“InSieMe” – Gruppi gratuiti di sostegno e relazione per donne vittime di violenza, maltrattamento o abusi.

Comunicato stampa di Telefono Rosa Piemonte

“InSieMe” – Gruppi gratuiti di sostegno e relazione per donne vittime di violenza, maltrattamento o abusi.

Edizione 2019

Secondo dati Istat, quasi una donna su tre ha subito una qualche forma di violenza maschile.

E’ vero anche che ogni donna impara giocoforza ad investire le proprie risorse personali per resisterealla violenza: magari per i figli, oppure perché condizionata dalla propria famiglia, dagli amici, dal timoredi cosa potrà accadere.

Oppure, ancora, perché pensa che “lui” possa cambiare: speranza purtroppo spesso infondata.

Parlarne insieme significa potersi confrontare con altre donne, raccontare le proprie esperienze, narrarele proprie delusioni, le sofferenze, la paura, il senso opprimente della violenza.

I gruppi sono condotti da una psicologa dell’Associazione: esperta in metodi attivi per la conduzione e supervisione di gruppi e con una lunghissima esperienza con donne vittime di violenza. Tutto ilpercorso ruota intorno alla relazione e alla comunicazione all’interno del gruppo: elementi chepermettono di comunicare e di ascoltare parole, pensieri, strategie, confrontando le proprieesperienze con quelle delle altre donne partecipanti al gruppo. Un percorso svolto nella sede delTelefono Rosa, in un luogo di relazione-intesa-fiducia dove ognuna può essere regista e protagonista delproprio cambiamento.

Sono previsti 6 incontri: più un incontro finale di restituzione e analisi dei feedback ricevuti durante ilpercorso. Ogni incontro avrà la durata di circa 90 minuticon cadenza settimanale (il giovedì, dalleore 17 alle ore 18.30). Leggi il resto »

SEI ANCHE TU UNO DI LORO?

COMUNICATO STAMPA –  TELEFONO ROSA

25 NOVEMBRE: GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE

 SEI ANCHE TU UNO DI LORO?

 Un manifesto che invita ogni uomo a porsi seriamente una precisa domanda: “Sei anche tu un maltrattante?”

Non si tratta di una campagna ideata da esperti pubblicitari: è invece l’esito di un percorso di alternanza scuola lavoro, finanziato dal Ministero dell’Istruzione – Miur. Allieve ed allievi dell’attuale 5C del Liceo Scientifico Gobetti di Torino hanno svolto – con il supporto di volontarie, psicologhe, supervisori e avvocate del Telefono Rosa Piemonte – un impegnativo percorso, iniziato a gennaio 2017 e concluso solo pochi giorni fa. Tanti i risultati: ma il più concreto e visibile  è certamente questo. Ideazione grafica, testo e impaginazione sono a cura delle ragazze e dei ragazzi che hanno voluto rivolgersi direttamente a chi causa, volontariamente e violentemente, lesioni fisiche o psicologiche alle donne con le quali entra in relazione. Leggi il resto »

NOI …. INSIEME

NOI …. INSIEME

Gruppi  gratuiti di sostegno e relazione per donne vittime di violenza, maltrattamento o abusi.

Edizione 2017/2018

 

Comunicato da Telefono Rosa Piemonte

Le statistiche ci dicono che 1 donna su 3 è vittima di violenza maschile.

E’ vero che ogni donna sa usare tutte le proprie risorse per sopportare la violenza: magari per i figli, oppure perché condizionata dalla propria famiglia, dagli amici, dal timore di cosa potrà accadere. Oppure ancora perché pensa che “lui” possa cambiare: speranza purtroppo spesso infondata.

Parlarne insieme significa potersi confrontare con altre donne, raccontare le proprie esperienze, narrare le proprie delusioni, il dolore, la paura, il senso opprimente della violenza. Leggi il resto »

Un nuovo comunicato allarmante di Telefono Rosa Piemonte

Mentre si affolla ulteriormente il  tragico scenario di donne vittime di feroci e mortali aggressioni,  in cui culminano anni di maltrattamenti e persecuzioni (è di oggi la notizia di quattro assassinate ed una in fin di vita) è Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge di riforma del sistema penale. Entrerà in vigore il 3 agosto 2017. 

Tra le varie modifiche,  spicca il nuovo articolo 162 ter c.p. che consente l’estinzione di varie ipotesi di stalking (quelle procedibili a querela rimettibile, numerose nella casistica giudiziaria) a fronte del pagamento di una somma di denaro ritenuta congrua da un giudice a titolo di condotta riparatoria.   Il dissenso della persona offesa alla compravendita dell’impunità  è irrilevante;  il giudizio di congruità della somma è ultra discrezionale e privo di parametri legislativi; il pagamento può essere effettuato anche a comode rate; l’estinzione del reato si può ottenere anche dopo una condanna già pronunciata con  sentenza di  primo grado e di  appello; la manovra è ripetibile all’infinito perchè non lascia tracce sul certificato penale dell’autore del reato.

Il Ministro della Giustizia e altre Autorità nei giorni scorsi avevano rintuzzato gli stupefatti allarmi su questa incredibile novità,  espressi da molte voci del mondo giuridico e sociale, affermando che erano ingiustificati e persino irresponsabili: nessun cedimento nella lotta ai persecutori, come si sarebbe ben visto – affermavano le Autorità – con una corretta lettura della riforma,   magari grazie anche a qualche altra immediata modifica di legge, mirata ad “evitare equivoci interpretativi”.

Purtroppo non è stato così. 

L’art. 162 ter c.p. è rimasto immutato; la estinguibilità di varie ipotesi di stalking a prezzo imposto (alla persona offesa) anche.

Quindi già da agosto, anche se le udienze sono interrotte per la sospensione feriale, e specialmente dal primo settembre,  alla ripresa dei processi di primo grado e di appello,  molti stalkers potranno comprarsi durante le indagini preliminari o i vari gradi di giudizio l’estinzione del reato,  pagando una cifra più o meno simbolica, anche se la persona offesa non gradisce. Compresi gli imputati che sono sottoposti a misura cautelare, dal carcere al divieto di avvicinamento. 

Compare quindi una sorella maggiore della procedura prevista dalla legge sul giudice di pace solo per i reati cosiddetti “bagatellari”; e quel che è peggio,  a quanto pare si affaccia alle scene giudiziarie una   parente deforme della vecchia “cauzione” per ottenere la libertà provvisoria: espediente che permetteva di comprarsi col denaro la libertà, che era scomparso con il codice di procedura penale del 1989, e di cui non si sentiva la mancanza, innanzitutto  per il carattere potenzialmente discriminatorio dell’istituto. Con la cauzione l’imputato veniva liberato in attesa di giudizio, ma  il processo almeno continuava; con il nuovo art. 162 ter c.p. neppure quello. Paghi e via, se hai i soldi. O se te ne chiedono talmente pochi che è un’uscita di sicurezza accessibile a chiunque, pure con comode rate.

Il Capo della Polizia dott. Gabrielli ha però affermato in commissione parlamentare che non si possono arrestare tutti gli stalkers: bisognerebbe costruire nuove carceri!!! Ecco quindi la quadratura del cerchio. Siccome più di tanto non si può fare, tanto vale  far pagare un obolo simbolico e applicare tutti i favori che la legge consente. 

Con buona pace delle persone offese che, una volta di più,  sono invitate a denunciare proprio da uno Stato che subito dopo si volta dall’altra parte.

 

Associazione Telefono Rosa Piemonte di Torino

Torino, 14 luglio 2017