A 40 ANNI DALLA APPROVAZIONE RIFLESSIONI E PROPOSTE SU TRE LEGGI INNOVATIVE

Corso dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Torino

9 giugno 2018 | Villa Raby   Corso Francia, 8 Torino

A 40 ANNI DALLA APPROVAZIONE RIFLESSIONI E PROPOSTE SU TRE LEGGI INNOVATIVE

„ACCERTAMENTI E TRATTAMENTI SANITARI VOLONTARI E OBBLIGATORI“

„NORME PER LA TUTELA SOCIALE DELLA GRAVIDANZA E SULL’INTERRUZIONE VOLONTARIA DELLA GRAVIDANZA“

„ISTITUZIONE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE“

Crediti ECM: 4 Evento n. 4196 – 231246 Obiettivo formativo nazionale: Appropriatezza prestazioni sanitarie nei Lea. Sistemi di valutazione, verifica e miglioramento dell’efficienza ed efficacia

08.30 – 09.00 Registrazione dei partecipanti

09.00 – 09.10 Introduzione, Dr. Guido Giustetto, Presidente OMCeO Torino

09.10 – 09.45 Lectio Magistralis: Il 1978 e la salute: tre leggi, tra politica e conflitto Emmanuel Betta, Storico – Università La Sapienza Roma

09.45 – 10.30 Legge 22 maggio 1978, anche in Italia l’aborto è Legale „Norme per la tutela sociale della gravidanza e sull’interruzione volontaria della gravidanza“ Moderatore: Rosella Zerbi Relatore: Silvio Viale Discussant: Mario Campogrande, Marco Massobrio

10.30 – 11.00 Coffee break

11.00 – 11.45 Legge N. 180 del 13 maggio 1978 – „Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori“ Moderatore: Ivana Garione Relatore: Vincenzo Villari Discussant: Antonio Macrì, Amedeo Bianco

11.45 – 12.30 Il Servizio Sanitario Nazionale a 40 anni dalla istituzione – Indicatori per il confronto con altri servizi sanitari Moderatore: Guido Giustetto Relatore: Giulio Fornero Discussant: Amedeo Bianco, Nerina Dirindin

12.30 – 13.30 Dibattito

13.30 – 14.30 Questionario ECM

RELATORI/MODERATORI Prof. Emmanuel Betta – Storico – Università La Sapienza Roma Dr. Amedeo Bianco – Senatore, Coordinatore della Commissione Etica e Deontologia dell’OMCeO di Torino Prof. Mario Campogrande – già Direttore Dipartimento Ginecologia e Ostetricia Osp. S.Anna Torino Prof.ssa Nerina Dirindin – Università di Torino, Scuola di Management ed Economia Dr. Giulio Fornero – Coordinatore Commissione Organizzazione Sanitaria, Accreditamento Istituzionale e Programmazione Professionale OMCeO Torino Dr.ssa Ivana Garione – Consigliera OMCeO Torino Dr. Guido Giustetto – Presidente OMCeO Torino Dr. Antonio Macrì – Psichiatra – Componente Commissione Organizzazione Sanitaria, Accreditamento Istituzionale e Programmazione Professionale OMCeO Torino Prof. Marco Massobrio – Professore emerito di ginecologia e ostetricia all’Università di Torino. Dr. Silvio Viale – Responsabile SSD Servizio Unificato IVG dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino – Responsabile scientifico EXIT-Italia Dr. Vincenzo Villari – Direttore del Dipartimento di Neuroscienza e Salute Mentale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino Dr.ssa Rosella Zerbi – Consigliera Segretaria OMCeO Torino C

 

 

Le donne impegnate nel sociale e nella sanità guadagnano il 28% in meno degli uomini. Peggio di noi solo Finlandia e Regno Unito

Quotidianosanità.it  7 febbraio 2018

Secondo gli ultimi dati Eurostat (retribuzuone 2014) la media retributiva italiana di chi lavora nei settori dell’assistenza sociale e sanitaria è di 34.795 euro annui. Ma mentre gli uomini arrivano a guadagnare in media 43.367 euro, le donne si fermano a 31.088 euro, una diffrenza di ben 12.279 euro. Un gap che ci pone al terz’ultimo posto nella classifica UE per le differenze di genere nelle retribuzioni. Va detto comunque che l’unica nazione dove il rapporto si inverte è il Lussemburgo con 801 euro a favore delle donne.

I contratti si avvicinano e il conto annuale 2016 già ci ha detto che le retribuzioni medie sono scese anche solo rispetto all’anno precedente.

Ma il problema non è solo questo. C’è anche una forte disparità di genere nelle buste paga che la RGS non mette in evidenza (sulle sue tabelle non compare la divisione maschi e femmine) che sottolinea Eurostat, sia pure con dati 2014, in una sua analisi sui guadagni annuali medi di uomini e donne in vari settori produttivi. Leggi il resto »

Crolla il mito del chirurgo maschio: le donne ottengono risultati migliori dei colleghi, sia in sala operatoria che in corsia

Quotidiano.sanità.it  8 novembre 2017   Maria Rita Montebelli

 Le discipline chirurgiche sono ancora appannaggio dei maschi, nonostante le iscritte a medicina abbiano ampiamente superato i maschi e le leggende metropolitane narrano che le donne chirurgo siano meno valide dei loro colleghi maschi. Un pregiudizio duro a morire in un ambiente maschilista come la sala operatoria. Ma adesso il risultato di due studi, uno condotto in ambiente chirurgico in Canada, l’altro a Boston in ambito medico, ribaltano i termini della questione rivelando una supremazia femminile negli outcome di mortalità, nuovo ricovero o complicanze  a 30 giorni. Risultati sui quali riflettere anche alla luce della disparità di trattamento economico a scapito dei camici rosa.

Leggi il resto »

Ricerca. Cnr: per le donne è difficile fare carriera

Quotidianosanità.it – 16 aprile 2015 – Rita Viola

In Italia, nel settore della ricerca, all’inizio del percorso lavorativo si osserva una sostanziale parità numerica tra i ricercatori e le ricercatrici (52% vs 48%). Avanzando nella carriera, invece, le donne occupano soltanto il 24% delle posizioni apicali. Il ritratto fotografato nel volume Portrait of Lady curato da Sveva Avveduto e Lucio Pisacane dell’Irpps-Cnr

Nella ricerca, la presenza femminile in posizioni di rilievo e nelle sedi decisionali resta ancora bassa. Avanzando nella carriera, infatti, le ricercatrici occupano soltanto il 24% dei posti. Questi dati sono tratti dal volume Portrait of Lady, edito da Gangemi e curato da Sveva Avveduto, dirigente di ricerca dell’Istituto di ricerca sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (Irpps-Cnr), insieme al collega Lucio Pisacane. Leggi il resto »

Con SNOQ Sanità per difendere la legge 833

«In qualità di garante dei valori della Costituzione, ci aiuti a riprenderci la legge 833/1978». Le donne (e gli uomini) di “Se non ora quando Sanità”, costola tematica del movimento “Se non ora quando”, hanno lanciato una petizione al capo dello Stato in occasione dei 35 anni della riforma che istituì il Servizio sanitario nazionale. E sono già più di 500 le firme raccolte. Leggi il resto »