Parlano le autrici del discorso contro la Normale di Pisa

«Ci hanno scritto migliaia di studenti. Andiamo avanti» – L’intervista

Il manifesto contro le ingiustizie del mondo accademico è stato letto da Valeria Spacciante, Virginia Magnaghi e Virginia Grossi, ma gli autori del discorso sono 13 diplomati e diplomate della classe di Lettere. Li abbiamo intervistati

Valeria Spacciante, lo scorso 9 luglio, era sul palco della cerimonia dei diplomi della Scuola Normale. Un’eccellenza del mondo accademico, italiano e internazionale. La neodiplomata della classe di Lettere lanciava parole molto dure nei confronti del corpo docenti dell’istituzione pisana, a suo dire insensibile all’impegno civico e focalizzato quasi esclusivamente sulla produzione scientifica.

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Qualche consiglio di lettura per l’estate!

Riprendiamo una tradizione che ormai da parecchi anni ci accompagna! Ogni settimana segnaleremo libri di autrici o che trattano temi a noi cari.

Iniziamo con MIA STELLA CADUTA di Maria Antonietta Maccioccu. Ed. Golem

Dietro ogni stella caduta ci sono desideri, speranze, illusioni, l’attimo in cui sembra che tutto sia possibile. Come per Fiorenza. Dal bigottismo provinciale del secondo dopoguerra ai venti mondiali di nuove libertà, dall’isola periferia della storia ai fermenti del continente, dalle velleità giovanili alla realtà di giorni comuni, la vita di Fiorenza si snoda tra ribellioni, amicizie, politica, amori, scelte, delusioni e adattamenti. Una vita come tante a cavallo di due secoli di vistosi cambiamenti. In compagnia di musiche care a più generazioni e sullo sfondo di tempi indispensabili per la nostra memoria collettiva, il romanzo racconta con ironia e tenerezza la storia di una bambina, ragazza, donna vissuta in anni in cui anche il privato diventava politico ed entrambi destinati a fare i conti con altre realtà. Da dove siamo partiti a dove siamo arrivati, per non disperdere il ricordo di un paese giovane e dinamico, forte di grandi speranze e di altrettante conquiste, energia per resistere al presente e avviare il futuro.

La pillola del giorno dopo (e dei 5 giorni dopo) non è un farmaco abortivo. Ecco come funziona e come reperirla

Eva – Sapere è potere di Marina Valsecchi

Il preservativo si è rotto, il diaframma si è spostato, hai dimenticato la pillola, o per altre ragioni hai avuto un rapporto non protetto e non vuoi rimanere incinta. Un contraccettivo ormonale di emergenza, assunto per tempo, può evitarti una gravidanza indesiderata. Non è un farmaco abortivo: agisce ritardando l’ovulazione, previene l’incontro tra spermatozoo e ovocita e non ha alcun effetto se la fecondazione è già avvenuta. Usato occasionalmente e non come forma regolare di contraccezione, è sicuro per la salute della donna. La pillola del giorno dopo si compra in farmacia, senza obbligo di ricetta per le maggiorenni, con ricetta non ripetibile per le minorenni. La pillola dei 5 giorni dopo è acquistabile senza obbligo di ricetta sia per le maggiorenni che per le minorenni.

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Legge Zan, la frattura tra le femministe: generazioni a confronto

Domani – Daniela Preziosi* – 25 luglio 2021

  • C’è un conflitto fra scuole e culture, in parte anche fra generazioni diverse, di donne. Toni severi, quasi un congresso: intorno al ddl si certifica una frattura netta e ideologica.
  • Fra accuse di transfobia e provocazioni: «E adesso arriva sul palco con le gemelle Kessler? Ma le donne non si sentono offese?». «Sembra di assistere a una gara a chi è più discriminata. C’è chi si sente minacciata dalle donne trans, come se potessero togliere alle “cis” visibilità e diritti»
  • Un dialogo intrecciato con sette autorevoli esponenti, così vicine e così lontane: Alessandra Bocchetti, Fulvia Bandoli, Lea Melandri, Letizia Paolozzi, Laura Onofri, Marilena Grassadonia, Carlotta Cossutta.

«La legge Zan ha preso ai miei occhi una dimensione abnorme, drammatica, paradossale e con punte notevoli anche di ridicolo. Non sono pro Zan, non sono neanche contro per principio. Cambierei qualcosa. Sono più che altro scettica. Una legge non riesce a produrre cambiamenti. La legge Zan non salverà i gay o i trans dalla discriminazione, dalla derisione, dalla violenza. Lo può dire con certezza una donna.

