Legge 194, tra diritto all’aborto e difficoltà di accesso

Policy and Procurement in HealthCare7 ottobre 2022 – Carmine Iorio

Non solo l’obiezione di coscienza, da parte del personale sanitario, ma anche l’obiezione di struttura non garantiscono il libero accesso all’IVG, ad oggi, in Italia. I dati prodotti dal Ministero sono obsoleti e fotografano una situazione diversa dall’attuale. Inoltre, gli stessi, risultano difficilmente utilizzabili perché in formato pdf e per nulla accurati. Ne abbiamo parlato con la professoressa Chiara Lalli e con la dottoressa Marina Toschi.

In Italia cosa stabilisce la Legge 194

L’obiettivo principale della Legge 194/78 è garantire la tutela sociale della maternità e la prevenzione dell’aborto attraverso la rete dei consultori familiari.

L’articolo 1 stabilisce che «lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio».

È prevista l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG), entro i primi 90 giorni di gestazione, per motivi di salute, economici, sociali o familiari, dopo aver esaminato le possibili soluzioni dei problemi presentati e dopo aver offerto aiuto alla rimozione delle cause che porterebbero all’interruzione della gravidanza.

Vengono stabilite due tecniche per effettuare l’IVG: quella farmacologica e quella chirurgica.

Il metodo farmacologico è una procedura medica che prevede la somministrazione di due diversi principi attivi a distanza di 48 ore l’uno dall’altro; il primo è il mifepristone, conosciuto come RU486, e il secondo è una prostaglandina. Nell’agosto del 2020 il Ministero della Salute ha aggiornato le Linee di indirizzo sull’IVG con metodo farmacologico stabilendo che tale procedura può essere effettuata esclusivamente presso strutture ambulatoriali pubbliche adeguatamente attrezzate e funzionalmente collegate all’ospedale e autorizzate dalla Regione, nonché in consultori oppure day hospital.

Il metodo chirurgico, in anestesia generale o locale, viene effettuato in strutture sanitarie pubbliche o private convenzionate e autorizzate dalla Regione.

La Legge 194, nell’articolo 9, si occupa in modo specifico dell’obiezione di coscienza da parte del personale sanitario, e stabilisce che non possa essere invocata quando il proprio intervento «è indispensabile per salvare la vita della donna in imminente pericolo» e anche che «l’obiezione di coscienza esonera il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l’interruzione della gravidanza, e non dall’assistenza antecedente e conseguente all’intervento».

Legge 194 e aborto: i dati

Il 30 luglio 2021 è stata trasmessa al Parlamento la “Relazione del Ministro della Salute sulla attuazione della Legge contenente norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza (Legge 194/78)”.

Tale relazione cercava di fotografare la situazione di più di 2 anni fa; quindi, i numeri potrebbero non corrispondere alla realtà odierna. In più tali dati non sono accurati nel dettaglio e poco utilizzabili in quanto in formato pdf e non corrispondenti completamente ai numeri dell’Istituto Nazionale di Statistica.

Secondo i dati della Relazione, l’Italia è tra i Paesi con i più bassi tassi di abortività al mondo: 5,4 interruzione ogni mille donne tra i 15 e i 49 anni.

Read More

Fondo vita nascente della Regione Piemonte in discussione e votazione in IV commissione

COMUNICATO STAMPA della Rete + di 194 voci

La Regione Piemonte continua la sua crociata contro diritti civili e sociali: non è vero che si
tutelano i nascituri e le famiglie con la mancetta patriarcale erogata con il finanziamento
pubblico (460mila euro) del fondo vita nascente!

La Rete +di194voci denuncia nuovamente il finto buonismo patriarcale che soggiace ai diversi
provvedimenti che la Regione Piemonte sta portando avanti rispetto ai diritti, autodeterminazione e corpi
delle donne, delle soggettività lgbtqia+ e rispetto alle famiglie e alla genitorialità.
Oggi la delibera di Giunta del fondo vita nascente è stata portata in discussione e votata nella IV
commissione regionale.

