#catcalling

Noi donne, lo impariamo in fretta: che è meglio non girare da sole per strada, che è meglio farsi accompagnare da qualcuno. Che sul treno è meglio sedersi vicino a famiglie coi bambini. Che la nostra paura vale meno di niente.

Lo impariamo in fretta e lo impariamo da ragazze, alla scuola media o forse anche prima, quando i ragazzi si sentono autorizzati ad allungare le mani, quando per strada gli uomini ti gridano parole che neppure conosci.

Quando senza pensare spingi via chi sull’autobus ti mette le mani addosso, e tutti prendono in giro te: che non sei spiritosa, che non sai stare al gioco. Qual è il gioco?

Quando si accosta un’auto, e dal finestrino arrivano proposte o richieste, e finalmente riparte ma poi accosta di nuovo. E la paura, e il cuore in gola. Qual è il gioco?

Quando affretti il passo e poi corri, e ti inseguono gli insulti gridati e le risa. E l’affanno, e l’eco degli insulti nella testa. Qual è il gioco?

Non è un gioco, non è divertente, non è giusto!

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Pubertà precoce

 Pubertà precoce, raddoppiati i casi durante il lockdown. «Mia figlia ha nove anni e si comporta come un’adolescente» Corriere della sera La 27 ora – 3 maggio 2022 Virginia Nesi Una volta al mese sa che deve fare l’iniezione. Ma non si lamenta. Per Alice, 9 anni, quella puntura è una…

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Il femminismo nei media

in.Genere – 29 aprile 2022 – Sara Bichicchi Cambiare le narrazioni per cambiare il mondo: a partire dagli anni 70 il discorso femminista ha cambiato e sta ancora cambiando i rapporti tra i sessi, passando per redazioni e nuovi media. Ne parliamo con Marina Cosi, giornalista vicepresidente di GiULiA Il racconto giornalistico delle…

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La sentenza sull’aborto Usa e il ruolo della Corte Suprema

Il sole 24 ore 3 maggio 2022

Graziella Romeo*

La Corte Suprema ha votato, a maggioranza, per il rovesciamento dei precedenti giurisprudenziali che riconoscono il diritto all’aborto

La Corte Suprema ha votato, a maggioranza, per il rovesciamento dei precedenti giurisprudenziali che riconoscono il diritto all’aborto (Roe v. Wade e Planned Parenthood v. Casey), rifiutandosi di dichiarare incostituzionale una legge dello Stato del Mississippi che vieta l’interruzione volontaria di gravidanza dopo la quindicesima settimana. Questo, almeno, è ciò che emerge da una bozza della tanto attesa sentenza nel caso Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization che Politico.com ha pubblicato ieri in esclusiva. Per ora non sono giunte smentite ufficiali. La versione della decisione che circola sui siti è redatta dal giudice conservatore Alito e dichiara apertamente che i precedenti in tema di aborto sono “evidentemente sbagliati” perché la Corte si è arrogata il potere di decidere dell’esistenza di un diritto non contenuto nella Costituzione.

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