«La lingua? È una questione di potere: quello che non si nomina non esiste»

Corriere Romagna     16 marzo 2018        Vera Bessone

Sindaca sì o sindaca no? E perché operaia va bene e magistrata «suona male»? «C’è una rappresentazione asimmetrica» risponde la linguista dell’Università di Roma

RIMINI. «Se si modifica ciò che ci sta intorno dobbiamo modificare anche i confini linguistici».

La lingua italiana – come tutte le altre – è in continua evoluzione, ma spesso non sta al passo con i cambiamenti sociali. Da quando le donne hanno cominciato a occupare ruoli di prestigio nel mondo del lavoro o nella politica, il dibattito pubblico si è concentrato sulla questione, solo apparentemente banale: sindaca sì o sindaca no?

Ma, nonostante le indicazioni dell’Accademia della Crusca e i consigli dei linguisti, la femminilizzazione della lingua stenta ad affermarsi. Anche se solo ad alti livelli, perché nessuno si sogna di opporsi a operaia o infermiera, mentre magistrata e ministra suscitano molte reazioni avverse. Leggi il resto »