Read More

Convegno nazione di LAIGA – Libera Associazione Italiana Ginecologi per la applicazione della 194

Marina Toschi, ginecologa

Ieri 3 ottobre 2022 convegno nazione di LAIGA ( libera associazione italiana ginecologi per la applicazione della 194)

Veramente una bellissima atmosfera, insieme le attiviste  di NUDM, Obiezione Respinta,   la presidente AOGOi Viora, Livia  Turco ad aprire il dibattito, le colleghe dalla Sicilia , dalla Sardegna, da Bari, da Napoli, dall’Umbria e di altre zone che ascoltavano incuriosite .

Valeria Dubini e Giovanna Scassellati che illustrano la situazione della IVG medica in Toscana e nel Lazio.  Le rappresentanti del Ministero della Salute dr.ssa Liliana Sala e la ginecologa Sara Terenzi che sono venute ad ascoltare e a dare assicurazione che vi sono progetti ministeriali finanziati sui temi della contraccezione e dell’aborto .

Poi uno sguardo più largo: Irene Donadio  dell’IPPF che ci da strumenti di lavoro x illustrare Ivg farmacologica alle donne in varie lingue; la ginecologa attivista olandese Rebecca Gompert di Woman on web che racconta come fornisce teleaborto anche nei paesi dove è proibito e la medico di base irlandese Mary Short che spiega come è organizzato l’aborto telemedico in Irlanda legale e garantito da Doctors for choiche . L’ostetrica Giorgia Alberti  che ci parla di come lavorano in autonomia su aborto medico le ostetriche in UK.

Si torna in Italia con Il racconto di come si possa fare la certificazione online per le donne italiane che non trovano in tempi rapidi un medico disponibile da parte di Lisa Canitano. La contraccezione da inserire nel corso o subito dopo aborto Farmacologico nel racconto di Silvia von Wunster e di Emilio Arisi .

Poi gli studi di come si può usare la RU486 anche dopo le 9 settimane da parte della giovane collega Imbruglia e la possibilità della sterilizzazione  dalla collega di Foligno Amadio.

Le giovani attiviste di LAIGA che illustrano la Mappa e la ricerca compiuta sugli Ospedali. Infine  la professoressa Caterina Arcidiacono che racconta di sè della sua esperienza diretta e indiretta  su spontaneo, volontario e terapeutico , per  far capire come è importante la parlabilita’ dell’aborto e per romperne lo stigma.

Tutte e tutti che intervenivano a volontà con domande e riflessioni. Una bella ricarica per noi tutte/i in questa fase di allarme sui diritti sessuali e riproduttivi!

No al disegno di legge regionale “Allontanamento 0”

Ecco la lettera che il Comitato Zero Allontanamento 0, di cui Se non ora quando? fa parte ha inviato a tutti gli aderenti al Comitato. Ricordiamo che oggi 4 ottobre ci sarà una mobilitazione davanti al consiglio regionale alle ore 9 e alle ore 17

Carissim* aderenti al “Comitato Zero Allontanamento Zero”,
il 27 settembre il Consiglio Regionale ha avviato in Assemblea la discussione del disegno di legge
(n. 64) “Allontanamento zero”.

Read More

Usciamo dal silenzio, una storia di donne

‘Usciamo dal silenzio, una storia di donne’, è l’ebook dedicato al percorso di Uds realizzato da Maria Grazia Gambardella sulle carte dell’archivio del movimento, riordinato e custodito dalla Fondazione Badaracco di studi e documentazione delle donne. Questo lavoro ricostruisce una storia di femminismo lunga 10 anni a partire dalla grande manifestazione milanese del 14 gennaio 2006 in difesa della legge 194 e della libertà femminile e contiene una postfazione a cura di quattro delle fondatrici di Uds che riannodano alcuni fili di pensiero tra ieri ed oggi.

Chi vuole scaricare gratuitamente l’ebook o acquistare una copia cartacea del libro lo può fare a questo link .

La copertina, è una rielaborazione di una fotografia di Isabella Balena che firma anche il portfolio dedicato al 14 gennaio. 

Vi informeremo delle occasioni di discussione di questo lavoro, voluto dall’ultimo direttivo di Uds proprio per l’importanza di creare memoria delle pratiche politiche delle donne su temi che sono al centro del dibattito pubblico.

San Marino legalizza l’assistenza all’aborto

dal sito di

Casa

San Marino legalizza l’assistenza all’aborto ribaltando una legge secolare: colloquio con l’avvocato per i diritti delle donne

Ci siamo incontrati con Karen Pruccoli, attivista e Presidente dell’Unione Donne San Marino per discutere di questa decisione fondamentale per i diritti delle donne.

