Vladimiro Zagrebelsky sulle unioni civili: «Non si può vietare ciò che non danneggia gli altri»

La Stampa – Origami – 15/01/2016 Vladimiro Zagrebelsky

Le questioni di genere riguardano il problema dell’eguaglianza, sono aperte a controversia e a soluzioni su cui è difficile un consenso unanime e permanente. La semplice formula che dice che tutti sono eguali davanti alla legge non è risolutiva, poiché il principio di eguaglianza richiede un trattamento eguale per coloro che sono eguali, ma anche necessariamente un trattamento diseguale per coloro che sono diversi. Se un trattamento diverso imposto a persone (o situazioni) che sono eguali è discriminatorio, altrettanto lo è un trattamento eguale riservato a persone (o situazioni) che sono diverse. Leggi il resto »

Stepchild adoption, tutto quello che bisogna sapere

Repubblica.it -14 gennaio 2016 – di ALESSANDRO SIMEONE*

Questo istituto giuridico in Italia esiste già dal 1983, ma viene applicato solo alle coppie eterosessuali. Il ddl Cirinnà invece punta a estenderlo anche a quelle omosessuali, dopo le sentenze del Tribunale dei Minori di Roma

Il Familiarista.it, il portale tematico di Giuffrè Editore realizzato per gli avvocati e i magistrati specializzati in diritto di famiglia, risponde sui temi relativi a separazioni, divorzi, affidamento dei figli, successioni, rapporti patrimoniali, adozioni

La stepchild adoption non è né una novità, né una prerogativa gay. Esiste in Italia dal 1983 (L. 184/1983) e permette l’adozione del figlio del coniuge, con il consenso del genitore biologico, solo se l’adozione corrisponde all’interesse del figlio, che deve dare il consenso (se maggiore di 14 anni) o comunque esprimere la sua opinione (se di età tra i 12 e i 14). L’adozione non è automatica ma viene disposta dal Tribunale per i minorenni dopo un accurato screening sull’idoneità affettiva, la capacità educativa, la situazione personale ed economica, la salute e l’ambiente familiare di colui che chiede l’adozione.

L’adozione da parte del convivente.
Sino al 2007, era ammessa solo per le coppie sposate: il Tribunale per i minorenni di Milano prima e quello di Firenze poi, hanno esteso questa facoltà anche ai conviventi eterosessuali, ritenendo, in quei due casi, che fosse interesse del minore che al rapporto affettivo fattuale corrispondesse anche un rapporto giuridico, consistente in diritti ma, soprattutto,doveri. Leggi il resto »

E’ ORA DI ESSERE CIVILI. A Torino in piazza Carignano

Il Coordinamento Torino Pride GLBT vi aspetta il 23 gennaio in Piazza Carignano dalle 15:30 con la forza, l’allegria, le sveglie, la voce, gli occhi, il cuore e il costante impegno nella battaglia dei diritti civili.

“L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Leggi il resto »

Appello dei giuristi a tutela dei bambini: sì alla stepchild adoption, il Parlamento non si volti dall’altra parte

Articolo 29 – 12 gennaio 2016

Il documento promosso da ARTICOLO29 su iniziativa di Marco Gattuso, Pina Palmeri e Barbara Pezzini, è stato firmato già da più di 360 tra docenti, magistrati e avvocati. Tra le adesioni alcuni dei più autorevoli giuristi italiani, fra cui il preside della Facoltà di Giurisprudenza di Milano Nerina Boschiero, giuristi del calibro di Paolo Ridola, Paolo Zatti, Salvatore Patti, Roberto Romboli, Giuditta Brunelli, Emilio Dolcini, Gilda Ferrando, Giulia Rossolillo, Vladimiro Zagrebelsky (già giudice della Corte europea dei diritti umani), Andrea Pugiotto, Marilisa D’Amico, Stefania Bariatti, Alfredo Galasso, Maria Carmela Venuti, Gaetano Azzariti, Paolo Cendon, il filosofo del diritto Luigi Ferrajoli e tantissimi altri ed altre ancora.
Fra i firmatari anche Magistratura Democratica e magistrati noti come l’ex procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, Gabriella Luccioli, ex presidente della sezione di Cassazione competente per la famiglia, i minori e le adozioni, l’ex presidente del Tribunale per i minorenni di Roma Carmela Cavallo, l’attuale presidente del Tribunale per i minorenni di Bologna Giuseppe Spadaro, Elena Paciotti, presidente della Fondazione Basso, Livio Pepino, oggi direttore delle Edizioni Gruppo Abele, oltre a vari presidenti di tribunale, di sezioni famiglia di tribunale e Corte d’Appello, giudici di Cassazione e giudici di merito, molti assai conosciuti per le specifiche competenze in materia di minori e famiglia. Numerosi gli avvocati, fra cui la stessa Camera Minorile di Milano, che continuano ad aderire in queste ore mentre l’appello sta ancora girando nelle liste delle associazioni.

