Investire nella cura conviene. Non solo alle donne

Articolo di redazione, ingenere.it del 17/12/2015
Un recente studio condotto in Turchia rivela che l’impatto di un investimento pubblico nella cura dell’infanzia sarebbe positivo non solo per le donne, ma anche per gli uomini, per le persone meno qualificate e per le famiglie più povere
Un numero crescente di ricerche e documenti di policy sottolineano il ruolo fondamentale che gli investimenti in infrastrutture sociali di cura possono svolgere nella promozione di una crescita inclusiva favorendo nel contempo l’eguaglianza di classe e di genere[1]. Leggi il resto »

La penalizzazione delle madri nel mercato del lavoro italiano: un confronto fra coorti

di Michele Lugo, 13 novembre 2015, da www.neodemos.info

Le donne italiane e il mercato del lavoro

In Italia, rispetto al resto dei Paesi occidentali, la condizione delle donne sul mercato del lavoro è particolarmente negativa. Il tasso di occupazione femminile (fra i 20 e i 64 anni) è di poco superiore al 50%, molto basso rispetto alla media europea (che nel 2014 era del 63,5%) e la sua già lenta crescita sembra essersi interrotta (Eurostat 2015). Lo svantaggio delle donne italiane, pur coinvolgendo anche le donne senza figli, è particolarmente forte per le madri: il numero di donne che escono dal mercato del lavoro in seguito alla nascita di un figlio è stimato tra il 20% e il 25% (Casadio et al. 2008; Gutierrez-domenech 2005), nella maggior parte dei casi l’interruzione della carriera lavorativa delle madri non è temporanea come accade in altri Paesi occidentali – Germania, Regno Unito o Stati Uniti – ma permanente. Leggi il resto »

Donne al lavoro ai tempi della crisi

La Stampa 2 luglio 2015 blog DONnet – Stefanella Campana

Il rapporto della Consigliera di Parità Alida Vitale: più lavori precari e meno pagati. La maternità crea ancora problemi

Sembrerebbe che pur in tempi di crisi, che segna una costante emorragia di posti di lavoro, si sia ridotto il gender gap tra donne e uomini nel lavoro. Ma in realtà il minor divario è dovuto al peggioramento dell’occupazione maschile non a un aumento di quella femminile che nel 2014 era del 46,9%, ben lontano da quel 60% che auspicava il Trattato Ue di Lisbona, e anche dagli incrementi registrati negli altri paesi europei. E così siamo in coda nelle classifiche nel lavoro delle donne, giusto per capire, prima di Grecia e Malta. Leggi il resto »

Non ce la faccio, mi dimetto I veri motivi delle madri che lasciano il posto

Corriere della sera – La 27 ora  – 30 giugno 2015  -Alessandra Puato

La gestione delle responsabilità familiari e di crescita dei figli, prerogativa ancora prevalentemente femminile, continua ad avere riflessi sulla partecipazione attiva delle donne al mercato del lavoro (la Relazione ministeriale)

Aziende addio, siamo mamme. Le donne-madri si sono dimesse di più dal posto di lavoro, l’anno scorso, rispetto al 2013 (+6%). E in particolare la risoluzione del rapporto ha riguardato chi aveva poca anzianità di servizio (meno di tre anni) e un solo figlio: i soggetti, probabilmente, più deboli. La motivazione prevalente? Tristemente prevedibile: «Incompatibilità tra l’occupazione lavorativa e le esigenze di cura della prole». Fra le difficoltà indicate, in testa c’è l’«assenza di parenti di supporto», segue il «mancato accoglimento al nido», ma anche il «mancato accoglimento della richiesta di part-time». Leggi il resto »

Rischio di povertà e condizione delle donne

da www. osservatoriocaritastorino.org del 19/04/2015

Secondo un  un recente studio del Parlamento Europeo, il rischio povertà per le donne con figli a carico sia più alto rispetto agli uomini nella stessa situazione: 19% contro il 17 %. Le percentuali di povertà delle donne varia notevolmente nei diversi Paesi membri dal 7% della Danimarca al 30%  in Romania. In Italia il 24 %.

In particolare a rischiare di diventare povere sono le donne immigrate (33%) e madri single (34%). La povertà al femminile in Italia è rappresentata dal 32% delle madri che hanno lasciato il proprio Paese e 41%  è costituito delle single. Leggi il resto »