San Marino ha recentemente legalizzato la cura dell’aborto, un anno dopo lo storico referendum. Nel 2021, il 77% dei cittadini ha votato a stragrande maggioranza per ribaltare la legge di 150 anni per rendere legale l’aborto nelle prime 12 settimane di gravidanza. L’assistenza per l’aborto è disponibile anche dopo le 12 settimane se gravi anomalie fetali mettono a rischio la vita o la salute di una donna, fisicamente o psicologicamente. Il costo della procedura sarà coperto dal sistema sanitario pubblico sammarinese. In precedenza, le donne residenti a San Marino erano costrette a recarsi in Italia o altrove per accedere alle cure di cui avevano bisogno.

Read More

Noi Rete Donne condanna la durissima repressione in atto in Iran nei confronti delle donne e dei giovani iraniani.

#noiretedonne

#IranProtests

Noi Rete Donne ha inviato alle autorità italiane e all’ambasciata iraniana questa lettera di condanna della durissima repressione in atto in Iran nei confronti delle donne e dei giovani iraniani, con richiesta di azione urgente. #noiretedonne #IranProtests

Noi Rete Donne, rete per una democrazia paritaria in Italia e a livello internazionale, chiede al
governo uscente e a tutte le parlamentari e i parlamentari eletti in questa ultima tornata elettorale
e alle forze politiche, di prendere una netta posizione di condanna degli assassini politici compiuti
oggi e nel passato dal regime iraniano.

Un regime teocratico, repressivo e misogino, che sta reprimendo nel sangue le migliaia di donne e uomini, scesi ancora una volta con grande coraggio e determinazione per le strade di oltre 80 città iraniane, contro decenni di oppressione e negazione di tutte le libertà fondamentali.

Read More

Omaggio alle donne coraggiose: Saman, le iraniane, e noi?

Corriere della sera – La 27 ora – 25 settembre 2022 Dacia Maraini

Queste donne oggi ci stanno dando un esempio di coraggio straordinario e di fede nella libertà. Dovremmo imparare da loro anziché cedere alla tentazione di una sorda e cinica passività, con la scusa che «tanto non cambia niente». Cambia invece, se veramente lo vogliamo

Se si volesse esemplificare cosa sia il fanatismo, basterebbe raccontare la storia del padre di Saman Abbas, la ragazza pakistana di seconda generazione che è stata strangolata, poi fatta a pezzi e quindi gettata nel fiume. La madre, intercettata al telefono avrebbe detto che «anche noi siamo morti quel giorno». Morti sì, ma avendo compiuto un dovere sociale e religioso, il più disumano e orrendo che si possa immaginare. E non si tratta di un caso di egoismo famigliare , ma di una pratica che viene legittimata da una tirannica religione di Stato.

Read More

28 Settembre 2022 – Giornata mondiale per l’aborto sicuro


28 settembre h. 18,30 piazza Castello: la rete +di194voci scende in piazza a fianco delle NUDM

La salute delle donne è un DIRITTO che la legge 194/78 garantisce attraverso l’accesso all’aborto
sicuro e gratuito. Questa legge ha dato ottimi risultati, riducendo nel tempo il ricorso all’aborto,
grazie alla rete dei consultori e al personale socio-sanitario.


MA UNA BUONA LEGGE NON BASTA

➔ il numero di obiettori di coscienza è troppo elevato e, in molte situazioni, limita o impedisce
l’esigibilità del diritto, come abbiamo più volte denunciato!
➔ gli anti-abortist, mascherati da un linguaggio persuasivo e positivo che dietro i termini “pro-vita,
pro-famiglia, diritto a non abortire” cela una cultura patriarcale, violenta ed integralista promossa
dalla cosiddetta Agenda Europa, attaccano sempre più frequentemente l’autodeterminazione delle
donne e vorrebbero relegare la donna al ruolo di fattrice: la famiglia è solo quella tradizionale e
ispira ogni politica alla triade “Dio, patria e famiglia”
➔ la Regione Piemonte, che non ha ancora risposto alla nostra formale diffida, prima ha fatto
entrare le associazioni antiabortiste nei consultori pubblici, poi ha costituito il Fondo vita nascente
destinando risorse pubbliche a queste associazioni private affinché diano una mancetta patriarcale
e buonista alle donne che convincono a non abortire

