Il monologo di Paola Cortellesi in difesa delle donne ai David 2018 dovrebbero ascoltarlo tutti contro ogni discriminazione

HuffPost  22 marzo 2018      di Adalgisa Marrocco

“Un uomo di strada è un uomo del popolo, una donna di strada è una mignotta”. Paola Cortellesi in difesa delle donne ai David 2018

David di Donatello giungono alla loro 63esima edizione. La manifestazione, che negli anni si è imposta come notte degli Oscar in salsa tricolore, quest’anno si è fin da subito segnalata per l’attenzione riservata alle donne e alla battaglia contro molestie e violenze. Già durante la presentazione dei candidati al premio tenutasi al Quirinale nella mattinata del 21 marzo è stato ricordato Dissenso Comune, il manifesto contro le molestie e la discriminazione delle donne sul lavoro, firmato da 124 attrici e operatrici del mondo dello spettacolo nel febbraio scorso.
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Donne e stereotipi di genere: una ricerca svela cosa pensano le italiane. E non è quello che credete

D.it     15 marzo 2018    –         Greta  Di Maria

L’uomo deve mantenere la famiglia; la maternità è l’unica esperienza di autorealizzazione di una donna; il successo è più importante per l’uomo… Secondo i dati della ricerca “Gli italiani e la violenza assistita” pubblicata dall’Istituto Ipsos, resistono ancora gli stereotipi di genere. Con una sorpresa: anche le donne li sostengono

Anche le donne contribuiscono ad alimentare gli stereotipi di genere sul mondo femminile. Un risultato che fa riflettere, quello raggiunto dall’Istituto Ipsos per conto di WeWorld Onlus che, nella ricerca “Gli italiani e la violenza assistita” condotta su un campione di 500 uomini e 500 donne intervistati sull’argomento, mette a fuoco la persistenza in Italia sia degli stereotipi di genere sia di chi li sostiene, donne comprese. Leggi il resto »

Quando la pubblicità fa le sue scuse alle donne

Le  campagne corrette contribuirebbero in modo considerevole all’abbattimento degli stereotipi di genere.

Questo video ci fa capire quanto invece ancora le pubblicità influenzano i comportamenti e inducono a seguire modelli femminili stereotipati

Adpology, una clip di Tiny Bullet per Thomas Thomas Films

Regia: Tiny Bullet

che genere di comunicazione

GiUIiA  Giornaliste     e     Commissione Pari Opportunità Federazione Nazionale Stampa Italiana

lunedi’ 26 marzo 2018 Circolo della Stampa Corso Stati Uniti, 27 Torino ore 14,00 / 17,00

che genere di comunicazione

la pubblicità e i risvolti sull’informazione tra parità di genere e cambiamenti

Interventi di:

Stefanella Campana rappresentante CPO-FNSI Associazione Stampa Subalpina                      Ruolo e  importanza della pubblicità per i media

Elena Rosa presidente Associazione LOFFICINA                                                                                      Gli stereotipi della pubblicità e le denunce allo IAP –  La violenza di genere nella rappresentazione della donna – La pubblicità corretta

Monica Davò responsabile Comitato di Controllo IAP                                                                              La tutela del cittadino nei confronti della pubblicità sessista e discriminatoria: i casi rilevanti

Margherita Trezzi direttrice creativa Agenzia di Pubblicità 3dcomunicazione                                 La pubblicità sociale. Creatività? il ruolo delle agenzie nella realizzazione delle campagne

Chi ha paura dell’avvocata? di Manuela Manera

inGenere  24 luglio 2017    – Manuela Manera, linguista e componente del nostro Comitato

A trent’anni dal lavoro di Alma Sabatini, i tempi sono maturi per ribadire che le parole sono importanti. Cosa emerge dai corsi su lingua e genere nella pubblica amministrazione

È indubbio che, per quanto ancora faticosamente, si stia comunque diffondendo una maggiore attenzione verso un uso della lingua italiana rispettoso del genere.

Lo si può constatare anche leggendo i quotidiani, percorsi da dubbi linguistici di fronte a certe parole: è allora che, come dentro a una wunderkammer, possiamo ammirare accanto alle parole naturalia, ovvero parole che ci suonano strane ma che sono corrette, anche le parole mirabilia artificiosamente create con la fantasia. E sarà – spesso all’interno dello stesso pezzo giornalistico – una sfilata di tentativi, così, per non scontentare nessuno, riferito a una donna si leggerà: avvocato, avvocatessa, avvocata, avvocato donna, donna avvocato, la avvocato… fino ad arrivare a situazioni in cui a essere messa fortemente in crisi è la referenzialità stessa, quel meccanismo cioè che permette di interpretare il testo e ricostruire la realtà che esso vorrebbe descrivere. Leggi il resto »