Donne e offese in rete così vogliamo vincere le Parole Ostili

Corriere della sera La 27 ora  – 6 febbraio 2017  – Silvia Morosi, Martina Pennisi, Luisa Pronzato

Combattiamo la violenza in rete come facciamo, tutti i giorni, con quella che incontriamo nella vita reale. Da Tiziana Cantone a Carolina Picchio, fino alla giovane violentata (e filmata dalle amiche) in discoteca. Di scatti rubati, momenti intimi che diventano pubblici, vite messe in vetrina e alla gogna mediatica oggi si muore. Tutto intorno restano vittime di “ferite più lievi” che derivano da critiche, giudizi, insulti sottotraccia che vanno ad alimentare la zona grigia delle “offese fatte con ironia” che dal mondo offline si sono trovate a viaggiare e scivolare sui social con una velocità che non ha termini di paragone. “Parole Ostili”, parole che violentano, parole che cancellano, parole che bloccano, parole che stigmatizzano. Lo schermo deresponsabilizza, disinibisce e induce a pensare che chi condivide e alimenta la diffusione di alcuni contenuti violenti sia meno colpevole di chi li pubblica per primo. O peggio, che il diritto ad avere una vita virtuale non abbia le stesse limitazioni di quelle esistenti nella società.

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“l’amavo più della sua vita”

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
alla Casa del Quartiere San Salvario via Morgari 14, Torino

SABATO 21 NOVEMBRE ore 19,30
Aperitivo-cena presso i Bagni Municipali
Apertura delle giornate contro la violenza sulle donne alla Casa del Quartiere

ore 20.30
‘l’amavo più della sua vita’
PROIEZIONE DELL’OPERA TEATRALE DELLA REGISTA CRISTINA COMENCINI a cura del comitato ‘SE NON ORA QUANDO?’
ore 21.30
TAVOLA ROTONDA – DIBATTITO APERTO sulla violenza contro le donne
Intervengono:
Laura Onofri, Consigliera Comunale e Referente torinese del comitato ‘SE NON ORA QUANDO?’ Roberto Poggi, dell’ Associazione CERCHIO DEGLI UOMINI
Damiano Rizzi, presidente e fondatore dell’Ong ‘SOLETERRE’ e autore del libro ‘La guerra a casa’ Lisa Reano, psicologa psicoterapeuta della Rete DAFNE
Moderano il dibattito: Isabella Bonapace e Claudia D’Aloisio, psicologhe responsabili dello SPAZIO d’ASCOLTO ‘LILITH’ alla Casa del Quartiere, per Ass. TIARE’ Leggi il resto »

Quella parola (troia) «Te la meriti» Anche tra i banchi di scuola

Corrieredellasera.it La 27 ora – 3 dicembre 2014

Ci si chiede il perché di tutti quei like sotto al post che Cosimo Pagnani ha scritto sul suo profilo Facebook dopo aver accoltellato e ucciso Maria D’ Antonio, ex moglie e mamma della loro figlia.

Ci si chiede come si possa cliccare Mi piace sotto alla frase «sei morta troia».

Inizialmente ho sperato che alcuni* (metto l’asterisco perché vi sono anche i like delle donne) di quell* che hanno cliccato per prim* non pensassero che Maria fosse morta davvero, forse per qualcuno poteva trattarsi di un modo per dire «per me non esisti più». Eppure i click hanno continuato ad aumentare anche dopo che la notizia del femminicidio è diventata pubblica e allora mi sono detta Basta aggrapparsi all’inconsapevolezza, prendiamo atto che stiamo assistendo ad una mostruosa “banalizzazione del male”, espressione di una disumanizzazione delle relazioni e del dolore. Leggi il resto »

Violenza: mentre la cassazione “preoccupa” il piano nazionale tace di Antonella Anselmo

Snoq Libere – Antonella Anselmo

Gli scorsi giorni ha destato molto clamore una pronuncia della Cassazione in tema di stupro e concessione dell’attenuante della minore gravità (Cass. Pen. 39445/2014). Solo leggendo per intero la sentenza della Terza Sezione, necessariamente limitata alla sola verifica di legittimità e non all’accertamento del fatto, se ne comprende il ragionamento. È bene anticipare che la Corte non compie alcuno strappo rispetto alla giurisprudenza precedente. Ecco la vicenda. La Corte di Appello di Venezia condanna un uomo per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale perpetrati ai danni della moglie e rigetta la richiesta difensiva di valutare l’attenuante di minore gravità. In particolare la Corte di merito ritiene “incompatibile” l’attenuante in relazione al fatto che la violenza sessuale è stata consumata mediante rapporto completo. Leggi il resto »

«Finché morte non ci separi» Divorzio breve per scongiurare il femminicidio

Corriere della Sera.it La 27 ora  20 giugno 2014   — Francesca la Forgia

Una buona occasione per fare un grande passo in avanti per i diritti civili in Italia, per la stessa incolumità delle donne ed anche per rendere meno oneroso il diritto umano a scegliere come vivere la propria affettività

Il divorzio breve, da pochi giorni approvato alla Camera, è stato da poco assegnato alla Commissione Giustizia del Senato e attende di essere calendarizzato. Se questa importante norma dovesse passare, il termine per poter chiedere il divorzio dopo la separazione non sarebbe più di tre anni, ma scenderebbe a sei mesi in caso di separazione consensuale, a dodici mesi in caso di separazione giudiziale, decorrendo i termini dalla notifica del ricorso. Leggi il resto »