Brava e coraggiosa Chiara Appendino: registrati all’anagrafe di Torino i figli di tre coppie omogenitoriali: E’ la prima volta in Italia

Laura Onofri

Chiara Appendino, Sindaca di Torino, ha  impresso una svolta epocale per i diritti dei figli e delle figlie  delle famiglie arcobaleno.

In assenza di una normativa al riguardo infatti, si è assunta l’onere di firmare il provvedimento  di trascrizione all’ufficio Stato civile dell’anagrafe degli atti di nascita dei bambini figli di tre coppie omogenitoriali, uno dei quali nato in Italia da  due mamme, Chiara Foglietta e Micaela Ghisleni che avevano sollevato il caso e si erano rifiutate di dichiarare il falso e cioè che Niccolo’ (questo il nome del piccolo) fosse figlio di ragazza madre. che avrà invece un primato quello di essere il primo bambino nato in Italia da due mamme a poter risultare fin dalla nascita come figlio di due madri.

Sino ad oggi i riconoscimenti di bambini nati da coppie omogenitoriali erano stati registrati all’anagrafe su disposizioni dei Tribunali per nascite di bambini all’estero.

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Tribunale dei Minori di Roma, sì alla coppia di papà che vogliono adottare il figlio

Repubblica.it – Roma 21 marzo 2016 FEDERICA BIANCHI e RORY CAPPELLI

La sentenza della ex presidente Melita Cavallo. Riconosciuta dai giudici minorili la stepchild adoption a due uomini che hanno avuto un bambino grazie a una maternità surrogata in Canada

Tribunale dei Minori di Roma, sì alla coppia di papà che vogliono adottare il figlio di FEDERICA BIANCHI e RORY CAPPELLI
ore 16.51 del 21 marzo 2016 187
La sentenza della ex presidente Melita Cavallo. Riconosciuta dai giudici minorili la stepchild adoption a due uomini che hanno avuto un bambino grazie a una maternità surrogata in Canada
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Melita Cavallo, la ex presidente del tribunale per i minori di Roma, prima di andarsene in pensione, il 31 dicembre 2015, ha emesso un’altra sentenza storica, oltre a quelle che già hanno fatto tanto discutere fino a pochi giorni fa: ha riconosciuto l’adozione in casi particolari, ex articolo 44 della legge 184, a una coppia di uomini.

E’ la prima volta in Italia che una coppia di uomini, che hanno avuto il figlio grazie alla gestazione per altri, una maternità surrogata in Canada, si presenta in tribunale. Tutte le altre richieste erano state fatte da coppie di donne: ed è anche la prima volta che la sentenza non viene appellata dalla procura minorile e diventa così definitiva. La sentenza è appena stata pubblicata.

La coppia di uomini, due professionisti romani padri di un bambino di 6 anni, aveva fatto richiesta di adozione nel giugno del 2015. La prima coppia che aveva fatto richiesta al tribunale per i minori di Roma era una coppia di donne e nel luglio 2014 aveva vinto in primo grado. La sentenza era stata poi appellata e aveva vinto anche presso la Corte d’appello di Roma a dicembre del 2015. Adesso la coppia è in attesa della sentenza della Cassazione “che finalmente metterà un po’ di ordine e farà chiarezza” come ha commentato proprio la giudice Cavallo.

La seconda coppia di donne che, nell’ottobre del 2015, aveva avuto una sentenza favorevole in primo grado, ad aprile 2016 si presenterà di fronte alla Corte d’Appello. E adesso con questa sentenza che diventa immediatamente esecutiva e definitiva la stepchild adoption diventa una realtà.

Figli, figliastri e colpe dei padri.

Palomar blog della Fondazione piemontese Istituto Antonio Gramsci 3 febbraio 2016
Dunia Astrologo

Leggendo questa intervista a Giuseppe Vacca, Presidente dell’Istituto Gramsci di Roma (http://www.corriere.it/politica/16_febbraio_03/vacca-intervista-family-day-non-reazionario-b2415284-c9e8-11e5-83af-3e75cf16ed0a.shtml ) mi sono venute in mente le parole con cui Pasolini apriva le Lettere Luterane: “Uno dei temi più misteriosi del teatro tragico greco è la predestinazione dei figli a pagare le colpe dei padri”.

