Veli d’Occidente. Le trasformazioni di un simbolo

Láadan Centro culturale e sociale delle donne

VELI D’OCCIDENTE. Le trasformazioni di un simbolo
Giovedì 3 maggio 2018 ore 18
c/o Làadan. Centro culturale e sociale delle donne
Via Vanchiglia 3, I piano, Torino
La Federazione Láadan Centro culturale e sociale delle donne in collaborazione con Associazione AlmateatroAssociazione Almaterra e Insieme di Pratiche Filosoficamente Autonome presenta il libro di Rosella Prezzo “Veli d’Occidente. Le trasformazioni di un simbolo” (Moretti&Vitali, 2017).

“La questione del velo racchiude in sé la memoria di un passato coloniale, il problema dell’immigrazione, le difficoltà di nuove forme di convivenza tra diversità e, non ultimo, ripropone la spinosa questione della relazione tra i sessi, che l’Occidente crede di essersi lasciato alle spalle, di averla superata con il gioco di costruzione dei generi, e neutralizzata nella rivendicazione identitaria dei diritti individuali.” (dall’Introduzione)

Leggi il resto »

Insultata perché velata, ho avuto un trapianto e non posso stare al sole

Corriere della sera 20 giugno 2017    – Elena Tebano

Anna Pacifica Colasacco: «Seguo una terapia che azzera la risposta immunitaria, devo portare una mascherina e per un anno non posso stare al sole perché ho la pelle troppo vulnerabile»

«Mai avrei pensato che, in un Paese libero come l’Italia, una donna potesse essere insultata solo perché vuole passeggiare velata da capo a piedi. Nella fattispecie, la donna velata ero io». Aquilana, sessantun’anni, antiquaria, Anna Pacifica Colasacco prima è sopravvissuta al terremoto che nel 2009 ha distrutto la sua città e alla ricostruzione che ne ha spopolato il suo amatissimo centro storico, poi ha dovuto affrontare un tumore che l’ha costretta a subire un trapianto di midollo osseo. Leggi il resto »

Nonostante il velo, il réportage di Michela Fontana sulle donne dell’Arabia Saudita

Giulia.globalist – 15 giugno 2015 – redazione

Evvai!! L’immagine è sgranata, ma trasmette tutta la gioia che viene a questa donna dal gesto liberatorio con cui si disfa del nero sudario. Liberatorio del corpo, e dell’anima. Una gioia non soltanto personale, ma civile cioè collettiva, che coinvolge la famiglia della giovane siriana in fuga ed il futuro in cui abiterà il loro bambino. Quest’immagine è tecnicamente figlia del nostro tempo, scattata al volo, sovraesposta, ma con la stessa forza epocale del “repubblicano che cade” di Robert Capa.

Per capire come ci si attrezza a vivere dentro un carcere senza sbarre, fatto di tela ma anche di divieti e guardiani, e quali contraddizioni agitino le stesse “prigioniere”, ma anche quali connivenze ahinoi, conviene leggere il bel réportage sulle donne dell’Arabia Saudita di Michela Fontana “Nonostante il velo”. Leggi il resto »

Cosa siamo disposte a fare per non tornare sottomesse? di Alessandra Bocchetti

Corrieredellasera.it La 27 ora – 21 genneaio 2015 – Alessandra Bocchetti

La nostra libertà è stata guadagnata. Saremo capaci di difenderla? O sarà facile riportarci «a casa»?

Come tanti sono rimasta a guardare alla televisione la grande manifestazione di Parigi. Un po’ commossa, un po’ confusa ma con la sensazione che stesse succedendo qualcosa di buono.
C’erano tutti, sono sicura, tutte le razze erano presenti, tutte le religioni e anche tutti i tipi di atei che possiamo immaginare. Ma qualcuno mancava. Anzi qualcuna mancava. Sono stata attenta, ho cercato con intenzione in quel mare di gente almeno una donna che portasse il velo ma non l’ho trovata. Non dico il velo pesante, che non sarebbe stato possibile, ma quello che lascia scoperto tutto il viso. Delle donne con il velo sicuramente c’erano i loro mariti, i loro figli, i loro padri ma loro no. Eppure sono sicura che stavano condividendo tutto, la commozione, la rabbia, la speranza di un mondo senza odio. Ma lì non c’erano. Erano a casa, perché «a casa» è il loro mondo, il loro posto. Leggi il resto »

IL VELO NELL’ISLAM – Storia, politica, estetica

Presentazione del saggio di Renata Pepicelli (Carocci Editore)

alla Libreria Coop – Piazza Castello, 113 – Torino Lunedì 23 Aprile ore 18-19.30

Attorno alla questione del velo imperversa un acceso dibattito sia nei paesi a maggioranza musulmana sia in quelli occidentali. Chi lo indossa vede in esso l’espressione della propria identità religiosa e culturale e, in alcuni casi, politica; chi lo critica lo considera un ritorno al passato, la prova evidente del diffondersi di un islam oscurantista e misogino.

In Occidente, dove è sempre più frequente incontrare donne velate, quest’indumento rappresenta spesso l’emblema della sottomissione femminile e del rifiuto ad integrarsi.

Ma che cosa è questo pezzo di stoffa che suscita tanto clamore? Qual è il suo significato? Per quali ragioni è in crescita il numero delle donne che si velano? Perché si va diffondendo la moda islamica? Ne parliamo da un punto di vista storico, religioso e sociopolitico con Renata Pepicelli, ricercatrice presso l’Università di Bologna, esperta del mondo islamico contemporaneo, autrice del libro “Il velo nell’Islam” (Carocci editore, 2012). Tra le sue pubblicazioni, “2010 un nuovo ordine mediterraneo? (Messina 2004) e, per Carocci editore, “Femminismo islamico. Corano, diritti,riforme”.

Interviene Alfredo Milanaccio, Professore Ordinario di Sociologia dei processi culturali presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Torino.

Introduce e coordina il dibattito Stefanella Campana, giornalista, Vice Presidente di Paralleli-Istituto Euromediterraneo del Nord Ovest, che ha promosso questa iniziativa.

Sarà proiettato il trailer del documentario “Un viaggio nel velo. Lives re/veiled: tra Sohag, Khouribga e Torino” di Rehab Kader, Mustapha Oukwis, Giuliano Girelli.