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La “certificazione” per interruzione volontaria di gravidanza è online

L’iniziativa di Pro-choice rete italiana contraccezione aborto contro l’inerzia del servizio sanitario pubblico e privato

qui il link al sito Pro-choice

Il “certificato” IVG è un documento richiesto per legge

Si tratta di un documento che attesta lo stato di gravidanza della donna, la sua richiesta di abortire e l’avvenuto colloquio con il personale medico. Dove necessario, può contenere l’indicazione che la procedura deve essere eseguita con urgenza, senza l’attesa di 7 giorni prevista dalla legge. Può essere redatto da qualsiasi medico/medica ed è necessario per poter interrompere la gravidanza.

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Il Coordinamento nazionale dei Comitati SNOQ scrive a Renzi!

Senatore Renzi,

Come dobbiamo ancora dirlo e in quale lingua perché lei lo capisca?

Il movimento Senonoraquando – coordinamento nazionale dei Comitati, è favorevole all’approvazione del ddl Zan, così come nel testo pervenuto dalla Camera senza nessuna mediazione. Lei anche oggi  a Rai 3 ha citato il nostro movimento omettendo di dire che chi è favorevole alla mediazione e’ il comitato Snoq Libere. Omettendo questo lei distorce la realtà a suo uso e consumo.

Così come citando Arci Lesbica omette di citare tutta la maggioranza dell’associazionismo lesbico che è a favore della proposta di legge in questa stesura.Ma non creda che questo le giovi.Le donne, le tante donne del movimento femminista sanno discernere e sanno capire che questa sua presa di posizione a favore di una mediazione (che lei sa benissimo non sfocerà in nulla e che ha il solo scopo di affossare la legge e fare un gran favore alla destra) non è altro un posizionamento per chissà quali suoi giochi politici.


Laura Onofri A nome del Coordinamento nazionale Comitati Senonoraquando 18 luglio 2021

LE DONNE IN PIAZZA“Quale ripresa? La rivoluzione della cura è tutta un’altra storia!”

Il Covid ci ha dato ragione. Lo abbiamo gridato esattamente un anno fa, l’8 luglio del 2020, nel
pieno della pandemia, nella nostra prima Assemblea della Magnolia, che ha visto l’adesione dei
tanti luoghi delle donne e di tantissime altre donne, associazioni, singole, donne dei movimenti e
delle istituzioni. Diverse ma insieme, riunite per capire cosa era successo e cosa ci era successo,
ma anche per riprendere parola pubblica.

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Ue, infrazione a Ungheria e Polonia per discriminazioni Lgbtq

Rai News 15 luglio 2021

Nel mirino la “legge anti Lgbt” ungherese e le “zone franche” Lgbt adottate da diverse regioni e comuni polacchi

La Commissione Ue ha avviato procedure di infrazione contro l’Ungheria e la Polonia sull’uguaglianza e la tutela dei diritti fondamentali, in particolare per le comunità Lgbtq. I due Stati membri dispongono ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni avanzate dalla Commissione. In caso contrario, la Commissione può decidere di inviare loro un parere motivato e in una fase successiva deferirli alla Corte di giustizia dell’Unione europea. 

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Afghanistan, donne in piazza armate, ‘resisteremo ai Talebani’

Ticino 7 @laRegione – ) luglio 2021

Centinaia di afghane sono scese in strada armi in pugno in alcune città del Paese in segno di resistenza contro la restaurazione del regime islamico

Mentre le truppe straniere si ritirano e i Talebani si apprestano a riprendere il controllo di gran parte del Paese, centinaia di afghane scendono in strada armi in pugno in alcune città del Paese per mostrare di essere pronte a resistere alla restaurazione di un regime islamico che proibiva alle donne di studiare e lavorare e le lapidava sulla pubblica piazza.

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Una presidente mapuche alla costituente in Cile

in.Genere – 7 luglio 2021 – Tania Groppi

Vestita in solenni abiti tradizionali azzurri e neri, le collane di monete che scendono dal collo, il copricapo austero, la bandiera mapuche stretta tra le mani, il fazzoletto verde e viola nunca más sin nosotras avvolto intorno al braccio, gli occhi sorridenti che spuntano sopra la mascherina, la linguista Elisa Loncón saluta col pugno chiuso i deputati e le deputate della Convención constitucional, riuniti all’aperto sotto un’ampia tenda anti-Covid, che l’hanno appena eletta presidente, con 96 voti su 155.

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