Orfani dopo il femminicidio: le vittime di cui nessuno parla

La Stampa 23 febbraio 2016  – Grazia Longo

Sono 1628 dal 2000 a oggi. E ora c’è chi propone per loro aiuti e tutele

Perdono nello stesso momento la madre e il padre. La prima, protagonista dell’ennesimo caso di femminicidio. L’altro, autore del delitto, paga con il carcere o il suicidio. Mentre per loro, gli orfani di questa strage che nel nostro Paese miete più vittime della mafia, inizia una seconda vita nell’ ombra  e tutta in salita.

Se ne parla poco, ma sono 1628, dal 2000 ad oggi, i figli di queste faide familiari costretti a fare i conti con il peso di un dolore che rischia di schiacciarli per sempre, oltre alle difficoltà a trovare una nuova famiglia e un sostegno da parte delle istituzioni, sia da un punto di vista economico che socio-assistenziale. L’allarme arriva dal presidente dello sportello Sos Stalking,  Lorenzo Puglisi: «Quando le “vittime secondarie” del femminicidio sono minorenni devono spesso affrontare problemi come le lungaggini burocratiche di case famiglie e di adozioni. Da maggiorenni, quando va bene, possono avere problemi di carattere psicologico ed economico, mentre se va male rischiano di finire nel mondo dello spaccio o della prostituzione».
Leggi il resto »

Allarme infanzia «Ogni giorno quattro violenze»

di Adriana Comaschi – L’Unità 1 aprile 2014

Bambini maltrattati, terrorizzati, violentati. O trascurati tanto da sfiorare l’abbandono, vittime della conflittualità tra genitori o della loro rabbia, acuita da crisi e difficoltà di lavoro. Quattro casi di violenza al giorno psicologica, fisica e sessuale – riferiti agli operatori negli ultimi 5 anni, 16mila richieste di aiuto, un aumento dell’11% delle violenze sugli adolescenti, una crescita preoccupante del numero di minori a loro volta autori di abusi sessuali. Leggi il resto »