Si può ancora aderire mandando il proprio nome e cognome e qualifica attuale all’indirizzo: appellobambini@gmail.com

Unioni gay: i bambini, innanzitutto
-Appello dei giuristi-

I giudici di Strasburgo con la sentenza del 21 luglio 2015 hanno condannato l’Italia per inottemperanza all’obbligo positivo di dare attuazione ai diritti fondamentali alla vita privata e alla vita familiare delle coppie dello stesso sesso. Come sottolineato dalla Corte costituzionale, il Parlamento italiano è chiamato oggi ad approvare “con la massima sollecitudine” una “disciplina di carattere generale” che tuteli le unioni omosessuali. Le corti europee richiedono che la normativa da emanare sia conforme al principio di non discriminazione ed assicuri un trattamento giuridico omogeneo a quello delle coppie coniugate, giacché ogni disparità esporrebbe la legge a nuovo vaglio di legittimità.
Preoccupa, quindi, che il dibattito sociale e parlamentare sembri bloccarsi sul tema della genitorialità, agitando questioni estranee al ddl (quale quella della surrogazione di maternità, comunque oggi vietata in Italia) e rischi di arenarsi sullo scoglio della c. d. stepchild adoption.
Quali giuristi (docenti universitari, giudici, avvocati) impegnati sui temi dei diritti fondamentali, del diritto di famiglia e dei minori, non possiamo non rilevare che l’adozione del figlio da parte del partner del genitore biologico (c. d. “adozione in casi particolari”), diretta a dare veste giuridica ad una situazione familiare già esistente di fatto, rappresenta la garanzia minima per i bambini che vivono oggi con genitori dello stesso sesso.
Il riconoscimento giuridico della relazione anche nei confronti del genitore sociale assicura difatti al bambino i diritti di cura, di mantenimento, ereditari ed evita conseguenze drammatiche in caso di separazione o intervenuta incapacità o morte del genitore biologico, salvaguardando la continuità della responsabilità genitoriale nell’esclusivo interesse del minore.
Queste bambine e questi bambini esistono. Il Legislatore non può cancellarli, non può voltarsi dall’altra parte, ignorandone le esigenze di protezione.
La giurisprudenza italiana ed europea segnala come la scelta più ragionevole e giuridicamente corretta consista nel consentire ai giudici di valutare caso per caso se l’adozione da parte del partner assicuri la migliore protezione dell’interesse superiore dei figli di genitori omosessuali. La giurisprudenza di merito ha già individuato diverse modalità di tutela, secondo la disciplina vigente, consentendo l’adozione ex art. 44, lettera d, Legge adozioni e, in alcuni casi, la trascrizione di atti esteri.
Tutti i Paesi con civiltà giuridica a noi affine si sono dotati di strumenti efficaci per la tutela dei figli di genitori omosessuali: la stepchild adoption, in forma analoga a quella prefigurata nel ddl in discussione, è prevista da anni nella legge tedesca; alcuni dei maggiori Paesi europei (Regno unito, Francia, Spagna) già ammettono l’adozione piena e legittimante.
Va, dunque, rigettato il ricorso a un inedito “affidamento in casi particolari” perché del tutto inadeguato alla protezione dei bambini, che non possono restare in balia di status precarî e revocabili, ma che, al contrario, necessitano di stabilità giuridica, di genitori che abbiano responsabilità nella cura, nell’educazione e nel mantenimento sino alla maggiore età ed oltre.
Va, pure, respinta con forza l’ipotesi di una legge sulle unioni civili che oggi regoli soltanto le relazioni tra gli adulti, perché ciò significherebbe l’ennesimo rinvio che ancora una volta lascerebbe senza protezione proprio i soggetti più deboli, i bambini.

La grande ipocrisia dell’affido “rinforzato” di Chiara Saraceno

Left – 9 gennaio 2016 Chiara Saraceno

Affido “rinforzato”, questo sconosciuto istituto giuridico è la nuova parola d’ordine per salvaguardare non già i diritti dei bambini, ma la sensibilità e l’ipocrisia dei parlamentari contrari alle coppie dello stesso sesso e soprattutto al loro desiderio di essere genitori. Quindi, come un tempo per i bambini nati fuori dal matrimonio, che non potevano essere riconosciuti da un genitore se questi era sposato con un’altra persona e che, anche quando riconosciuti, avevano meno diritti dei figli legittimi, neghiamo ai figli delle coppie dello stesso sesso il diritto ad avere due genitori legalmente riconosciuti, anche se questi ci sono e sono disponibili. Leggi il resto »