IL MARE A CAVALLO

Domenica 10 settembre 2017 ore 20.00

POLO LOMBROSO
Via Lombroso 16 – Torino
IL MARE A CAVALLO 
con Antonella DELLI GATTI
Testo originale di Manlio MARINELLI
Regia Luca BOLLERO
Disegno Luci Antonio STALLONE
Costumi di scena Atelier Enrica DAIDONE

Produzione TeatroContesto in collaborazione con Casa degli Alfieri/Toto

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Irene Papas ha 90 anni. La dea greca che diventò principessa

Corriere della sera – La 27 ora  – 2 settembre 2016  – valeria Palumbo

Il posto era e resta surreale: una sorta d’immensa pinna bianca di pescecane nel niente della campagna a sud di Roma. Si tratta del teatro dell’Università di Tor Vergata, progettato da Santiago Calatrava. Il 28 giugno del 2003 Irene Papas vi recitò, una dopo l’altra, Le troianeEcuba di Euripide, in italiano e spagnolo. Il progetto prevedeva, per l’anno successivo, l’Agamennone di Eschilo, ad Atene, in greco. Papas aveva allora 77 anni e troneggiava in quella notte insolitamente fredda e ventosa dell’estate romana. Da allora le sue apparizioni sono via via diminuite: il 3 settembre Irene Papas compie 90 anni (anche se qualche sito la fa nascere nel 1929). Oggi si può dire che sia lei stessa un monumento al teatro. E al cinema, ovvio. Ma anche a un’identità mediterranea che, in barba a invasioni, guerre e integralismi, ha lo stesso volto da millenni: l’ovale, la carnagione, gli occhi, gli zigomi, la bocca, perfino il naso importante di Irene Papas non hanno tempo. Lei è la dea madre di sempre.

L’esordio a 12 anni
Irini Lelekou, come si chiama in realtà, è nata in un villaggio a 18 km da Corinto, Chiliomodi, ed è entrata addirittura a 12 anni nella locale scuola d’arte drammatica. Si è poi trasferita ad Atene per studiare teatro e all’inizio, un po’ a sorpresa, è stata cantante e ballerina (a cantare ha continuato, in realtà). Dopo è arrivata la tragedia classica e, nel 1943, il matrimonio con il regista Alkis Papas, che poi è durato soltanto quattro anni: il cognome, però, è rimasto quello. Per la Grecia e per i greci erano anni durissimi: dopo l’invasione italiana e quella tedesca, la sanguinosa lotta di liberazione e poi il conflitto civile, primo segno della Guerra fredda.

Una greca a Hollywood
La fortuna di Irene è arrivata con il cinema italiano e poi con quello statunitense. Nel 1953 ha esordito al fianco di Gina Lollobrigida ne Le infedeli di Mario Monicelli, un anno dopo è stata con Sophia Loren in Attila di Pietro Francisci. La fama internazionale gliel’ha inevitabilmente regalata Hollywood, dove l’ha portata Michael Cacoyannis, poi regista di Zorba il greco (1964). Ma già con I cannoni di Navarone, del 1961 (Oscar nel 1962, con Gregory Peck e David Niven), Irene Papas era diventata il volto femminile greco per eccellenza (la sua quasi coetanea Melina Mercury aveva un viso molto meno caratteristico).  L’Italia le è comunque rimasta nel cuore: è tornata spessissimo a recitare. Nel 1966 ha interpretato con Gian Maria Volonté A ciascuno il suodi Elio Petri, ispirato all’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia. Franco Rossi le ha affidato il ruolo di Penelope per gli sceneggiati televisivi Le avventure di Ulisse (1967) e Odissea (1969). Sempre nel 1969 ha interpretato un film indimenticabile, Z – L’orgia del potere di Costa-Gavras, con Yves Montand: un manifesto contro la falsa democrazia greca, girato due anni dopo l’instaurazione della dittatura dei colonnelli.Con Cacoyannis ha proseguito nel filone classico con Le troiane (1971, interpretato anche da Katherine Hepburn che la stimava moltissimo) e l’Ifigenia (1977). Nel 1979 ha recitato per Francesco Rosi in Cristo si è fermato ad Eboli.