Direte: ma che c’entra questo con le questioni dei diritti civili, invocate nell’intervista? Infatti c’entra solo per un aspetto ed è quello che provo a condividere con chi mi legge. Nel fare un gran calderone tra diritti relativi al riconoscimento di unioni tra persone che non vogliono ricorrere al matrimonio (ricordiamoci che le “unioni civili” riguardano anche queste famiglie); persone che non possono perché la legge glielo impedisce (giacché sono omo-sessuali); persone che non possono né vogliono perché con-giunte in altro modo (fratelli, cugini o che altro), le posizioni politiche più radicali finiscono per contrapporsi sul punto che appare più fragile della proposta di legge Cirinnà, cioè quello che la pigrizia giornalistica identifica come stepchild adoption, ovvero la possibilità di adottare, da parte di uno dei membri della coppia (ancora da costruire, dal punto di vista giuridico), il figlio dell’altro membro. Ciò che renderebbe possibile educare, mantenere, curare e anche legittimamente coccolare, questo figlio da parte del genitore adottivo anche nel caso che il genitore “naturale” dovesse venire a mancare. Questa parte del ddl Cirinnà prevede casi che oggi riguardano circa 500 coppie, secondo dati ufficiali, che potremmo immaginare sottovalutati, certamente, ma non credo moltiplicati per 1000. Leggi il resto »

#UnioniCivili L’intervento di Sergio LoGiudice al Senato

Nel 1986 iniziava a Palermo il maxi processo alla mafia. Ali Agca veniva condannato per l’attentato a Giovanni Paolo II. Enzo Tortora veniva assolto con formula piena. In Unione Sovietica esplodeva il reattore nucleare di Cernobyl.
In Senato una parlamentare napoletana, Ersilia Salvato, depositava il primo disegno di legge sulle convivenze di fatto.

Da allora sono passati trent’anni esatti. In ogni legislatura sono state depositate proposte di legge sulle coppie di fatto, le unioni civili, i pacs, i dico, i matrimoni egualitari. Mai prima di oggi un’aula del Parlamento aveva ritenuto importante discuterne. Un’altra generazione di lesbiche e gay italiani, l’ennesima, è invecchiata o se n’è andata senza che lo Stato riconoscesse la dignità dei loro amori. Leggi il resto »

Stepchild adoption, tutto quello che bisogna sapere

Repubblica.it -14 gennaio 2016 – di ALESSANDRO SIMEONE*

Questo istituto giuridico in Italia esiste già dal 1983, ma viene applicato solo alle coppie eterosessuali. Il ddl Cirinnà invece punta a estenderlo anche a quelle omosessuali, dopo le sentenze del Tribunale dei Minori di Roma

Il Familiarista.it, il portale tematico di Giuffrè Editore realizzato per gli avvocati e i magistrati specializzati in diritto di famiglia, risponde sui temi relativi a separazioni, divorzi, affidamento dei figli, successioni, rapporti patrimoniali, adozioni

La stepchild adoption non è né una novità, né una prerogativa gay. Esiste in Italia dal 1983 (L. 184/1983) e permette l’adozione del figlio del coniuge, con il consenso del genitore biologico, solo se l’adozione corrisponde all’interesse del figlio, che deve dare il consenso (se maggiore di 14 anni) o comunque esprimere la sua opinione (se di età tra i 12 e i 14). L’adozione non è automatica ma viene disposta dal Tribunale per i minorenni dopo un accurato screening sull’idoneità affettiva, la capacità educativa, la situazione personale ed economica, la salute e l’ambiente familiare di colui che chiede l’adozione.

L’adozione da parte del convivente.
Sino al 2007, era ammessa solo per le coppie sposate: il Tribunale per i minorenni di Milano prima e quello di Firenze poi, hanno esteso questa facoltà anche ai conviventi eterosessuali, ritenendo, in quei due casi, che fosse interesse del minore che al rapporto affettivo fattuale corrispondesse anche un rapporto giuridico, consistente in diritti ma, soprattutto,doveri. Leggi il resto »