CASO MORELLI ALLE IENE

Le commissioni per la Parità di Regioni e Province Autonome italiane denunciano il servizio tv all’AGCOM.

In una segnalazione scritta, inviata all’ indomani dell’intervista a Raffaele Morelli trasmessa da Le Iene su Italia1, la Conferenza delle presidenti degli Organismi Pari Opportunità regionali chiede all’Autorità nazionale per le telecomunicazioni di procedere con le sanzioni previste dalla legge contro i responsabili del servizio televisivo. «Denunciamo – spiega la coordinatrice nazionale e presidente della Commissione Parità dell’Emilia-Romagna Roberta Mori – il fatto di aver dato spazio e risonanza ad affermazioni gravi e diffamanti dell’onorabilità femminile, in particolare quando il noto psichiatra afferma che “in ogni donna è presente una prostituta” e quando suggerisce alle donne che hanno subito la violenza di non raccontarlo.» Leggi il resto »

Strabismo di Venere

Presentazione del libro Strabismo di Venere di Paolo Chicco

Lunedì   25 settembre 2017 ore 21:00  

 
Fondazione Fulvio Croce Via Santa Maria 1

Dialogheranno con l’autore Emiliana Olivieri, Presidente della fondazione, Milena Boccadoro giornalista RAI e Ottavia Giustetti, giornalista di La Repubblica.
Gli attori Palma Della Rocca e Piermario Prandi leggeranno alcuni brani.

Il processo a uno stupratore seriale, in una Trapani primaverile ancora troppo fredda, è solo l’inizio di una vicenda in cui le sorprese e i punti di domanda non mancheranno. L’ispettore Rachele Dioguardi, incaricata di proteggere il giudice Antonio Voce, è costretta suo malgrado ad indagare nei recessi nascosti dell’istruttoria giudiziaria alla ricerca della verità. In una provincia siciliana inedita, tanto rurale quanto misteriosa, gli arabeschi del destino porteranno Rachele a confrontarsi, ancora una volta, con se stessa, il suo passato e i suoi desideri.

23 settembre 2017 | Tags: |

Stupro e potere. Corpi femminili fra arte, opinione pubblica, propaganda

Artribune  14 settembre 2017  – Helga Marsala

Dai recenti fatti di cronaca, consumati tra Rimini, Firenze e poi Lecce, ad alcuni casi esemplari nel campo dell’arte e della letteratura. Si parla di violenza sulle donne in relazione al sistema culturale, alla morsa mediatica, al dibattito pubblico, ai meccanismi del potere e alle strategie politiche di propaganda. E il corpo femminile, in tutto questo inferno, che posto ha?

Il tuo corpo è un campo di battaglia”. Rubando sintesi e incisività al linguaggio pubblicitario, Barbara Krugerfondava negli Anni Ottanta la sua cifra stilistica-concettuale, orientata a una pratica costante di scardinamento: saccheggiare l’estetica della comunicazione di massa e insieme contestare vizi, stereotipi e aberrazioni della società contemporanea. Guerra sottile e spietata a consumismo, capitalismo, pregiudizio, macchina del potere, militarismo, maschilismo. E, fra i temi ricorrenti, quel corpo femminile tramutato in “battleground”: solo uno dei tanti slogan sparati dall’artista contro un sistema socio-economico che della donna ha fatto strumento e oggetto di un pensiero patriarcale, repressivo, mercificante. La stessa pubblicità, ribaltata da Kruger nel suo doppio polemico, porta con sé le tracce di una tradizione sessista dura a morire.
Quel “campo di battaglia” oggi appare come un residuo ridondante, un’immagine superstite che odora di vetero-femminismo, di rivendicazioni vetuste e ormai depotenziate: le conquiste ottenute sul piano culturale e legislativo fanno del tema “emancipazione” e “parità” una storia metabolizzata, il cui fuoco polemico sembrerebbe esaurito.
Ma è davvero così?

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Sono stata stuprata e ora ho la forza di raccontarlo

Internazionale 20 gennaio 2016

Ci sembra importante in questo momento riproporre il video del Guardian, ripreso dall’Internazionale del 20 gennaio 2016. Grazie a Sheeva che ha reso pubblica la sua dolorosa vicenda, perchè si comprendesse come le sopravvissute vivano la violenza sessuale subita, nel mentre essa è in atto.

Ecco il video

Sheeva Weil è stata violentata quando era al primo anno di università e per molto tempo si è chiesta se avrebbe potuto fare qualcosa per evitarlo. Oggi, grazie alla terapia, spiega perché così tante vittime di stupro si colpevolizzano. E perché situazioni del genere sono molto più comuni di quanto pensiamo. Il video del Guardian.

 

 

LO STUPRO NON HA ETÀ. O FORSE SÌ di Cristina Obber

Elle.it    1 agosto

La violenza sessuale subita da una 75enne di Gioia del Colle indigna meno rispetto ai casi in cui le vittime sono giovani ragazze. «È il valore che diamo al corpo», spiega Cristina Obber.

È stato confermato il fermo giudiziario per violenza sessuale aggravata e lesioni personali per il 26enne che il 28 luglio ha aggredito un’anziana di 75 anni a Gioia del Colle. L’ha accompagnata a casa con le borse della spesa, come aveva fatto altre volte, per poi picchiarla e stuprarla violentemente e tornarsene davanti al supermercato dove stanziava abitualmente chiedendo monetine.

COME SE NIENTE FOSSE
Non stupisce che sia tornato lì, per due motivi: il primo è probabilmente la convinzione che non sarebbe stato denunciato. Il secondo è che succede spesso che, dopo la violenza, l’autore riprenda a fare quel che fa di solito, come se niente fosse. Marco, intervistato nel mio libro Non lo faccio più, dopo aver abusato della ragazza 15enne, era tornato in ufficio puntuale (il tutto era accaduto durante una pausa di mezz’ora, ndr). Dopo una violenza sessuale nel bagno della discoteca si torna in pista a ballare, se accade nel bagno di un scuola si torna in classe. Non vi sono turbamenti, disperazioni, sensi di colpa. Il carnefice si assolve all’istante mentre la vittima comincia a fare i conti con quanto le è accaduto. Leggi il resto »