Nella tipica tenuta da marsupiale

Manuela Manera

Si sa che le donne in politica sono sempre state oggetto di insulti sessisti: d’altra parte, chi manca di argomenti, idee e abilità oratorie ripiega facilmente sulla violenza verbale per annientare l’avversaria. Di questi tempi, poi, visto il contesto culturale in cui ci ritroviamo, non c’è da meravigliarsi se i toni  delle campagne elettorali in vista delle elezioni di maggio si inaspriscono ulteriormente. Né se le donne che scendono in politica vengono maltrattate verbalmente: se la sono andata a cercare. Fossero restate a casa a badare al focolare e alla prole, non sarebbe successo loro nulla di brutto. Anzi, sarebbero state osannate. E la società tutta ne trarrebbe grande giovamento, dicono i maschi bianchi al potere.

Capita così che una candidata sindaca in un paese della cintura torinese, mamma di due bambine (4 anni la più grande, soli 4 mesi l’ultima arrivata) sia additata in questo modo: “Tra una festa e l’altra e nella sua tipica tenuta da marsupiale…”, perché si presenta in pubblico talvolta portando la figlia neonata nel marsupio.

Per questi uomini, inoltre, la maternità è uno stato incompatibile rispetto a un’efficace azione politica: infatti, su un giornale locale (La Voce di Settimo e dintorni, 19 marzo 2019), sarcasticamente affermano: “Noi non siamo lenti come le mamme”. Leggi il resto »