DENUNCIAMO

che anche in Italia, come in altri Paesi quali l’Ungheria e la Polonia, vi sia il rischio di una deriva
normativa, già evidente in molte regioni (Piemonte, Marche) che limiti il diritto all’aborto e,
addirittura, ne impedisca il ricorso persino in situazioni quali lo stupro

SOSTENIAMO

le battaglie delle donne americane e delle forze progressiste che si oppongono alla sentenza della
Corte Suprema che ha cancellato il diritto federale all’aborto, delle donne polacche e ungheresi
impedite nella loro autodeterminazione, delle migrant spesso stuprate ai confini, delle donne
afghane e iraniane, delle soggettività oppresse in ogni parte del mondo

CHIEDIAMO CHE LA LEGGE 194/78 E LA LEGGE 405/75 SUI CONSULTORI VENGANO APPLICATE
ATTRAVERSO:

➔ l’attivazione di tutte le misure di prevenzione
➔ il potenziamento del personale e dei consultori per tutte le fasce d’età
➔ la piena tutela della salute sessuale e riproduttiva per tutә
➔ il ricorso alle tecniche più moderne e l’immediata attivazione dei percorsi per l’aborto
farmacologico nei consultori
➔ il sostegno al reddito, alla genitorialità e al welfare e il contrasto alla precarietà del lavoro

VI ASPETTIAMO IL 28 SETTEMBRE IN PIAZZA CASTELLO ALLE 18,30!!!
Torino, 24 settembre 2022 Per contatti: info@piudi194voci.it, fb, instagram, sito web

Sostegno orfani speciali

Il progetto si propone di sviluppare un modello flessibile e personalizzato di intervento multidisciplinare per il sostegno degli orfani speciali e delle famiglie affidatarie, intervenendo sia per la gestione del periodo post-traumatico, sia per la costruzione di una progressiva autonomia e di un percorso di vita sereno.

Per la presa in carico dei minori si prevede, in ciascun territorio di intervento, l’istituzione di “équipe multidisciplinare S.O.S.”, incaricata di avviare e monitorare un percorso di sostegno integrato, tempestivo, individualizzato e diversificato in base alla fascia d’età dell’orfano e alle caratteristiche della famiglia affidataria. L’équipe agirà in collaborazione con le figure istituzionali competenti e formulerà un piano di sostegno per ogni orfano/famiglia affidataria. Un gruppo di lavoro, composto da esperti accademici e operatrici di centri antiviolenza, elaborerà un modello di colloquio conoscitivo da adottare per il rilevamento dei bisogni, dello stato di salute e delle aspettative dei minori e delle famiglie affidatarie.

L’intervento si prefigge anche di riconoscere il diritto allo studio a tutti gli orfani e a tutte le orfane, anche oltre la scuola dell’obbligo. In particolare, saranno proposte attività individualizzate di supporto orientativo (educazione alla scelta) nelle fasi di transizione tra cicli scolastici, tra scuola e lavoro o in casi di dispersione scolastica; per i maggiorenni, si prevedono borse di studio per la frequenza di percorsi universitari.

Un ruolo importante nel sostegno ai beneficiari è assegnato agli spazi dedicati alle azioni progettuali. Si prevede, per esempio, di agevolare l’accoglienza di orfani maggiorenni in convitti o di mettere a disposizione delle strutture residenziali per ospitare le famiglie affidatarie per brevi periodi, in momenti delicati della presa in carico.

In ottica di prevenzione, insegnanti, operatori, operatrici, stakeholder del territorio verranno coinvolti in cicli di incontri formativi e informativi con l’obiettivo di acquisire strumenti adeguati per lavorare con bambini e adolescenti sui temi degli stereotipi, delle discriminazioni, dell’uso del linguaggio non sessista e violento, della violenza domestica e di genere.

Sarà organizzato un evento in ogni regione per disseminare i risultati del progetto e promuovere azioni mirate di informazione e sensibilizzazione. Sarà adottata una specifica child safeguarding policy elaborata in collaborazione con Save the children e Irene 95, capofila del partenariato dell’Italia meridionale.

per informazioni e aggiornamenti sul progetto Sostegno orfani speciali potete visitare il sito a questo link