amnesty International

Riccardo Noury

LIBERTA’ D’ESPRESSIONE

Condannate a due anni di carcere – di cui cinque mesi già scontati dall’arresto –  per “teppismo”, per aver intonato un brano di protesta all’interno della principale chiesa ortodossa di Mosca (nella foto).

Il verdetto emesso oggi contro le tre Pussy Riot Maria Alekhina, Ekaterina Samutsevich e Nadezhda Tolokonnikova, non rappresenta solo il tentativo, purtroppo riuscito, di mettere a tacere tre giovani voci del dissenso. È anche un monito a tutti gli altri: ecco cosa potrà capitarvi se oserete sfidare il potere.

La sentenza, al termine di un processo che non avrebbe dovuto neanche iniziare, porta una tripla firma: di chi l’ha pronunciata (la giudice), di chi l’ha pretesa (gli alti esponenti della Chiesa ortodossa) e di chi l’ha suggerita (il presidente Putin).

Del clima persecutorio di questo processo ne è fedele testimonianza la lunghissima lettura della sentenza in cui la giudice Syrova non ha risparmiato niente alle tre Pussy Riot, mescolando “peccati” e “reati”: promozione dell’omosessualità (che a Mosca non è ancora reato), imitazione di azioni demoniache, messa in pericolo dell’ordine sociale con modi volgari, atti vandalici che hanno costituito una reale minaccia alla pace sociale.

Tre giovani punk hanno sfidato la stretta alleanza chiesa-stato, rivelando la sempre maggiore intolleranza del potere russo e i sempre più ristretti limiti consentiti alla libertà d’espressione.

C’è da augurarsi che il movimento di opinione che ha sostenuto le Pussy Riot non solo continui ad attivarsi per chiedere che la condanna venga annullata, ma si occupi anche degli altri casi in cui la libertà d’espressione è a rischio. Uno per tutti, quello di Artyom Savyolov e di altri undici giovani attivisti.

Link articolo: http://lepersoneeladignita.corriere.it/2012/08/17/sentenza-pussy-riot-un-duro-colpo-alla-liberta-despressione-in-russia/

Per le Pussy Riot

12-08-2012 16:05:41

SNOQ

Ad Alexey Meshkov, ambasciatore della Federazione Russa in Italia

Ci rivolgiamo a lei nel rispetto della giustizia del suo paese, e in amicizia. Siamo un movimento di donne, nato con la grande manifestazione del 13 febbraio 2011, con più di un milione di donne e uomini scesi a manifestare in tutta Italia e all’estero per il rispetto, la dignità e la piena cittadinanza delle donne italiane.
Stiamo seguendo con grande partecipazione la sorte di Maria Aljokhina, Nadezhda Tolokonnikova e Ekaterina Samutsevich, giovanissime donne riunite in un gruppo musicale tutto al femminile, chiamato le “Pussy Riot”. 
Ogni paese ha le sue regole, la propria sovranità e la propria giustizia, che vanno rispettate, ma il mondo ha un cielo solo: non si può privare tre ragazze della vista del cielo soltanto perchè hanno cantato una canzone, perchè hanno espresso un’opinione. Senza violenza. Nell’esercizio di quella libertà artistica che, ne siamo certe, sta a cuore anche a voi.
Per tutte queste ragioni chiediamo con fermezza la liberazione di queste tre giovani donne”.

Comitato promotore Se non ora quando?

Link articolo: www.senonoraquando.eu/?p=11842