La “certificazione” per interruzione volontaria di gravidanza è online

L’iniziativa di Pro-choice rete italiana contraccezione aborto contro l’inerzia del servizio sanitario pubblico e privato

qui il link al sito Pro-choice

Il “certificato” IVG è un documento richiesto per legge

Si tratta di un documento che attesta lo stato di gravidanza della donna, la sua richiesta di abortire e l’avvenuto colloquio con il personale medico. Dove necessario, può contenere l’indicazione che la procedura deve essere eseguita con urgenza, senza l’attesa di 7 giorni prevista dalla legge. Può essere redatto da qualsiasi medico/medica ed è necessario per poter interrompere la gravidanza.

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Il Coordinamento nazionale dei Comitati SNOQ scrive a Renzi!

Senatore Renzi,

Come dobbiamo ancora dirlo e in quale lingua perché lei lo capisca?

Il movimento Senonoraquando – coordinamento nazionale dei Comitati, è favorevole all’approvazione del ddl Zan, così come nel testo pervenuto dalla Camera senza nessuna mediazione. Lei anche oggi  a Rai 3 ha citato il nostro movimento omettendo di dire che chi è favorevole alla mediazione e’ il comitato Snoq Libere. Omettendo questo lei distorce la realtà a suo uso e consumo.

Così come citando Arci Lesbica omette di citare tutta la maggioranza dell’associazionismo lesbico che è a favore della proposta di legge in questa stesura.Ma non creda che questo le giovi.Le donne, le tante donne del movimento femminista sanno discernere e sanno capire che questa sua presa di posizione a favore di una mediazione (che lei sa benissimo non sfocerà in nulla e che ha il solo scopo di affossare la legge e fare un gran favore alla destra) non è altro un posizionamento per chissà quali suoi giochi politici.


Laura Onofri A nome del Coordinamento nazionale Comitati Senonoraquando 18 luglio 2021

LE DONNE IN PIAZZA“Quale ripresa? La rivoluzione della cura è tutta un’altra storia!”

Il Covid ci ha dato ragione. Lo abbiamo gridato esattamente un anno fa, l’8 luglio del 2020, nel
pieno della pandemia, nella nostra prima Assemblea della Magnolia, che ha visto l’adesione dei
tanti luoghi delle donne e di tantissime altre donne, associazioni, singole, donne dei movimenti e
delle istituzioni. Diverse ma insieme, riunite per capire cosa era successo e cosa ci era successo,
ma anche per riprendere parola pubblica.

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Ue, infrazione a Ungheria e Polonia per discriminazioni Lgbtq

Rai News 15 luglio 2021

Nel mirino la “legge anti Lgbt” ungherese e le “zone franche” Lgbt adottate da diverse regioni e comuni polacchi

La Commissione Ue ha avviato procedure di infrazione contro l’Ungheria e la Polonia sull’uguaglianza e la tutela dei diritti fondamentali, in particolare per le comunità Lgbtq. I due Stati membri dispongono ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni avanzate dalla Commissione. In caso contrario, la Commissione può decidere di inviare loro un parere motivato e in una fase successiva deferirli alla Corte di giustizia dell’Unione europea. 

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Afghanistan, donne in piazza armate, ‘resisteremo ai Talebani’

Ticino 7 @laRegione – ) luglio 2021

Centinaia di afghane sono scese in strada armi in pugno in alcune città del Paese in segno di resistenza contro la restaurazione del regime islamico

Mentre le truppe straniere si ritirano e i Talebani si apprestano a riprendere il controllo di gran parte del Paese, centinaia di afghane scendono in strada armi in pugno in alcune città del Paese per mostrare di essere pronte a resistere alla restaurazione di un regime islamico che proibiva alle donne di studiare e lavorare e le lapidava sulla pubblica piazza.

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Una presidente mapuche alla costituente in Cile

in.Genere – 7 luglio 2021 – Tania Groppi

Vestita in solenni abiti tradizionali azzurri e neri, le collane di monete che scendono dal collo, il copricapo austero, la bandiera mapuche stretta tra le mani, il fazzoletto verde e viola nunca más sin nosotras avvolto intorno al braccio, gli occhi sorridenti che spuntano sopra la mascherina, la linguista Elisa Loncón saluta col pugno chiuso i deputati e le deputate della Convención constitucional, riuniti all’aperto sotto un’ampia tenda anti-Covid, che l’hanno appena eletta presidente, con 96 voti su 155.

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Kihnu, l’isola delle donne: un caso (studiato) di «adattamento sociale» nel Mar Baltico

Corriere della sera – La 27 ora – 2 luglio 2021 Chiara Servegnini

Il faro di Kihnu non ha un guardiano, ma una guardiana. Nessuno ci fa caso: le cose, su questa isoletta del Baltico, funzionano così da tempo. Le isolane gestiscono le fattorie, riparano le auto, custodiscono le tradizioni. La chiamano «l’isola delle donne» e il motivo è semplice: dei circa seicento abitanti, solo trecento risiedono stabilmente a Kihnu. E sono, in larga maggioranza, femmine.

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«La prima donna che»: il format tv che, in due minuti, racconta vite straordinarie

Corriere della sera – La 27 ora 1 luglio 2021 Laura Onofri

Da qualche settimana vanno in onda su Rai Uno e Rai Play, prodotte da “Rai Documentari” le pillole di «La Prima Donna che» in collaborazione con Rai Pari Opportunità e Rai Teche. Si tratta di trenta affascinanti ritratti di donne pioniere, una rassegna transgenerazionale che, attraverso brevi video quotidiani, unisce le donne di ieri e di oggi racconta, attraverso la voce narrante di giovanissime ragazze, la storia di grandi donne che, con il loro coraggio e la loro determinazione, sono riuscite a vivere una “prima volta”, e a cambiare il mondo e la società.

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Immediata Liberazione per le donne nei centri di detenzione in Libia

Firma questa petizione

Al Presidente del Consiglio Mario Draghi  – Mario Draghi 

Al Ministro Affari Esteri e Cooperazione Internazionale  – Luigi Di Maio 

Alla Ministra Interno  – Luciana Lamorgese 

Alla Ministra Pari Opportunità – Elena Bonetti 

Le pagine di Avvenire raccontano di quanto sta avvenendo nel centro di detenzione ufficiale di Sharà al- Zawiya, una delle prigioni nelle quali vengono condotti i migranti catturati in mare dalla guardia costiera libica. 

Cinque ragazze somale, come loro tante altre, raccontano ad Associated Press le violenze e gli stupri sistematici che devono subire dai poliziotti-stupratori che governano la prigione. 

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