Quelle scelte singolari degli anni ’80
A volte ha preso parte a film davvero insoliti, come il cupissimo Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci, del 1972. O davvero brutti, come L’assistente sociale tutto pepe, del 1981.  Le scelte singolari non si giustificano, in apparenza, con la scarsa possibilità di scelta: durante gli anni Ottanta non ha mai smesso di lavorare. Era per esempio nel cast de Il leone del deserto, il film del regista siriano Moustafa Akkad su Omar al-Mukhtār e la sanguinosa invasione italiana della Libia (1981: da noi è stato a lungo vietato). Ha partecipato poi a Tutto in una notte (1985) di John Landis e a Cronaca di una morte annunciata (1987) di Francesco Rosi. Dalla metà degli anni Novanta si è trasferita in Portogallo dove ha lavorato con Manoel de Oliveira: per lui, nel 1996, ha recitato in Party, poi in Inquietudine (1998) e, dopo la parentesi de Il mandolino del capitano Corelli (2001), in Un film Parlato (2003).

E il serial sulle donne bizantine rimasto nel cassetto
In tutto questo Irene è riuscita a occuparsi di politica: è sempre stata egualitaria, femminista, antiamericana. Ha scritto un atto unico sull’imperatrice bizantina Teodora e aveva progettato per la Rai un serial tv sulla storia di Bisanzio, raccontata attraverso le sue grandi donne, che poi si è arenato. Dopo aver ricevuto il Leone d’oro alla carriera, a Venezia, nel 2009, ha detto in un’intervista a Silvia Ronchey, lamentandosi che a scuola si studiasse così male la storia bizantina: «È un tale peccato… Lo Stato bizantino era preveggente, anzi, veggente. Bisanzio è stata una profezia. C’era già tutto. L’università pubblica. La possibilità per le donne di farsi una cultura. Pensiamo ad Anna Comnena, o a sua nonna, Anna Dalassena, l’incarnazione più completa di quel potere femminile che è stato una caratteristica unica della politica di Bisanzio. Era su questo che avrei voluto fare il mio serial, sulla catena femminile che ha fatto la storia bizantina».

XXI Festival delle Colline Torinesi

Laura Onofri

Ieri è stato presentato il cartellone del XXI Festival delle Colline Torinesi,  dedicato, quest’anno,  alle donne
e all’identità di genere.

Non possiamo che essere felici di questa scelta  che  vuole valorizzare il lavoro di autrici, attrici, registe, performer impegnate a rappresentare le biografie di personaggi femminili o semplicemente se stesse, le loro scelte socio-politiche, le loro battaglie di civiltà, ma che vuole anche portare all’attenzione del pubblico  i temi del mondo delle donne usando il linguaggio teatrale.

Molto spazio è stato dato alla drammaturgia internazionale, in particolar modo greca, francese, israeliana, romena e argentina con spettacoli che andranno in scena dal 2 al 21 giugno, con la classica formula del Festival, in luoghi e atmosfere diverse. Leggi il resto »

CATTIVE RAGAZZE

Al Teatro ASTRA – via Rosalino Pilo 6 /Torino

Venerdì 15 gennaio ore 21

Dalla graphic novel Cattive Ragazze, 15 storie di donne audaci e creative,

di A. Petricelli e S. Riccardi, Sinnos 2013
Adattamento di Ignacio Gómez Bustamante, Assia Petricelli
Regia di Ignacio Gómez Bustamante, César Brie
Con Clelia Cicero, Manuela De Meo, Adalgisa Vavassori
Assistente alla regia Daniele Cavone Felicioni
Musiche Ignacio Gómez Bustamante
Costumi Elisa Alberghi, Gabriela Moràn
Scene Sergio Taddo Taddei
Responsabili di produzione e organizzazione Giulia Musumeci, Aline Nomis
Luci e fonica Eleonora Diana
Foto e video Gabriele Ciavarra
Produzione ACTI Teatri Indipendenti_Torino, Kindof_Torino, Teatro Presente_Crevalcore (BO), Festival La Fabbrica delle Idee/Progetto Cantoregi_Racconigi (CN), Ass. Le Pleiadi_Alcamo (TP)
in collaborazione con Banfield Teatro Ensamble_Buenos Aires (Argentina), La Corte Ospitale_Rubiera (RE), Assessorato alla cultura di Roma Capitale
con il Patrocinio Istituzionale dell’Ambasciata Argentina in Italia Leggi il resto »