IL CORAGGIO DI RIBELLARSI………promessa sposa a 15 anni

Il Comitato di Torino di SeNonOraQuando?  condivide le considerazioni della Commissione Regionale Pari Opportunità del Piemonte, espresse nel comunicato che segue, a proposito della ragazzina egiziana, promessa sposa a 15 anni. Condanniamo questa usanza barbarica che purtroppo nel mondo riguarda  13 milioni di minorenni l’anno, 37mila al giorno e in Italia si contano 2mila certificati di matrimonio ogni anno, anche se “Trama di Terre” (unica associazione che si occupa di spose bambine), garantisce: il 90% dei casi resta sommerso. 

“Le bambine non devono andare all’altare o all’anagrafe, devono andare a scuola e vivere il loro tempo senza imposizioni familiari o della comunità di origine; imposizioni che spesso condizionano la giovane vita di tante bambine/ragazze costrette a matrimoni combinati con sconosciuti. È questo il commento della Commissione Regionale per le Pari Opportunità all’ennesimo caso di allontanamento di una minore dalla propria famiglia, costretta ad un matrimonio deciso dai propri genitori con uno sconosciuto più grande di lei di dieci anni. Quante altre ragazze devono ancora tentare il suicidio, o subire qualsivoglia abuso per il solo fatto di non accettare le imposizioni di familiari troppo integralisti che non riconoscono il diritto fondamentale di ogni essere umano, “la libertà”?!! Ed è proprio in nome di questa libertà che la Commissione fa un appello alle Istituzioni locali e nazionali affinché si adoperino seriamente nel cancellare questa piaga sociale che oggi porta circa 2 mila ragazze nate in Italia a sposarsi nello Stato di origine. Istruzione, conoscenza, formazione, lavoro, queste sono le aspettative della quindicenne di Torino manifestate alla polizia ed alla comunità che l’ha accolta dopo il tentato suicidio. La Commissione continuerà nella sua azione di denuncia e di sensibilizzazione affinchè sempre più ragazze raggiungano la piena consapevolezza dei loro diritti e dell’importanza di avere anche ruoli diversi nella società, non solo quello di “moglie”.”

Spose bambine, una violazione dei diritti umani

Il Consiglio Comunale di Torino ha approvato durante la seduta di oggi pomeriggio l’ordine del giorno “Matrimoni precoci e forzati” presentato dalle Consigliere: Laura Onofri, (prima firmataria) Lucia Centillo e Fosca Nomis.

Secondo le stime dell’Unicef nel mondo ci sono ogni anno 15 milioni di spose bambine, una pratica che comporta una serie di gravi conseguenze per la loro salute fisica e psichica, a partire dalla loro salute sessuale e riproduttiva.

“Le “spose bambine” sono innanzitutto ragazze alle quali sono negati diritti umani fondamentali: sono più soggette, rispetto alle spose maggiorenni, a diverse forme di violenza fisica, psicologica, economica, sessuale e a varie forme di abusi e sfruttamento – ha sottolineato la Consigliere Onofri, – La prima conseguenza del matrimonio precoce è l’abbandono della scuola, unico vero strumento per le bambine di avere un’educazione e sperare di vivere una vita libera e dignitosa. Anche i figli nati da questi matrimoni precoci ne soffrono le conseguenze: chi nasce da una madre-bambina o comunque minorenne ha un’alta probabilità di morire in età neonatale e, anche quando sopravvive, corre maggiori rischi di denutrizione e di ritardi cognitivi o fisici”. Leggi il resto »

Spose bambine, un dramma mondiale

CittAgorà  25 settembre 2015  – Claudio Raffaelli

Primo passaggio in Commissione Diritti e Pari opportunità di una proposta di ordine del giorno, presentata da Laura Onofri e Lucia Centillo, che affronta il problema dei matrimoni precoci e forzati, una pratica comune in tempi neppure troppo antichi che sopravvive purtroppo in varie zone del pianeta. Ancora comune in alcune parti dell’Asia meridionale e dell’Africa a sud della fascia sahariana, sussiste a livello endemico in Medio Oriente e nell’Africa settentrionale. Altri casi, non numerosissimi ma non per questo meno gravi, si verificano anche in Europa, anche per via dei flussi migratori. Leggi il resto »

Il dramma delle spose bambine

Il sole 24 ore 6 luglio 2014 – Roberto Bongiorni

Lettera dallo Yemen
Nel Paese più povero del mondo arabo sono ancora molte le fanciulle di 10-12 anni costrette a sposarsi con uomini adulti. Alcune non resistono, ma i decessi non sono denunciati

Il giorno delle nozze Aisha era stordita. Tutto girava intorno a lei come fosse una giostra; quelle donne del villaggio vicino, accorse per festeggiarla, le voci che si mescolavano, le vivande, le congratulazioni che non riusciva a comprendere. Sembrava un brutto sogno da cui non ci si riesce a svegliare. Non poteva certo immaginare di essere data in sposa a 10 anni. Frequentava ancora le scuole elementari. Sposa a un uomo di 40 anni. Leggi il resto »

Yemen, morta sposa-bambina dopo le nozze per emorragia

da l’Unità 9 settembre 2013

La piccola aveva soltanto 8 anni ed era andata in sposa ad un uomo di 40. Più di un quarto delle donne yemenite si sposa prima dei 15 anni.

Una bambina yemenita di 8 anni, andata in sposa a un uomo di 40 anni, è morta per le lesioni riportate durante la prima notte di nozze che le hanno causato un’emorragia interna.

«Rawan», questo il nome della bambina secondo quanto riportato dal britannico Mail che cita degli attivisti locali, viveva nella zona tribale di Hardh, vicino al confine con l’Arabia Saudita, nel nord-ovest dello Yemen.

Il gruppo di attivisti spinge affinché la famiglia della bambina e il marito vengano arrestati, sebbene la pratica delle spose bambine sia molto diffusa nello Yemen. Più di un quarto delle donne yemenite si sposa prima dei 15 anni, secondo un rapporto del Ministero degli affari soiali.

Lo Yemen aveva stabilito a 15 anni l’età minima per il matrimonio, ma la legge venne poi abrogata negli anni Novanta, per consentire ai genitori di decidere quando far sposare le figlie.